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Ordinanza

Ordinanza n. 178/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del decreto N. Cat. 6F/Pas/CG/2025/128-1 emesso dal Questore di Frosinone il 20 dicembre 2025 e notificato in pari data, avente ad oggetto la revoca della licenza di porto d’armi per uso caccia e relativo libretto n.480028-Q rilasciata in data 4 settembre 2024 in favore del sig. Iaboni Luciano.

Giustizia amministrativa202600425

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Questore di Frosinone di revoca della licenza di porto d'armi per uso caccia e del relativo libretto

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare, il decreto con cui il Questore di Frosinone ha revocato la licenza di porto d'armi per uso caccia. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che la contestazione cautelare riguardava la legittimità della valutazione dell'autorità di pubblica sicurezza, in particolare sotto il profilo della dedotta illogicità, incongruenza o contraddittorietà del provvedimento, adottato in relazione a un difetto di diligenza nella custodia delle armi riscontrato dagli organi di polizia.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Quanto al fumus boni iuris, ha rilevato l'elevato contenuto discrezionale del potere esercitato dall'autorità di pubblica sicurezza ai sensi degli artt. 39 e 43, ultimo comma, r.d. n. 773/1931 e ha ritenuto che il provvedimento impugnato non presentasse, prima facie, manifesta illogicità, incongruenza o contraddittorietà, considerato il difetto di diligenza nella custodia delle armi accertato dalle autorità di polizia. Quanto al periculum in mora, ha escluso la sussistenza di un danno grave e irreparabile, poiché la licenza revocata aveva finalità meramente ludico-sportive. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese della fase cautelare, liquidate in € 800.

Norme richiamate

  • art. 39 r.d. n. 773/1931

    La disposizione è richiamata quale base del potere ampiamente discrezionale dell'autorità di pubblica sicurezza di ricusare la licenza di porto d'armi.

  • art. 43, ultimo comma, r.d. n. 773/1931

    La disposizione è richiamata quale ulteriore fondamento del potere discrezionale di ricusare la licenza di porto d'armi.

  • art. 55 c.p.a.

    La disposizione disciplina la domanda cautelare esaminata dal TAR.

Massime di principio

  • Nella valutazione cautelare sulla revoca o ricusazione di una licenza di porto d'armi, il giudice deve tenere conto dell'elevato contenuto discrezionale del potere attribuito all'autorità di pubblica sicurezza e può accordare la sospensione soltanto in presenza di profili prima facie evidenti di manifesta illogicità, incongruenza o contraddittorietà.
  • Il riscontro di un difetto di diligenza nella custodia delle armi può sostenere, in sede cautelare, la valutazione dell'autorità di pubblica sicurezza e impedire il riconoscimento del fumus boni iuris, ove non emergano vizi macroscopici del provvedimento.
  • La sospensione cautelare della revoca di una licenza di porto d'armi richiede un pregiudizio grave e irreparabile; tale requisito non ricorre, di regola, quando l'uso della licenza è limitato a finalità meramente ludico-sportive.

Come è indicizzato

MaterieLicenze e autorizzazioni di poliziaTutela cautelare
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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