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Ordinanza

Ordinanza n. 862/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Prima) n. 00367/2025, resa tra le parti, sul ricorso per l’annullamento: - quanto al canone, della autorizzazione di segnale turistico e di territorio/industriale 24.6.2025 CDG.ST CA. Registro Ufficiale U.0559111 della Struttura Territoriale Sardegna di ANAS S.p.A., trasmessa via p.e.c. in pari data e della sua precedente nota 12.6.2025 CDG.ST CA. Registro Ufficiale U.0519566 avente ad oggetto “Strada Statale 131 “Carlo Felice” - richiesta primo canone per concessione pubblicitaria in pertinenza Anas (segnale turistico e di territorio, industriale) relative alla istanza di rilascio di autorizzazione alla installazione di segnaletica turistica e del territorio di cui all’art. 134 del D.P.R. n. 495/1992, monofacciale non luminosa, relativa al cliente Conforama, da installare al km 15+390, lato destro della S.S. 131 Carlo Felice, nel Comune di San Sperate, in Provincia di Sud Sardegna (SU)”, presentata via p.e.c. il 3.2.2025; - in parte qua del provvedimento ANAS S.p.A., Direzione Generale 18.9.2024 dell’Amministratore Delegato “Estratto del provvedimento del 18/09/2024 - Adeguamento dei canoni e dei corrispettivi dovuti per l’anno 2025 per la pubblicità stradale, per gli attraversamenti e per gli accessi della tipologia di cui all’art. 55, comma 23-sexies Legge 449/1997” […] e di ogni altro atto ad esso presupposto, collegato e connesso, “ancorché non conosciuto”; con condanna dell’ANAS S.p.A. alla rifusione delle spese e degli onorari di causa, con accessori di legge a favore di Candi S.r.l. e alla restituzione alla ricorrente dell’importo versato per il contributo unificato.

Giustizia amministrativa202601115

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Sardegna che aveva respinto la domanda di sospensione degli atti ANAS relativi alla richiesta e all'adeguamento del canone per una concessione pubblicitaria concernente un segnale turistico e territoriale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ente concessionario)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società appellante ha impugnato l'ordinanza cautelare del TAR Sardegna, chiedendone la riforma e la sospensione degli atti ANAS relativi alla richiesta del primo canone per la concessione pubblicitaria e all'adeguamento dei canoni e dei corrispettivi dovuti per l'anno 2025 per la pubblicità stradale. Gli atti riguardavano un'istanza di autorizzazione, presentata per l'installazione di segnaletica turistica e del territorio, monofacciale e non luminosa, lungo la strada statale 131 nel Comune di San Sperate. Il testo non espone analiticamente i motivi di appello, limitandosi a indicare la contestazione degli atti sul canone e la domanda cautelare.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello cautelare, confermando il rigetto della domanda cautelare pronunciato dal TAR Sardegna. Ha ritenuto insussistenti evidenti elementi di fumus boni iuris, alla luce della giurisprudenza della Sezione in materia, richiamando da ultimo la sentenza n. 10220 del 2022. Ha inoltre rilevato che non era stato allegato un pregiudizio imminente, grave e irreparabile derivante dagli atti impugnati. La società appellante è stata condannata alla rifusione delle spese della fase cautelare, liquidate in euro 1.500,00, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l'appello cautelare dinanzi al Consiglio di Stato, proposto contro l'ordinanza cautelare del TAR.

Massime di principio

  • In sede di appello cautelare, la sospensione dell'ordinanza di rigetto della domanda cautelare richiede la sussistenza congiunta di un fumus boni iuris non meramente prospettato e di un pregiudizio imminente, grave e irreparabile derivante dall'atto impugnato.
  • L'assenza di evidenti elementi di fumus boni iuris, valutata anche alla luce della giurisprudenza della Sezione, e la mancata allegazione di un pregiudizio imminente, grave e irreparabile giustificano il rigetto dell'appello cautelare.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeTutela cautelare
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

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