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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39777/2023 del 02/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso deduce quattro censure: 1) vizio di motivazione per aver ritenuto irrilevante che il ricorrente detenesse solo il 5% del capitale e per aver attribuito senza adeguata spiegazione a lui, anziche al socio di maggioranza, la scelta di nominare un amministratore prestanome; 2) carenza motivazionale rispetto all'alternativa ricostruzione difensiva che individuava nel socio di maggioranza l'amministratore occulto; 3) violazione dell'art. 2639 c.c. e della disciplina fallimentare per aver attribuito al ricorrente la qualita di amministratore di fatto dopo la cessazione formale, senza indici concreti della sua gestione post-2012; 4) errore nel trattamento sanzionatorio e mancato riconoscimento dell'attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuita, nonostante l'unica distrazione fosse un veicolo di scarso valore, con applicazione erronea dell'art. 219 co. 3 L.F.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio al giudice di merito. La decisione di merito è stata censurata per salti logici e inferenze non univoche: i giudici di merito non hanno adeguatamente motivato perche avrebbero ritenuto implausibile l'alternativa prospettata dalla difesa (ovvero che la nomina del prestanome fosse riconducibile alla maggioranza), non hanno indicato fatti specifici a sostegno dell'affermazione che il ricorrente, pur con solo il 5% delle quote, abbia esercitato una influenza dominante e abbia agito come amministratore di fatto, e non hanno chiarito il nesso eziologico tra la condotta attribuita e il dissesto. Restano assorbiti gli altri motivi non esaminati nel merito; la causa è dunque rinviata per nuovo esame, con l'indicazione ai giudici di merito di motivare specificamente su questi punti fattuali e logici.

Norme richiamate

  • art. 192 cod. proc. pen.

    richiama il contenuto minimo e la funzione della motivazione; la Cassazione evidenzia che la motivazione deve spiegare la corrispondenza tra fatti e norma e rispondere alle alternative plausibili proposte dalle parti

  • art. 533 cod. proc. pen.

    richiama il criterio del 'al di là di ogni ragionevole dubbio' come regola di giudizio: la motivazione di condanna deve scongiurare dubbi ragionevoli e confutare compiutamente le ricostruzioni alternative fondate sui dati processuali

  • art. 2639 cod. civ.

    la norma, richiamata nella censura, viene utilizzata nel quadro della valutazione della qualita di amministratore di fatto: la Cassazione richiede indici concreti e motivati per imputare la gestione effettiva dopo la cessazione della carica formale

  • art. 219 co. 3 legge fallimentare

    norma rilevante per la determinazione del trattamento sanzionatorio e per l'eventuale riconoscimento di attenuanti per danno patrimoniale di speciale tenuita; la Cassazione osserva che i giudici di merito devono valutare concretamente l'entita del danno e motivare la mancata applicazione dell'attenuante

Massime di principio

  • La qualita di amministratore di fatto non puo essere dedotta in astratto: occorrono indici specifici e concreti che dimostrino l'effettiva gestione societaria dopo la cessazione formale della carica
  • Se il ricorrente detiene una quota minoritaria, la motivazione che lo indica come 'dominus' o socio occulto deve spiegare perche le quote non riflettono il potere reale, con riferimenti fattuali (rapporti, deleghe, controllo delle operazioni, influenze sull'assemblea)
  • La Corte deve affrontare e confutare espressamente ricostruzioni alternative plausibili: non basta affermare l'irrilevanza degli argomenti difensivi senza motivare perche siano prive di fondamento
  • Il criterio del 'al di là di ogni ragionevole dubbio' impone al giudice di motivare globalmente il valore persuasivo degli indizi e l'irrilevanza degli elementi difensivi; una violazione di tale criterio porta all'annullamento se produce una illogicita manifesta e decisiva nella motivazione
  • Sulla quantificazione del danno e sulle attenuanti patrimoniali (es. speciale tenuita), il giudice deve valutare il pregiudizio effettivo per i creditori e motivare la scelta sanzionatoria in relazione a tale parametro

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