Sentenza n. 1007/2026 - Salerno, Sezione 3
per l’annullamento, previa sospensione dell'ordinanza n…nella parte in cui ha disposto “ai sensi del D. Lgs. 27/2021, art. 2, a tutela della salute pubblica ed animale, e in applicazione dell'art. 15, comma 3, lettera d), del Dlgs 134 del 2022, l'abbattimento del capo suino ITSA3 913600 e smaltimento ai sensi del REGOLAMENTO (CE) n. 1069/2009”.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza dell’ASL di abbattimento e smaltimento di un suino non identificato e non tracciato
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietario)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente deteneva per autoconsumo familiare un suino privo della prescritta identificazione e registrazione. A seguito del controllo dell’ASL, l’animale veniva registrato con identificativo provvisorio, sottoposto a sequestro sanitario e affidato alla custodia del proprietario. Le analisi relative alla malattia di Aujeszky, alla malattia vescicolare, alla peste suina africana e alla peste suina classica risultavano tutte negative. Nonostante ciò, l’ASL disponeva l’abbattimento e lo smaltimento dell’animale ai sensi dell’art. 15, comma 3, lett. d), d.lgs. 134/2022, motivando con la necessità di ridurre al minimo il rischio per la salute pubblica e animale. Il ricorrente deduceva: erronea interpretazione e violazione dell’art. 15, comma 3, lett. d), d.lgs. 134/2022; carenza di istruttoria per mancata valutazione di misure alternative; violazione del principio di proporzionalità; violazione dell’art. 1 l. 241/1990, dell’art. 5, par. 4, TUE, dell’art. 9 Cost. e dell’art. 13 TFUE; difetto di motivazione; nonché violazione dell’art. 21-nonies l. 241/1990 e difetto di istruttoria e motivazione nel diniego dell’autotutela. L’ASL sosteneva la legittimità e adeguatezza dell’abbattimento.
La decisione
Il TAR, decidendo con sentenza semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., ha accolto il ricorso e annullato il provvedimento nella parte relativa all’abbattimento e allo smaltimento. Ha ritenuto che l’art. 15, comma 3, lett. d), d.lgs. 134/2022 qualifichi gli animali non identificati come potenzialmente rischiosi in applicazione del principio di precauzione, ma imponga comunque all’ASL una valutazione concreta degli aspetti sanitari e di benessere e delle alternative possibili all’abbattimento. Nel caso concreto non erano emersi rischi di contaminazione ambientale e gli accertamenti diagnostici erano risultati negativi. L’abbattimento non poteva quindi essere utilizzato come sanzione per la sola violazione degli obblighi formali di identificazione e tracciabilità. Il giudice ha inoltre rilevato che l’ASL non aveva svolto alcun effettivo giudizio di proporzionalità tra il fine sanitario perseguito e la soppressione dell’animale, né aveva motivato la scelta della misura più incisiva rispetto alle altre opzioni previste dalla legge. La giustificazione relativa alla mancata prova della provenienza dell’animale è stata considerata una motivazione postuma, inammissibile, e comunque non idonea a superare gli esiti diagnostici negativi. Sono stati ravvisati violazione di legge, difetto di motivazione, carenza dei presupposti, difetto di istruttoria, irragionevolezza e violazione del principio di proporzionalità. Gli ulteriori motivi sono stati assorbiti; le censure contro il diniego di autotutela sono state dichiarate improcedibili perché l’annullamento dell’atto era stato conseguito in giudizio. Spese compensate.
Norme richiamate
art. 15, comma 3, lett. d), d.lgs. 134/2022
sequestro degli animali non identificati per cui l'operatore non è in grado di garantire la rintracciabilità. Tali animali devono essere considerati a rischio e la ASL territorialmente competente valuta, considerando gli aspetti sanitari e di benessere, se disporne l'abbattimento in stabilimento e la distruzione senza alcun indennizzo o il loro eventuale impiego per fini diversi dal consumo umano
La disposizione ha natura preventiva e precauzionale, non sanzionatoria. L’ASL deve valutare concretamente il rischio sanitario, gli aspetti di benessere e le alternative all’abbattimento; la soppressione è legittima solo se giustificata da un pericolo concreto e non altrimenti fronteggiabile.
art. 18, commi 1 e 5, d.lgs. 134/2022
l'operatore di animali che non adempie agli obblighi di identificazione previsti all'articolo 9, commi 1 e 4 [...] se è impossibile l'identificazione e la rintracciabilità dell'animale è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da 1.500 euro a 9.000 euro
La violazione degli obblighi di identificazione e tracciabilità è sanzionata sul piano amministrativo e non costituisce, da sola, presupposto sufficiente per l’abbattimento dell’animale.
art. 1 l. 241/1990
L’esercizio del potere amministrativo deve rispettare i principi di proporzionalità e ragionevolezza, oltre alla finalità di tutela sanitaria perseguita.
art. 3 l. 241/1990
Il provvedimento di abbattimento deve indicare in modo concreto le ragioni della scelta della misura più incisiva, soprattutto quando gli accertamenti diagnostici siano negativi.
art. 21-nonies l. 241/1990
Le censure contro il diniego di autotutela diventano improcedibili quando l’atto originario viene annullato giudizialmente, poiché il ricorrente ha già conseguito l’utilità sostanziale perseguita.
art. 60 c.p.a.
Quando la causa è manifestamente fondata e sono rispettate le garanzie del contraddittorio, il giudizio può essere definito in camera di consiglio con sentenza semplificata.
art. 9 Cost.
La Repubblica ... Tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.
La tutela degli animali costituisce un valore costituzionalmente riconosciuto e deve essere considerata nella ponderazione amministrativa delle misure sanitarie.
art. 13 TFUE
[...] l'Unione e gli Stati Membri devono, poiché gli animali sono esseri senzienti, porre attenzione totale alle necessità degli animali
La natura senziente degli animali rafforza l’obbligo di considerare il loro benessere e di evitare misure sproporzionate rispetto al rischio perseguito.
art. 5, par. 4, TUE
Il principio di proporzionalità impone che le misure adottate dall’amministrazione siano idonee, necessarie e non eccessive rispetto all’obiettivo di tutela sanitaria.
Massime di principio
- L’abbattimento di animali non identificati previsto dalla disciplina sanitaria ha natura preventiva e precauzionale, non sanzionatoria, e non può essere disposto per punire la sola violazione degli obblighi formali di identificazione e tracciabilità.
- La qualificazione normativa dell’animale non identificato come soggetto a rischio non esonera l’amministrazione dalla verifica concreta del pericolo sanitario, da effettuarsi anche mediante gli accertamenti diagnostici e la valutazione di eventuali situazioni ambientali specifiche.
- Quando la disciplina prevede una pluralità di misure sanitarie, l’amministrazione deve compararle e motivare la scelta dell’abbattimento, quale misura più incisiva, verificando anche la praticabilità di alternative meno lesive.
- Il principio di proporzionalità impone che la soppressione dell’animale sia giustificata da un rischio concreto e non altrimenti rimediabile; l’adozione dell’abbattimento non è legittima quando gli accertamenti sanitari siano negativi e non emergano ulteriori fattori di rischio.
- La motivazione dell’atto amministrativo non può essere integrata in giudizio mediante elementi nuovi, come l’incerta provenienza dell’animale, non esposti nel provvedimento impugnato.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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