Cassazione Penale, Sentenza n. 1076/2025 del 10/01/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente deduceva contraddittorietà e manifesta illogicità nella determinazione della pena relativamente al riconoscimento della continuazione esterna: la Corte territoriale aveva riconosciuto un aumento pari a mesi tre e giorni dieci di reclusione per la porzione di aumento relativa al reato principale del procedimento, mentre dalla sentenza irrevocabile di condanna emergeva che l'aumento complessivo per la continuazione tra il capo L (reato più grave) e gli altri dodici reati satellite era pari a due anni (ovvero due mesi per ciascun reato) e tale aumento, sommato alla pena base, era stato poi ridotto per effetto del rito abbreviato. Il ricorrente sosteneva che la Corte di appello aveva applicato in modo errato e incoerente la misura dell'aumento senza chiarire se avesse fatto riferimento alla misura iniziale o a quella risultante dalla riduzione per il rito abbreviato.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha constatato l'errore nella determinazione della misura dell'aumento per la continuazione (la sentenza impugnata indicava una porzione di pena superiore rispetto a quanto emergente dalla sentenza irrevocabile) e ha rilevato l'ambiguità decisiva: dalla motivazione non risulta se la Corte territoriale abbia fatto riferimento alla misura iniziale dell'aumento o a quella risultante dalla riduzione per il rito abbreviato. Poiché tale errore non poteva essere sanato in sede di cassazione, la sentenza impugnata è stata annullata e il giudizio rinviato per nuovo esame ad altra Sezione della Corte di appello di Palermo.
Massime di principio
- Quando si riconosce la continuazione tra reati, il giudice deve esplicitare con chiarezza la misura dell'aumento e la metodologia di calcolo adottata (se riferita alla misura iniziale o a quella risultante da eventuali riduzioni come il rito abbreviato).
- Se la Corte d'appello intende attenersi ai criteri o alle misure fissate in una sentenza irrevocabile, deve dichiararlo espressamente e riprodurre i calcoli o motivare la diversa scelta; la mera affermazione di voler seguire il criterio non è sufficiente se i numeri risultano incongruenti.
- Ambiguità materiale o contraddizioni nella determinazione della porzione di aumento per continuazione non sono sanabili in sede di cassazione e comportano l'annullamento con rinvio per un nuovo giudizio chiarificatore.
- La determinazione della pena complessiva per continuazione richiede: identificazione del reato più grave, quantificazione dell'aumento complessivo attribuibile alla continuazione, indicazione della ripartizione dell'aumento tra i reati satellite e precisazione degli effetti di eventuali riduzioni (es. rito abbreviato).
- In casi analoghi la difesa deve contestare specificamente la coerenza aritmetica e la motivazione della determinazione dell'aumento, chiedendo al giudice di indicare chiaramente se si fa riferimento a misure iniziali o a misure ridotte.
- Il pubblico ministero o la parte resistente possono ottenere annullamento e rinvio quando la Corte territoriale non chiarisce i presupposti del calcolo della continuazione o applica criteri difformi dalla sentenza irrevocabile senza adeguata motivazione.
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