Sentenza n. 6010/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4
per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale (T.A.R.) per la Puglia, Bari, Sez. II, n. 700 del 19 maggio 2025 (non notificata), con la quale è stato accolto il ricorso proposto da Diluce Energia s.r.l. per l'annullamento del provvedimento della Provincia di Foggia n. 137 del 9 febbraio 2023, recante il diniego di autorizzazione paesaggistica alla costruzione di un impianto eolico (composto da n. 1 aereogeneratore da 1 MW e relative opere di connessione) nel comune di Ascoli Satriano, località Ischia dei Mulini.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Puglia, Bari, Sez. II, n. 700 del 19 maggio 2025, che aveva annullato il diniego di autorizzazione paesaggistica alla costruzione di un impianto eolico
Esito
Favorevole al resistente (operatore economico)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La Provincia di Foggia ha proposto appello contro la sentenza con cui il TAR aveva accolto il ricorso della società proponente e annullato il provvedimento provinciale di diniego dell'autorizzazione paesaggistica relativa alla costruzione di un impianto eolico composto da un aerogeneratore da 1 MW e dalle opere di connessione nel Comune di Ascoli Satriano. Nel corso del giudizio d'appello, la società ha comunicato stragiudizialmente di rinunciare irrevocabilmente all'iniziativa, precisando che il progetto era in fase di completa revisione e che sarebbero state presentate nuove istanze. La Provincia ha quindi chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.
La decisione
Il Consiglio di Stato ha dichiarato l'appello improcedibile. Ha ritenuto non applicabile la cessazione della materia del contendere, poiché tale esito presuppone che, nel corso del giudizio, sia stato conseguito il bene della vita perseguito dall'originario ricorrente. La rinuncia irrevocabile all'iniziativa progettuale, accompagnata dalla previsione di una completa revisione del progetto e della presentazione di nuove istanze, non integra invece il conseguimento di tale bene, ma determina il venir meno dell'interesse alla decisione sull'impugnazione. Nulla è stato disposto sulle spese processuali.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere presuppone che, nel corso del giudizio, l'originario ricorrente abbia conseguito il bene della vita perseguito; il mero venir meno dell'interesse alla decisione, anche per rinuncia irrevocabile all'iniziativa amministrativa e prospettazione di nuove istanze, comporta invece la declaratoria di improcedibilità.
- Quando il ricorrente rinuncia irrevocabilmente all'iniziativa progettuale oggetto del provvedimento impugnato e dichiara di voler presentare nuove istanze per un progetto revisionato, viene meno l'interesse alla decisione sull'impugnazione relativa al progetto originario, senza che ciò implichi il soddisfacimento della pretesa sostanziale azionata.
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