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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12772/2023 del 27/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della conferma della condanna per bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale relativamente al fallimento della DE.MI Srl; il ricorso contestava: (i) carenza e vizio di motivazione della Corte territoriale per mancata risposta alle argomentazioni difensive; (ii) violazione della presunzione d'innocenza e possibile inversione dell'onere della prova; (iii) assenza di elementi oggettivi che dimostrino la responsabilità della ricorrente in relazione a fatti posti in essere dopo la sua cessazione come amministratrice formale; (iv) condanna per fatti diversi da quelli contestati (attribuzione della qualifica di "amministratore di fatto" non contestata in atto di accusa) con conseguente lesione del diritto di difesa; (v) eccessiva severità della pena e diniego delle attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte di appello di Messina. La motivazione della cassazione è fondata sulla insufficiente e apodittica motivazione della Corte territoriale: non risultano chiaramente indicati gli elementi di fatto e temporali (tra il 24/04/2007 e il 03/11/2011) che comprovino l'inidoneità gestionale di Andaloro Francesca al momento della nomina o che definiscano il ruolo effettivo della Micari (amministratore di fatto, istigatrice o concorrente extraneus). Mancano altresì spiegazioni che giustifichino l'obbligo della Micari di consegnare le scritture contabili al curatore fallimentare. Per tali lacune la sentenza di merito è annullata e si dispone il rinvio per nuovo esame; il motivo relativo alla pena è stato assorbito.

Norme richiamate

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiamata relativamente ai limiti di enunciazione dei motivi di ricorso per cassazione, ossia che i motivi devono essere enunciati nei limiti strettamente necessari per la motivazione

  • art. 546 cod. proc. pen.

    Invocato dal ricorrente per denuncia di violazione e vizio di motivazione della sentenza d'appello; la Cassazione ha rilevato carenze motivazionali ai sensi dei principi di motivazione sanciti dal codice

  • art. 27, co. 2 Cost.

    Riferito in relazione alla presunzione di innocenza; il ricorrente deduceva violazione per presunta inversione dell'onere della prova, principio che richiede che la responsabilità sia dimostrata senza ricorrere a mere supposizioni

  • Direttiva europea n. 343 del 9 marzo 2016

    Citada in connessione al principio della presunzione d'innocenza e ai diritti processuali dell'imputato nell'ambito dell'interpretazione degli standard probatori

  • artt. 187 e 530 cod. proc. pen.

    Richiamati dal ricorrente in relazione ai limiti dell'istruttoria e all'onere della prova; la motivazione di Cassazione evidenzia che la sentenza d'appello si è basata su deduzioni non sufficientemente ancorate a elementi di fatto

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Citato in relazione alla necessità che il giudice di merito indichi i dati obiettivi che fondano la responsabilità penale; la Cassazione ha ritenuto mancante tale indicazione quanto al ruolo della ricorrente

  • artt. 521 e 522 cod. proc. pen.

    Richiamati in ordine alla corrispondenza tra fatti contestati in atto di accusa e quelli per cui si realizza la condanna; la Corte segnala che l'attribuzione della qualifica di "amministratore di fatto" non era stata adeguatamente contestata in capo alla ricorrente, con potenziale violazione del diritto di difesa

  • art. 23, co. 8 d.l. 28 ottobre 2020, n.137 (conv. L. 18 dicembre 2020, n.176) e artt. 1 e 7 d.l. n.105 del 2021

    Norme procedurali menzionate in relazione alla requisitoria del Procuratore Generale e alle modalità di deposito degli atti in udienza; non incise sulla decisione di merito della Cassazione

Massime di principio

  • La motivazione della sentenza di merito deve indicare chiaramente e in modo congruo gli elementi di fatto e le prove in base alle quali si attribuisce una specifica responsabilità: deduzioni apodittiche non possono sorreggere una condanna
  • Per attribuire a una persona la qualifica di "amministratore di fatto" o di istigatore è necessario che il giudice di merito specifichi gli atti e il periodo in cui tale controllo effettivo è stato esercitato; la mera apparenza o supposizione non è sufficiente
  • Se la condanna si fonda sul mancato adempimento di un obbligo (es. consegna delle scritture contabili), il giudice deve accertare preliminarmente l'esistenza di un titolo/obbligo giuridico che gravava sull'imputato nel periodo rilevante
  • Non è ammissibile una sostanziale modificazione dei fatti contestati rispetto all'imputazione originaria senza che l'imputato abbia avuto la possibilità di difendersi su quella specifica qualificazione: ciò può integrare violazione del diritto di difesa
  • Gli argomenti difensivi rilevanti devono essere esplicitamente considerati e confutati nel decisum; l'omessa valutazione delle argomentazioni chiave può portare all'annullamento per vizio di motivazione
  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti ex novo ma verifica la completezza e la logicità della motivazione: lacune significative nella ricostruzione fattuale e nelle inferenze probatorie comportano annullamento con rinvio

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