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Sentenza

Sentenza del 07/07/2020 n. 14043 - Corte di Cassazione

Ici - Agevolazioni fiscali per imprenditore agricolo - Requisiti - Destinazione agricola e conduzione diretta - Verificabilità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Contenzioso ICI anno 2010: la ricorrente contestava l'accertamento comunale relativo alla qualificazione e alla valutazione di alcuni terreni ritenuti edificabili. Alcuni fondi erano in comproprietà con il fratello che li coltivava direttamente; altri, di cui la ricorrente era proprietaria esclusiva, erano coltivati materialmente dal fratello in virtù di un comodato. La contribuente sosteneva che tali terreni dovessero beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per gli imprenditori agricoli/coltivatori diretti (art. 2 lett. b e art. 9 d.lgs. 504/1992) e contestava altresì la determinazione del valore venale proposto dall'ente (domandando una riduzione ulteriore) e l'applicabilità di sanzioni e interessi, lamentando la mancata comunicazione dell'attribuzione della natura di area fabbricabile da parte del Comune.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della contribuente e confermato la sentenza della CTR. In particolare: la riduzione ICI per terreni agricoli non spetta al proprietario che non conduca direttamente i terreni (la semplice iscrizione negli elenchi dei coltivatori o il fatto che il fondo sia coltivato da un parente non trasferisce il requisito della conduzione diretta richiesto dalla norma); la valutazione operata dai giudici di merito sul valore venale è discrizionaria e non sindacabile in sede di legittimità salvo carenza motivazionale, e pertanto la decurtazione di circa un terzo operata dalla CTP (confermata dalla CTR) è legittima; la qualificazione di area edificabile si desume dal piano regolatore generale e vincoli temporanei o altri vincoli non escludono la qualifica ma possono incidere solo sul valore imponibile; infine, la CTR aveva ritenuto illegittima l'applicazione di sanzioni e interessi in assenza della comunicazione prevista dall'art. 31, comma 20, della legge n. 289/2002, e la Cassazione non ha annullato tale accertamento. Il ricorso è stato dunque respinto e la ricorrente condannata alle spese.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 30/12/1992 n. 504, art. 2, comma 1, lett. b)

    L'art. 2, lett. b) definisce la qualificazione del terreno edificabile/agricolo ai fini ICI; per l'applicazione delle agevolazioni agricole occorre non solo la destinazione agricola ma anche la conduzione diretta del fondo da parte del soggetto beneficiario.

  • D.Lgs. 30/12/1992 n. 504, art. 9, comma 1

    Prevede la riduzione d'imposta per i terreni agricoli; la sua applicazione richiede la qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo a titolo principale e la conduzione diretta del terreno.

  • D.Lgs. 30/12/1992 n. 504, art. 5

    Stabilisce i criteri per la determinazione del valore imponibile; la valutazione del valore venale è di natura estimativa e rientra nella discrezionalità del giudice di merito salvo carenza motivazionale.

  • Legge 27/12/2002 n. 289, art. 31, comma 20

    Impone ai comuni di comunicare ai proprietari l'attribuzione di natura di area fabbricabile; la mancata comunicazione può rendere illegittima l'applicazione di sanzioni e interessi da parte dell'ente impositore.

  • D.L. 31/05/2005 n. 203, art. 11-quaterdecies, comma 16 (conv. nella L. n. 248/2005)

    Interpretazione autentica che conferma che l'edificabilità ai fini ICI si desume dalla qualificazione nel piano regolatore generale, indipendentemente dall'approvazione regionale o dagli strumenti attuativi.

  • D.L. 04/07/2006 n. 223, art. 36, comma 2 (conv. nella L. n. 248/2006)

    Conferma ai fini interpretativi il principio secondo cui l'edificabilità deriva dalla classificazione nel piano regolatore generale.

  • D.P.R. 30/05/2002 n. 115, art. 13, comma 1-quater

    Norma procedurale che disciplina il contributo unificato; applicazione per il raddoppio del contributo unificato nel caso in esame ratione temporis.

  • Codice di procedura civile, artt. 113, 115, 116, 360

    Richiamati per ricordare i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione estimativa del giudice di merito e per le doglianze di violazione di norme e omesso esame di fatti decisivi; la Corte afferma che le valutazioni di stima non possono essere sostituite in sede di legittimità salvo motivi formali.

Massime di principio

  • L'agevolazione ICI per i terreni agricoli spetta solo se il beneficiario è proprietario qualificato come coltivatore diretto o imprenditore agricolo e conduce direttamente il terreno; la mera detenzione o il fatto che il fondo sia coltivato da un parente non trasferisce il requisito della conduzione diretta.
  • La qualificazione dell'area come edificabile si desume dal piano regolatore generale comunale; l'assenza di strumenti attuativi o l'esistenza di vincoli temporanei incide sul valore venale ma non sulla formale qualificazione di edificabilità.
  • La determinazione del valore imponibile è un giudizio estimativo del giudice di merito e può essere sindacata in sede di legittimità solo per carenza o inadeguatezza della motivazione, non per semplice riconsiderazione del merito.
  • La presenza di vincoli (es. idrogeologici, archeologici) non esclude automaticamente la qualificazione di area edificabile; i vincoli incidono soprattutto sulla attualità delle potenzialità edificatorie e quindi sul valore da assumere a base imponibile.
  • I comuni sono tenuti a comunicare ai proprietari l'attribuzione della natura di area fabbricabile ai sensi dell'art. 31, comma 20, legge 289/2002; la mancata comunicazione può precludere l'applicazione di sanzioni e interessi nei confronti del proprietario.

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