Cassazione Penale, Sentenza n. 48953/2022 del 23/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato il decreto che disponeva la confisca di un villino con terreno intestato a Vincenzo Di Bisceglie e la confisca di 45 immobili acquistati nel 2016-2017 dalla s.a.s. "Caporale e Figli" (società della moglie e della figlia). Le censure principali sono: vizio di motivazione e difetto di prova circa la sproporzione tra redditi leciti e acquisti; mancata considerazione delle fatture, di una donazione di €30.000, del ricorso a finanziamenti bancari e della dismissione di altri beni; contestazione della qualificazione di "fittizia intestazione" e della riconducibilità dei beni al proposto; assenza di correlazione temporale tra le condotte del periodo 1991-1994 e gli investimenti successivi, con conseguente contestazione del requisito della pericolosità sociale e dell'abitualità del provento illecito.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto legittima e adeguatamente motivata la valutazione di sproporzione tra capacità reddituale e acquisti degli immobili intestati alla s.a.s. "Caporale e Figli", rilevando saldo negativo nei bilanci 2016-2017 e insufficienza dell'accumulo di provvista denunciato dalla difesa per giustificare acquisti per circa €249.000-€275.000. Ha confermato che l'uso della società riconducibile a congiunti è stato utilizzato come schermo (fittizia intestazione). Ha inoltre ritenuto corretta la valutazione della pericolosità sociale di Di Bisceglie sulla base della pluralità e sistematicità di reati (furti, ricettazioni, estorsioni) e della loro rilevanza per il periodo di interesse. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese e a €3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
decreto legislativo n. 159/2011 (codice antimafia)
Fornisce il parametro per valutare la "pericolosità sociale" del soggetto; la Corte l'ha usata per giustificare la misura di prevenzione patrimoniale ove risulti abitualità nella commissione di reati e correlazione con l'impiego del patrimonio
legge 27 dicembre 1956, n. 1423
Stabilisce il limite del ricorso per cassazione nei procedimenti di prevenzione: ammesso soltanto per violazione di legge; limita il sindacato di legittimità sulla motivazione del giudice del merito
legge 31 maggio 1965, n. 575
Richiama i limiti di ammissibilità del ricorso per cassazione nei procedimenti di prevenzione, rinviando alle modalità previste dall'art. 4 della legge 1423/1956
Cass. Sez. U., n. 33451 del 29/05/2014
Giurisprudenza richiamata per affermare che in sede di prevenzione il sindacato di legittimità sulla motivazione è limitato e che il vizio deducibile è la mancanza o apparente motivazione secondo i parametri della legge speciale
Cass. Sez. 6, n. 31751 del 09/06/2015
Principio secondo il quale l'onere difensivo in tema di misure patrimoniali richiede l'indicazione di elementi fattuali che dimostrino la lecita provenienza dei beni; non è sufficiente la mera indicazione di provvista
Cass. Sez. 5, n. 33038 del 08/06/2017 (sent. "Valle")
Affermata la presunzione relativa di illecita accumulazione anche quando l'acquisto avviene tramite finanziamento bancario: occorre valutare la capacità di sostenere il costo del credito e la sua incidenza sulla disponibilità di risorse lecite
Massime di principio
- In materia di misure di prevenzione patrimoniali l'onere probatorio è rafforzato a carico della difesa: bisogna fornire elementi concreti e documentati che attestino la lecita provenienza delle somme e la capacità di sostenere oneri finanziari (es. rate di mutuo), non basteranno mere affermazioni generiche.
- La costituzione o l'uso di società direttamente riconducibili a congiunti può essere qualificato come fittizia intestazione se emerge una sproporzione tra redditi dichiarati e patrimonio acquisito e se risulta che la compagine societaria sia stata utilizzata quale schermo per occultare la titolarità effettiva.
- La prova della sproporzione patrimoniale può fondare la presunzione relativa di accumulazione illecita anche per acquisti effettuati tramite credito bancario: la valutazione deve considerare il costo e l'onere del finanziamento nel quadro delle risorse disponibili.
- Il requisito della pericolosità sociale può essere valorizzato anche con condotte criminose anteriori se la pluralità e la sistematicità dei reati indicano inserimento in circuiti criminali e abitualità nell'utilizzo di proventi illeciti; non è necessaria una corrispondenza temporale immediata se il quadro complessivo è persuasivo.
- In Cassazione, nei procedimenti di prevenzione, i ricorsi sono ammessi principalmente per violazione di legge: le doglianze esclusivamente attinenti al giudizio di merito sulla valutazione delle prove e della motivazione sono difficilmente ammissibili.
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