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Cassazione Penale, Ordinanza n. 27789/2025 del 29/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La ricorrente impugnava l'ordinanza del Tribunale di Pescara che, in sede esecutiva, aveva escluso la riconducibilità al medesimo disegno criminoso di più condanne per cessione illecita di sostanze stupefacenti, di cui due già riunite in continuazione e una ulteriore condanna non ricompresa. Il giudice dell'esecuzione aveva valorizzato la distanza temporale tra i fatti e l'assenza di ulteriori illeciti nel periodo intermedio, ritenendo improbabile che al momento del primo episodio fosse già stato programmato anche il successivo, commesso oltre un anno dopo. Nel ricorso si deduceva, in sostanza, che sussistessero indici sintomatici dell'unitarietà del disegno criminoso, richiamando le modalità esecutive (piccolo spaccio) e la finalità economica delle condotte (bisogni personali e familiari). La censura è stata qualificata dalla Corte come essenzialmente confutativa e generica, perché non confrontata adeguatamente con la motivazione del giudice dell'esecuzione, che aveva già preso in esame gli elementi indicati e li aveva ritenuti insufficienti a fondare la continuazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il tribunale dell'esecuzione avesse correttamente applicato i principi in tema di continuazione, escludendo il medesimo disegno criminoso sulla base della distanza temporale tra i reati e della mancanza di ulteriori indicatori significativi, con motivazione logica, congrua e non manifestamente illogica. Conseguentemente ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81, secondo comma, c.p.

    medesimo disegno criminoso

    La continuazione richiede che l'agente abbia previamente rappresentato e unitariamente deliberato una serie di condotte criminose; non basta un generico programma di vita delinquenziale o una propensione a delinquere, e occorre verificare indici concreti di unitarietà.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, la Corte condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, salvo assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, a una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione presuppone la prova che, al momento del primo reato, anche i successivi fossero già stati programmati almeno nelle loro linee essenziali.
  • La mera affinità tra i reati, la comune finalità economica o l'uso di analoghe modalità esecutive non sono di per sé sufficienti a integrare il medesimo disegno criminoso, se manchi una reale preordinazione unitaria.
  • La verifica della continuazione richiede una valutazione complessiva di indici fattuali concreti, quali omogeneità delle violazioni, contiguità temporale e spaziale, modalità della condotta, sistematicità e abitudini di vita, senza che sia necessaria la compresenza di tutti gli indici.
  • L'apprezzamento del giudice di merito sulla sussistenza del medesimo disegno criminoso è insindacabile in cassazione se sorretto da motivazione adeguata, congrua e priva di vizi logici o travisamento dei fatti.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando si risolve in una censura meramente confutativa, generica o priva di effettivo confronto con la motivazione dell'ordinanza impugnata.

Come è indicizzato

MaterieReati ostativiImpugnazioniPena e commisurazione
RamiEsecuzione penaleProcesso penaleParte generale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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