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Ordinanza

Ordinanza n. 129/2026 - Salerno, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, -dell’ordinanza di demolizione n. 4 del 24 novembre 2025 di rimessione in pristino delle opere realizzate in difformità dal permesso di costruire n. 6 del 13.04.2021; - del parere sfavorevole rilasciato dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Salerno e Avellino in data 9.12.2024, protocollo n. 34.43.04/ 348.244.

Giustizia amministrativa202600390

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione e rimessione in pristino di opere realizzate in difformità dal permesso di costruire, nonché parere paesaggistico sfavorevole

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune e ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare, l’ordinanza comunale di demolizione n. 4 del 24 novembre 2025, relativa a opere ritenute realizzate in difformità dal permesso di costruire, e il parere sfavorevole della Soprintendenza del 9 dicembre 2024 nell’ambito di un procedimento di autorizzazione paesaggistica in sanatoria. Dalla motivazione dell’ordinanza cautelare emergono, quali questioni dedotte o comunque esaminate, l’adeguatezza della motivazione dell’ordinanza demolitoria, la configurabilità del silenzio-assenso sull’istanza di autorizzazione paesaggistica in sanatoria e la legittimità della notificazione dell’ordinanza di demolizione a uno solo dei comproprietari dell’opera abusiva.

La decisione

Il TAR, nella sommaria cognizione propria della fase cautelare, ha ritenuto insussistenti profili di fondatezza del ricorso. Ha considerato adeguatamente motivata l’ordinanza di demolizione mediante il riferimento alla realizzazione delle opere in assenza di titolo. Ha escluso la formazione del silenzio-assenso su un’istanza di autorizzazione paesaggistica in sanatoria. Ha inoltre ritenuto legittima la notificazione dell’ordinanza demolitoria a uno solo dei comproprietari, in ragione della natura ripristinatoria della sanzione edilizia, diretta al ripristino dei valori giuridici lesi dall’abuso. Conseguentemente ha respinto la domanda cautelare di sospensione dell’ordinanza comunale. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare nel processo amministrativo; sulla base della sommaria cognizione cautelare il TAR ha respinto la domanda di sospensione.

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    Rilevante per il riferimento alla sanatoria edilizia e alla verifica postuma della conformità, nei limiti in cui il testo collega la controversia a opere realizzate in difformità dal titolo edilizio; il provvedimento non esplicita tuttavia l’applicazione puntuale della norma.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la domanda di sospensione deve essere respinta quando, a una sommaria cognizione, l’ordinanza di demolizione risulti adeguatamente motivata mediante l’indicazione della realizzazione dell’opera in assenza o in difformità dal titolo edilizio.
  • Non si forma il silenzio-assenso su un’istanza di autorizzazione paesaggistica presentata in sanatoria.
  • L’ordinanza di demolizione può essere notificata anche a uno solo dei comproprietari dell’opera abusiva, poiché la sanzione demolitoria ha natura ripristinatoria ed è finalizzata al ripristino dei valori giuridici lesi dall’abuso.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria paesaggisticaTutela cautelare
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareSilenzio della pubblica amministrazioneEfficacia ed esecutorietà

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