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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10787/2025 del 18/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza negativo relativo all'individuazione del giudice dell'esecuzione competente a decidere sull'incidente di esecuzione proposto da Domenico Strangio (proc. n. 208/2024 R.G.), con cui si chiede la revoca del decreto penale di condanna emesso dal GIP di Locri il 10/03/2009 e divenuto irrevocabile il 30/05/2009 per reati indicati nell'art. 116 cod. strada (commi 15 e 17), reati poi abrogati dal d.lgs. 15/01/2016 n. 7. Il Tribunale di Reggio Calabria, che ha emesso una sentenza di patteggiamento nei confronti dell'istante divenuta irrevocabile il 10/12/2024, si riteneva competente applicando la regola dell'art. 665, comma 4, cod. proc. pen.; il GIP di Locri sosteneva invece che, anche nelle ipotesi di revoca ex art. 673 cod. proc. pen., debba trovare applicazione la regola che assegna competenza al giudice che ha deliberato l'ultimo provvedimento irrevocabile (art. 665, comma 4) e perciò sollevava conflitto.

La decisione

La Corte ha rilevato la sussistenza del conflitto di competenza negativo e ha dichiarato competente il Tribunale di Reggio Calabria. Ha affermato che, quando in esecuzione sono posti più titoli emessi da giudici diversi (compreso un decreto penale di condanna), trova applicazione la regola di cui all'art. 665, comma 4, cod. proc. pen.: competente è il giudice che ha pronunciato l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile, anche se diverso da quello che ha emesso il decreto la cui revoca è richiesta ex art. 673 cod. proc. pen. La Corte ha richiamato precedenti dottrinali e giurisprudenziali (Sez. 1 n. 27160/2024 e Sez. 5 n. 5037/1999) a sostegno della unità funzionale dell'esecuzione e della competenza del giudice dell'ultimo provvedimento irrevocabile.

Norme richiamate

  • art. 30 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la procedura per la risoluzione del conflitto di competenza; invocata per la declaratoria del conflitto negativo tra organi giudiziari.

  • art. 665 cod. proc. pen., comma 4

    «Se l'esecuzione concerne più provvedimenti emessi da giudici diversi, è competente il giudice che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo [...]»

    Regola applicata dalla Corte per individuare il giudice dell'esecuzione competente quando sono in esecuzione titoli diversi emessi da giudici diversi: prevale il giudice dell'ultimo provvedimento irrevocabile, anche se la questione riguarda la revoca di un decreto penale emesso da altro giudice.

  • art. 665 cod. proc. pen., comma 1

    Richiamata come alternativa normativa da valutare, ma la Corte ha ritenuto prevalente l'applicazione del comma 4 nelle ipotesi con più titoli di giudici diversi.

  • art. 673 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la revoca del decreto penale di condanna; la Corte ha stabilito che l'azione di revoca ex art. 673 non elide l'applicabilità della regola di competenza contenuta in art. 665, comma 4, quando vi siano più titoli di giudici diversi.

  • art. 460 cod. proc. pen.

    Norma che prevede il decreto penale di condanna come titolo esecutivo; utilizzata per inquadrare il decreto impugnato quale titolo tra più in esecuzione.

  • art. 116 Codice della Strada, commi 15 e 17

    Individuazione dei reati per cui era stato emesso il decreto penale del 2009; rilevante perché quelle fattispecie sono state poi abrogate, costituendo il motivo dell'incidente di esecuzione.

  • d.lgs. 15 gennaio 2016, n. 7

    «Disposizioni in materia di abrogazione di reati e introduzione di illeciti con sanzioni pecuniarie civili, a norma dell'articolo 2, comma 3, della legge 28 aprile 2014, n. 67»

    Norma normativa sopravvenuta che ha abrogato alcune fattispecie di reato richiamate dall'istante e costituisce la ragione materiale della domanda di revoca del decreto penale.

  • Cass. Sez. 1, n. 27160 del 31/05/2024 (Conflitto Tribunale di Spoleto, Rv. 286658 - 01)

    Principio richiamato a supporto: in esecuzione, la competenza per alcune domande (es. restituzione di beni confiscati) spetta al giudice che ha pronunciato il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo, anche se la questione non riguarda direttamente quella decisione.

  • Cass. Sez. 5, n. 5037 del 20/10/1999 (Fiano, Rv. 215042 - 01)

    Precedente che afferma la unità funzionale dell'esecuzione: se un soggetto è destinatario di più sentenze emesse da giudici diversi, la posizione esecutiva deve essere trattata unitariamente da un unico giudice, cioè quello dell'ultima sentenza irrevocabile.

Massime di principio

  • Quando sono in esecuzione più titoli emessi da giudici diversi, la competenza spetta al giudice che ha pronunciato l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile (art. 665, comma 4), anche se la domanda riguarda la revoca di un precedente decreto penale.
  • La richiesta di revoca di un decreto penale (art. 673) non modifica automaticamente la regola di competenza prevista per l'esecuzione: va verificata la successione cronologica dei provvedimenti irrevocabili.
  • Per determinare il giudice competente occorre ricostruire la catena dei provvedimenti esecutivi e individuare quale sia stato l'ultimo divenuto irrevocabile; quello è il giudice da investire dell'incidente di esecuzione.
  • Se due organi si rifiutano di conoscere della stessa questione (conflitto negativo), la controversia va risolta con la procedura prevista dall'art. 30 cod. proc. pen.; la Corte di cassazione può dichiarare la competenza dell'uno o dell'altro.
  • È utile valutare precedenti giurisprudenziali aventi natura analoga per sostenere l'interpretazione della regola di competenza, in particolare quando il tema coinvolge l'unitarietà dell'esecuzione.

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