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Cassazione Civile, Ordinanza n. 31816/2022 del 27/10/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce dall'opposizione proposta avverso una serie di verbali per violazioni del codice della strada consistenti nell'accesso in Z.T.L. senza la prescritta autorizzazione. Il Giudice di pace aveva accolto integralmente l'opposizione; il Tribunale, in appello, aveva invece ritenuto non scusabile l'errore del trasgressore, rilevando che egli era consapevole che il contrassegno speciale fosse intestato a persona deceduta e comunque scaduto, ma aveva confermato la sanzione solo per la prima violazione, annullando le successive per asserita mancanza di dolo e colpa. Con l'unico motivo di ricorso il Comune ha denunciato violazione e falsa applicazione degli artt. 3 della L. n. 689/1981 e 198 cod. strada, sostenendo che, escluso l'errore scusabile, tutte le violazioni dovevano essere confermate, essendo irrilevante un ulteriore scrutinio dell'elemento soggettivo e non operando il concorso formale in materia di accesso alle Z.T.L.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il ricorso. Ha affermato che, una volta esclusa la configurabilità di un errore sul fatto non colposo, la responsabilità per l'illecito amministrativo resta integrata dalla coscienza e volontà della condotta vietata, con presunzione di colpa a carico dell'agente e onere di prova liberatoria in capo a quest'ultimo. Il Tribunale, dopo avere escluso la causa giustificatrice, non poteva quindi annullare le violazioni successive alla prima per mancanza di dolo o colpa sulla base di un diverso apprezzamento dell'elemento soggettivo. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio al Tribunale di Terni in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 3 L. n. 689/1981

    "Nelle violazioni cui è applicabile una sanzione amministrativa ciascuno è responsabile della propria azione od omissione, cosciente e volontaria, sia essa dolosa o colposa. Nel caso in cui la violazione è commessa per errore sul fatto, l'agente non è responsabile quando l'errore non è determinato da sua colpa"

    La norma richiede la coscienza e volontà della condotta vietata e prevede una presunzione di colpa per l'illecito amministrativo; l'errore sul fatto esclude la responsabilità solo se non è determinato da colpa dell'agente.

  • art. 198 cod. strada

    Richiamato dal ricorrente come norma violata in relazione alle sanzioni per accesso in Z.T.L.; il testo non offre una specifica interpretazione autonoma della Corte.

  • art. 380-bis c.p.c.

    La decisione dà atto della proposta del relatore formulata ai sensi di tale norma nel procedimento camerale.

Massime di principio

  • In materia di sanzioni amministrative, la responsabilità è integrata dalla coscienza e volontà della condotta vietata, con presunzione di colpa a carico dell'autore della violazione; non è necessaria la dimostrazione positiva del dolo o della colpa da parte dell'amministrazione.
  • L'errore sul fatto esclude la responsabilità amministrativa solo se risulta incolpevole; una volta escluso l'errore scusabile, non è consentito annullare la sanzione mediante un ulteriore vaglio dell'elemento soggettivo incompatibile con la presunzione legale di colpa.
  • Se il giudice di merito esclude la causa giustificatrice o l'errore incolpevole, deve trarne la conseguenza della conferma delle sanzioni correlate alla condotta accertata, salvo prova liberatoria offerta dal trasgressore.
  • La prova liberatoria dell'assenza di colpa grava sull'autore della violazione amministrativa.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniInadempimento
RamiProcesso civileObbligazioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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