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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16309/2022 del 28/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 15/11/2021 del Tribunale della Libertà di Napoli che aveva dichiarato inammissibile la richiesta di riesame del decreto del 01/09/2021 del GIP di Torre Annunziata, con cui era stato ordinato il sequestro preventivo dello stabilimento della società TGS S.r.l. Il ricorrente, nella sua qualità di legale rappresentante della società, deduceva che la domanda di riesame era stata formulata per conto della società e non in proprio come persona fisica sottoposta ad indagini, contestando il travisamento della qualificazione della sua istanza

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Il Collegio ha ritenuto che il difensore che ha proposto il riesame non fosse munito della procura speciale necessaria per rappresentare la società (persona giuridica) e che dagli atti risultasse invece che il ricorrente si era qualificato come soggetto indagato. Poiché mancava la procura speciale agli atti e non risultava prodotta in sede di merito, la domanda di riesame era inammissibile. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende

Norme richiamate

  • D.L. n. 137/2020, art. 23 comma 8

    Norma richiamata in relazione alla modalità di trattazione del ricorso in Cassazione (richiamo procedurale per la trattazione dell'impugnazione)

  • d.lgs. n. 152/2006, art. 137 comma 1

    Articolo indicato come uno dei reati per i quali era stata ritenuta la sussistenza di indizi nel provvedimento di sequestro preventivo

  • d.lgs. n. 152/2006, art. 279 comma 1

    Altro articolo richiamato tra i reati contestati nel decreto di sequestro preventivo

  • art. 100 cod. proc. pen.

    Interpretato nel senso che la persona giuridica può stare in giudizio solo tramite difensore munito di procura speciale; la procura speciale era requisito necessario per la legittimazione della società a proporre il riesame

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata come base per l'assorbimento delle conseguenze dell'inammissibilità (conseguenze sui provvedimenti di condanna alle spese e sulle somme per la Cassa delle Ammende)

  • C. Cost. sent. n. 186/2000

    Citata in relazione al principio secondo cui l'inammissibilità imputabile a colpa del ricorrente può comportare l'addebito delle spese; usata per giustificare la condanna alla Cassa delle Ammende

Massime di principio

  • Quando la parte proprietaria del bene sequestrato è una persona giuridica, qualsiasi atto processuale deve essere proposto dal difensore munito di procura speciale: l'assenza di tale procura comporta inammissibilità dell'istanza.
  • Se chi propone il riesame risulta qualificato negli atti come persona fisica indagata e non chiarisce/esibisce di agire in rappresentanza della società, il riesame può essere dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione della società.
  • La qualificazione della capacità in cui si agisce (legale rappresentante vs. indagato) deve essere espressa chiaramente e supportata da documentazione probante (procura speciale o atto costitutivo/nomina), altrimenti il giudice può ritenere insufficiente la domanda.
  • In caso di inammissibilità attribuibile a colpa del ricorrente, il giudice può disporre la condanna alle spese e imporre il versamento di una somma alla Cassa delle Ammende; quindi è importante verificare preventivamente la correttezza formale delle procure e dei poteri di rappresentanza.
  • Quando un indagato non è titolare del bene sequestrato, la sua domanda di riesame è ammissibile solo se dimostra un interesse concreto e attuale (es. interesse alla restituzione del bene come effetto del dissequestro).

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