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Sentenza

Sentenza n. 5051/2026 - Napoli, Sezione 3

per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia: - del provvedimento del Comune di Crispano prot. n. 11317 del 22 ottobre 2025, avente a oggetto “Provvedimento amministrativo di sospensione dell’attività di coltivazione di prodotti agricoli e conseguente vendita degli stessi ai sensi dell’art. 22, c. 2 del D.lgs. n. 114/1998, nei confronti del Sig. Silvestro Pasquale, titolare dell’impresa individuale denominata Silvestro Pasquale con sede legale in Crispano (NA) alla Via John Kennedy snc - P.IVA 09582571213 di esercizio di attività di coltivazione di prodotti agricoli in Via John Kennedy snc”; - di ogni atto e/o provvedimento connesso, presupposto o consequenziale;

Giustizia amministrativa202600235

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento comunale di sospensione per quindici giorni della SCIA di coltivazione e vendita di prodotti agricoli e di cessazione immediata dell'esercizio di vicinato ritenuto abusivo

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (imprenditore agricolo)

Prevale il privato

La controversia

Il Comune aveva ritenuto che l'impresa, titolare di una SCIA per la coltivazione esclusivamente florovivaistica, svolgesse abusivamente attività di vendita di prodotti non alimentari non riconducibili ai prodotti agricoli commercializzabili dall'imprenditore agricolo ai sensi dell'art. 4 del d.lgs. n. 228/2001. Sulla base di un verbale della Polizia Municipale del 16 ottobre 2025, relativo alla presenza di vasi, statuette religiose, batterie, croci luminose, fiori artificiali e altri prodotti, il Comune aveva applicato le misure previste dall'art. 22, commi 2 e 6, del d.lgs. n. 114/1998, in combinato disposto con l'art. 145, comma 2, della l.r. Campania n. 7/2020. Il ricorrente ha dedotto plurime censure, lamentando in particolare il difetto di istruttoria e di motivazione, poiché aveva trasmesso il 13 ottobre 2020 una SCIA per l'esercizio di vicinato non alimentare all'indirizzo PEC del SUAP comunale. La trasmissione era comprovata dalle ricevute di accettazione e consegna. Inoltre, la visura camerale attestava, dal 13 ottobre 2020, lo svolgimento quale attività secondaria del commercio al dettaglio di fiori e piante.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per difetto di istruttoria e di motivazione e ha annullato il provvedimento impugnato. Il Comune aveva omesso di considerare la SCIA per l'esercizio di vicinato non alimentare trasmessa nel 2020, limitandosi a rilevare che essa non risultava protocollata perché inviata a un indirizzo PEC ritenuto dismesso. Tale giustificazione è stata ritenuta non sufficiente, poiché il ricorrente aveva prodotto le ricevute di accettazione e consegna e un'ulteriore ricevuta attestante che la casella era ancora attiva nel gennaio 2026. Anche la visura camerale confermava l'esercizio del commercio al dettaglio di fiori e piante dal 13 ottobre 2020. L'Amministrazione dovrà quindi rideterminarsi sulla posizione dell'interessato, esaminando il contenuto e gli effetti della SCIA del 13 ottobre 2020 e valutando quali attività di vendita possano essere legittimamente esercitate. Il Comune è stato condannato alle spese, liquidate in euro 2.000, oltre accessori, rimborso del contributo unificato e attribuzione ai procuratori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 22, commi 2 e 6, d.lgs. n. 114/1998

    sospensione dell'attività per quindici giorni e cessazione immediata dell'esercizio di vicinato abusivo

    Le misure sanzionatorie sono state applicate dal Comune in relazione all'attività di vendita ritenuta priva del necessario titolo abilitativo.

  • art. 19, comma 3, l. n. 241/1990

    provvedimenti ... per accertata insussistenza dei requisiti e dei presupposti di legge per l'inizio dell'attività

    Il provvedimento dava atto dell'assenza di precedenti iniziative comunali di controllo o autotutela sulla SCIA di coltivazione.

  • art. 4, commi 1-bis e 5, d.lgs. n. 228/2001

    prodotti agricoli e alimentari ... direttamente acquistati da altri imprenditori agricoli; prodotti derivati, ottenuti a seguito di attività di manipolazione o trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici

    La disciplina delimita i prodotti che l'imprenditore agricolo può vendere nell'ambito dell'attività agricola; il Comune aveva ritenuto che i prodotti contestati non vi rientrassero.

  • artt. 26, 27 e 28 l.r. Campania n. 7/2020

    Sono stati richiamati dal Comune quali disposizioni regionali relative al titolo abilitativo necessario per l'attività di vendita.

  • art. 145, comma 2, l.r. Campania n. 7/2020

    È stato richiamato in combinato disposto con l'art. 22, comma 6, del d.lgs. n. 114/1998 per ordinare la cessazione dell'esercizio ritenuto abusivo.

Massime di principio

  • L'amministrazione che adotta misure sanzionatorie o inibitorie nei confronti di un'attività commerciale deve esaminare tutti i titoli abilitativi e le segnalazioni trasmesse dall'interessato che possano incidere sulla legittimità dell'attività contestata, anche quando non risultino formalmente protocollati negli archivi dell'ente.
  • La trasmissione di una SCIA a un indirizzo PEC dell'amministrazione può essere provata mediante ricevute di accettazione e consegna; l'amministrazione non può ometterne l'esame sulla sola base della mancata protocollazione, se gli elementi disponibili attestano la ricezione o l'operatività della casella.
  • Un provvedimento che qualifica un'attività come abusiva e ne dispone la sospensione o cessazione è illegittimo per difetto di istruttoria e motivazione quando non considera una SCIA previamente trasmessa che potrebbe costituire il titolo per l'attività di vendita esercitata.
  • A seguito dell'annullamento per omesso esame di una SCIA rilevante, l'amministrazione deve rideterminarsi sulla posizione dell'interessato valutando il contenuto e gli effetti della segnalazione e individuando le attività concretamente legittimabili sulla base del quadro documentale completo.

Come è indicizzato

MaterieIndustria, artigianato e attività produttiveSCIA e liberalizzazioniInvalidità del provvedimento
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneEfficacia ed esecutorietà

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