Sentenza n. 1162/2026 - Bologna, Sezione 1
per la condanna delle Amministrazioni resistenti, ciascuna per le proprie competenze, al risarcimento del danno, derivante dalla concessione di provvedimenti favorevoli successivamente annullati in autotutela/decadenza, perpetrato nei confronti della Società.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: comportamento e provvedimenti favorevoli relativi alla concessione di derivazione di acqua pubblica e all'autorizzazione unica per un impianto idroelettrico, successivamente oggetto di revoca o decadenza
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni concedenti e procedenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società, titolare di un impianto idroelettrico autorizzato e operativo, ha chiesto l'accertamento della lesione del legittimo affidamento e la condanna delle amministrazioni al risarcimento dei danni derivanti dal rilascio di titoli favorevoli successivamente revocati o dichiarati decaduti. I titoli comprendevano la valutazione positiva di impatto ambientale, la concessione di derivazione di acqua pubblica e l'autorizzazione unica alla realizzazione e all'esercizio dell'impianto. La società aveva già impugnato dinanzi al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche gli atti di accertamento delle cause di decadenza e i successivi provvedimenti dichiarativi della decadenza, chiedendone l'annullamento. Le amministrazioni resistenti hanno eccepito il difetto di giurisdizione, sostenendo, rispettivamente, la competenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche o del giudice ordinario. La ricorrente ha inoltre chiesto il rinvio dell'udienza in attesa della proposizione del ricorso per cassazione contro la sentenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche che aveva respinto l'impugnazione demolitoria.
La decisione
Il TAR ha respinto l'istanza di rinvio, ritenendo la causa matura per la decisione e non ricorrenti le eccezionali condizioni previste dall'art. 73, comma 1-bis, c.p.a. Ha poi dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. Il Collegio ha rilevato che la domanda risarcitoria, pur formalmente fondata sulla lesione dell'affidamento incolpevole, riguardava provvedimenti incidenti direttamente e immediatamente sul regime delle acque pubbliche, in particolare sulla concessione di derivazione dal fiume e sull'autorizzazione con essa strettamente collegata. Ai sensi dell'art. 143 r.d. 1775/1933, la giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche comprende non soltanto le azioni di annullamento, ma anche le domande di accertamento e risarcitorie connesse all'illegittimità di provvedimenti incidenti sul regime delle acque pubbliche. Il processo può essere riassunto davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ai sensi dell'art. 11 c.p.a. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 73, comma 1-bis, c.p.a.
eventuali ipotesi eccezionali che consentono il rinvio della trattazione della causa
La causa matura per la decisione non deve essere rinviata in assenza delle eccezionali condizioni previste dalla disposizione.
art. 133, comma 1, lett. b), c.p.a.
le controversie aventi ad oggetto atti e provvedimenti relativi a rapporti di concessione di beni pubblici, ad eccezione delle controversie concernenti indennità, canoni ed altri corrispettivi e quelle attribuite ai tribunali delle acque pubbliche e al Tribunale superiore delle acque pubbliche
La giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di concessioni di beni pubblici è esclusa quando la controversia rientra nella competenza dei tribunali delle acque pubbliche.
art. 143 r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775
appartengono alla cognizione diretta del Tribunale superiore delle acque pubbliche: a) i ricorsi per incompetenza, per eccesso di potere e per violazione di legge avverso i provvedimenti presi dall'amministrazione in materia di acque pubbliche
La cognizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche comprende le controversie sugli atti amministrativi che incidono direttamente sul regime delle acque pubbliche, anche quando siano dedotte domande risarcitorie o di accertamento connesse all'illegittimità provvedimentale.
art. 1, comma 2-bis, l. 241/1990
doveri di comportamento reciproci, ispirati a buona fede
La lesione dell'affidamento incolpevole nella correttezza dell'azione amministrativa può riguardare un diritto soggettivo all'autodeterminazione, ma la relativa domanda resta devoluta al giudice amministrativo quando concerne una materia attribuita alla giurisdizione esclusiva o, come nel caso esaminato, alla giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche.
art. 11 c.p.a.
riassunzione del processo
A seguito della declaratoria di difetto di giurisdizione, il processo può essere riassunto davanti al giudice indicato come munito di giurisdizione, conservando gli effetti processuali e sostanziali nei limiti previsti dalla legge.
Massime di principio
- La domanda risarcitoria fondata sulla lesione dell'affidamento incolpevole per l'adozione o il successivo ritiro di un provvedimento amministrativo appartiene ordinariamente alla giurisdizione ordinaria quando riguarda la violazione di doveri di correttezza e non la validità del provvedimento; tuttavia, la giurisdizione spetta al giudice amministrativo o al giudice specializzato previsto dalla legge quando la controversia ricade in una materia di giurisdizione esclusiva o speciale.
- La giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche sussiste quando l'atto amministrativo, anche se adottato da un'amministrazione non specificamente preposta alla gestione delle acque, incide direttamente e immediatamente sul regime delle acque pubbliche, autorizzando, impedendo, modificando o facendo venir meno l'uso di tali acque.
- La giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche prevista dall'art. 143 r.d. 1775/1933 non è limitata alle azioni di annullamento, ma comprende anche le domande di accertamento e di risarcimento del danno, in forma specifica o per equivalente, quando siano connesse alla contestata illegittimità di provvedimenti incidenti sul regime delle acque pubbliche.
- Il principio di concentrazione delle tutele impone di devolvere allo stesso giudice specializzato sia la domanda demolitoria sia la domanda risarcitoria relativa a provvedimenti che incidono direttamente sul regime delle acque pubbliche.
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