Cassazione Penale, Ordinanza n. 21982/2025 del 11/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl ricorso è stato dichiarato inammissibile. Ne è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Bologna del 12/07/2024, contestando unicamente la correttezza della motivazione posta a base del giudizio di responsabilità. La Corte di cassazione ha rilevato che il motivo era sostanzialmente una pedissequa reiterazione delle doglianze già dedotte in appello e già puntualmente disattese dal giudice di merito. Per tale ragione il motivo è stato ritenuto non specifico e solo apparente, perché non svolgeva una critica argomentata alla sentenza impugnata. Nel testo si richiama inoltre la valutazione della Corte territoriale, che aveva ritenuto integrati gli elementi costitutivi del tentativo di truffa, non consumato solo per la pronta reazione della persona offesa.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione è inammissibile quando il motivo si limita a riproporre in modo pedissequo le stesse censure già formulate in appello e già esaminate e confutate dalla sentenza di merito.
- Per essere ammissibile, il motivo di ricorso deve contenere una critica specifica e argomentata alla decisione impugnata; non è sufficiente una contestazione meramente apparente o assertiva.
- La verifica dell'ammissibilità del ricorso richiede che la doglianza si confronti effettivamente con la motivazione della sentenza impugnata, evidenziandone vizi logici o giuridici specifici.
- In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende nei limiti stabiliti dalla decisione.
Come è indicizzato
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