Cassazione Penale, Ordinanza n. 18781/2025 del 19/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La Corte di appello di Roma ha confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Roma nei confronti dell'imputata, ritenuta responsabile in concorso con altra persona del reato di ricettazione di un assegno di provenienza furtiva, accertato in Roma il 31 marzo 2015. Con il ricorso per cassazione la difesa ha dedotto un vizio di motivazione della sentenza impugnata, sostenendo che l'imputata avrebbe dovuto essere assolta per difetto di querela del reato di furto quale reato presupposto della ricettazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondata la doglianza, osservando che il reato oggetto del processo è la ricettazione, che è procedibile d'ufficio, e che l'ultimo comma dell'art. 648 c.p. prevede espressamente l'applicazione della norma anche quando manchi una condizione di procedibilità relativa al delitto da cui provengono il denaro o le cose. In applicazione di tale principio, ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 648 c.p.
Le disposizioni di questo articolo si applicano anche quando l'autore del delitto da cui il denaro o le cose provengono non è imputabile o non è punibile ovvero quando manchi una condizione di procedibilità riferita a tale delitto
La ricettazione resta configurabile e perseguibile anche se il delitto presupposto non sia procedibile per difetto di querela o comunque manchi una condizione di procedibilità riferita a tale delitto.
Massime di principio
- Il delitto di ricettazione è procedibile d'ufficio e non è escluso dalla mancanza di querela per il reato presupposto.
- Ai fini della ricettazione, la punibilità non richiede che il delitto da cui provengono il denaro o le cose sia a sua volta perseguibile o punibile in concreto, poiché l'art. 648 c.p. estende espressamente l'applicazione della fattispecie anche in caso di difetto di una condizione di procedibilità del reato presupposto.
- Una doglianza di legittimità che pretenda l'assoluzione per il solo difetto di querela del furto presupposto è manifestamente infondata quando sia contestata la ricettazione del bene proveniente da quel delitto.
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