Cassazione Penale, Sentenza n. 11060/2026 del 24/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della confisca e della motivazione della sentenza applicata ex art. 444 c.p.p.: il ricorrente deduceva la illegittimità della confisca ex art. 240 c.p. in quanto la somma sequestrata, rinvenuta in un magazzino di sua proprietà e non direttamente 'in capo' a lui, non costituirebbe profitto di attività di cessione di stupefacenti; censurava inoltre motivazione illogica e travisamento della prova perché gli operanti non avevano osservato episodi di cessione con scambi di denaro durante il pedinamento; lamentava infine che il giudice non avrebbe valutato documentazione prodotta (bonifico dal figlio in dollari australiani per euro 10.143,95) dimostrativa della lecita provenienza del denaro.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha richiamato la giurisprudenza sul significato di 'profitto del reato' ai sensi dell'art. 240 c.p. e confermato che la confisca del denaro è ammissibile quando sia ritenuto provento del reato di cessione di stupefacenti. Il Tribunale ha motivato congruamente la confisca, indicando che la disponibilità della somma avrebbe permesso l'acquisto di ulteriori carichi di stupefacente e continuazione dell'attività illecita; la Corte ha rilevato che la difesa non aveva fatto deduzioni specifiche sull'elemento documentale nell'udienza in cui è stata richiesta la definizione ex art. 444 c.p.p., e che la questione della lecita provenienza era già stata affrontata e ritenuta infondata nelle misure cautelari richiamate in sentenza. Perciò inammissibilità del ricorso; condanna del ricorrente alle spese e alla sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p. nella misura indicata nel dispositivo (non specificata nel testo).
Norme richiamate
art. 240 cod. pen.
Regola la confisca delle cose che costituiscono il profitto del reato; la Corte ha interpretato che il denaro può essere confiscato se ritenuto lucro derivante direttamente o indirettamente dalla commissione del reato (provento di cessione di stupefacenti).
art. 73 comma 5 d.P.R. 309/90
Individua la fattispecie di traffico/cezione di sostanze stupefacenti per cui è stato condannato l'imputato; la confisca è ammessa quando il reato per cui si procede è quello di cessione di stupefacenti.
art. 444 cod. proc. pen.
Disciplina la definizione del procedimento per patteggiamento/applicazione della pena su richiesta; la sentenza impugnata era stata resa in tale contesto e la difesa si era riferita all'istanza ex 444 in udienza.
art. 321 cod. proc. pen.
Citato dal ricorrente tra le censure; dal testo della decisione non emerge un riconoscimento di violazione della norma da parte della Corte, che ha ritenuto le censure infondate o non proceduralmente fondate.
art. 85 d.P.R. n. 39/1990
Richiamato dal ricorrente tra le norme violate; la Corte non ha ritenuto fondata la censura relativa a questa norma alla luce delle motivazioni fornite dal Tribunale e dell'assenza di deduzioni specifiche in udienza.
art. 129 cod. proc. pen.
Richiamato nella sentenza di merito per escludere ipotesi di proscioglimento; la Corte ha ritenuto il richiamo alla precedente ordinanza cautelare implicito e condiviso dalla sentenza impugnata.
art. 616 cod. proc. pen.
Consente alla Corte di disporre la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria per inammissibilità del ricorso; applicata perché non è stata riscontrata assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
Massime di principio
- La confisca ex art. 240 c.p. può riguardare somme di denaro rinvenute in locali di proprietà dell'imputato anche se non trovate 'addosso' all'imputato, purché il giudice motivi il nesso di causalità o di destinazione al reato, con argomentazioni concrete su come la somma costituisca profitto o agevoli la prosecuzione dell'attività delittuosa.
- È essenziale che la difesa sollevi e documenti in modo tempestivo e specifico la prova della lecita provenienza del denaro in sede di merito e, in particolare, nelle udienze decisive (es. udienza per applicazione della pena ex art. 444 c.p.p.), altrimenti tali deduzioni possono essere considerate non assunte e non valutate in cassazione.
- Il giudice è obbligato a motivare anche la confisca facoltativa con riferimento alla funzione cautelare e preventiva della misura, illustrando perché la disponibilità dei beni possa consentire la continuazione o il rinnovarsi del reato.
- La mera assenza di rilevazione di scambi di denaro durante pedinamenti non esclude autonomamente la qualificazione delle somme come profitto di reato se l'insieme probatorio consente al giudice di ricostruire il nesso tra denaro e attività illecita.
- Ricorsi in cassazione privi di presupposti processuali o di deduzioni specifiche sollevate tempestivamente possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanna alle spese e sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; valutare quindi preliminarmente la fondatezza e la completezza della impugnazione.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 24 mar 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 11037/2026 del 24/03/2026
- Sentenza penale · 24 mar 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 11039/2026 del 24/03/2026
- Sentenza penale · 24 mar 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 11040/2026 del 24/03/2026
- Sentenza penale · 24 mar 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 11043/2026 del 24/03/2026
- Sentenza penale · 24 mar 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 11045/2026 del 24/03/2026
- Sentenza penale · 24 mar 2026Cassazione Penale, Sentenza n. 11046/2026 del 24/03/2026
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →