Cassazione Penale, Sentenza n. 17815/2024 del 07/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl Collegio ha ritenuto il ricorso fondato, evidenziando la contraddittorietà della motivazione del Tribunale di Catania (che pur riconoscendo gravità e rischio di reiterazione ha motivato la scelta degli arresti domiciliari sulla base dei quantitativi ritenuti non particolarmente rilevanti). L'ordinanza impugnata è stata annullata e il procedimento rinviato al Tribunale di Catania per nuovo esame ai sensi dell'art. 309, comma 7, c.p.p.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore impugna l'ordinanza del 3 novembre 2023 del Tribunale di Catania che, in parziale accoglimento del riesame proposto da Spina avverso l'ordinanza del GIP del Tribunale di Siracusa del 9 ottobre 2023, aveva sostituito la custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico. Il motivo unico dedotto è l'erronea applicazione dell'art. 275 c.p.p. e il vizio di motivazione, ritenuto carente, contraddittorio e illogico in ordine all'adeguatezza, proporzionalità e idoneità della misura degli arresti domiciliari, soprattutto alla luce dei gravi indizi di colpevolezza, della stabilità e ampiezza dell'attività di spaccio, dei precedenti specifici e del fatto che l'abitazione è il locus commissi delicti.
Norme richiamate
art. 23 comma 8 D.L. 137/2020
Richiamata come norma procedurale per la trattazione del ricorso secondo la disciplina prevista dal decreto.
art. 275 cod. proc. pen.
Articolo richiamato come parametro applicativo per la critica della motivazione sulla misura cautelare; il ricorso contesta la sua errata applicazione da parte del Tribunale del riesame.
art. 309 comma 7 cod. proc. pen.
Norma che disciplina la competenza e le conseguenze dell'annullamento dell'ordinanza; usata per disporre il rinvio al Tribunale di Catania per nuovo giudizio.
art. 73 comma 4 d.P.R. n. 309/1990
Norma sostanziale che qualifica i reati contestati a Spina (cessione e acquisto di sostanze stupefacenti a fine di cessione); la sua applicazione concorre alla valutazione della gravità degli indizi.
Massime di principio
- Se il giudice riconosce gravi indizi di colpevolezza e un concreto rischio di reiterazione, la semplice considerazione di quantitativi contenuti di stupefacente non è, di per sé, sufficiente a giustificare la sostituzione della custodia cautelare in carcere con misure meno afflittive senza una motivazione chiara e coerente.
- Quando il luogo della residenza coincide con il locus commissi delicti, l'imposizione degli arresti domiciliari nello stesso domicilio richiede una motivazione particolarmente rigorosa che escluda il concreto rischio di prosecuzione dell'attività illecita; in assenza di ciò la misura può essere ritenuta inadeguata.
- Il dispositivo elettronico (braccialetto) è idoneo a prevenire l'evasione ma non elimina automaticamente il rischio di reiterazione del reato; pertanto non può essere considerato risolutivo rispetto alle esigenze di prevenzione speciale.
- La motivazione del giudice del riesame deve essere coerente: se emergono elementi che aggravano la prognosi (pluralità di episodi, stabilità dell'attività, ampia clientela, precedenti specifici, movente economico), occorre spiegare perché una misura meno afflittiva sia comunque proporzionata.
- In casi di contraddittorietà motivazionale o di valutazioni non correlate tra loro, l'ordinanza del riesame può essere annullata e il provvedimento rimandato per un nuovo esame, con necessità di motivazioni più esaustive.
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