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Sentenza

Sentenza n. 9767/2026 - Roma, Sezione 1Q

Giustizia amministrativa202601198

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: giudizio di non idoneità attitudinale e conseguente esclusione dal concorso pubblico per l'assunzione di 2.517 allievi agenti della Polizia di Stato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il giudizio di non idoneità attitudinale emesso il 19 novembre 2025 dalla Commissione per l'accertamento dei requisiti attitudinali presso il Ministero dell'Interno, il contestuale provvedimento di esclusione dal concorso, il verbale della Commissione e gli atti presupposti, tra cui la scheda di valutazione attitudinale e la relazione psicologica. Il giudice aveva accolto in sede cautelare la domanda di sospensione, disponendo la ripetizione del colloquio collegiale davanti a una commissione in diversa composizione, poiché il tecnico psicologo aveva precedentemente redatto una valutazione psicologica per la Commissione medica con esito parzialmente positivo.

La decisione

Dopo l'accoglimento cautelare, il ricorrente è stato sottoposto il 5 marzo 2026 a un nuovo colloquio collegiale davanti alla commissione in diversa composizione. Anche il nuovo accertamento ha confermato la sua inidoneità attitudinale allo svolgimento delle funzioni cui aspirava. Poiché il ricorrente non ha impugnato il nuovo esito negativo, l'eventuale annullamento del giudizio originario non gli avrebbe procurato alcuna utilità concreta nella prosecuzione della procedura concorsuale. Il ricorso è stato quindi dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. Le spese sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza ex art. 60 cod. proc. amm.

    La controversia è stata definita con sentenza semplificata all'esito della camera di consiglio, sentite le parti.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all’articolo 52, commi 1 e 2, del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196

    La norma è stata richiamata quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata

    La disposizione è stata richiamata, unitamente alla disciplina nazionale sulla privacy, per giustificare l'oscuramento dei dati identificativi della parte.

Massime di principio

  • Quando, durante il giudizio di annullamento di un atto di esclusione da una procedura concorsuale, l'amministrazione adotta un nuovo provvedimento negativo in esecuzione di una misura cautelare e tale nuovo provvedimento non viene impugnato, il ricorso originario diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse se l'eventuale annullamento dell'atto iniziale non può più produrre un'utilità concreta per il ricorrente.
  • La conferma dell'esito negativo all'esito di una rinnovazione dell'accertamento disposta in sede cautelare può privare di attualità l'interesse alla decisione sul provvedimento originariamente impugnato, salvo che il ricorrente impugni anche il nuovo esito o dimostri una residua utilità della decisione sul primo atto.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può essere dichiarata anche quando il nuovo accertamento sia stato svolto da una commissione in diversa composizione e abbia autonomamente confermato l'inidoneità, poiché la mancata impugnazione del nuovo esito impedisce di conseguire la prosecuzione della procedura concorsuale.

Come è indicizzato

MaterieReclutamento e idoneitàEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTutela cautelare

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