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Sentenza

Sentenza del 10/06/2015 n. 128 - Comm. Trib. Prov. Lodi

IMPOSTA DI REGISTRO - Avvocato di ufficio - Procedimento penale - Credito verso imputato - Azione di recupero - Sentenza - Registrazione - Imposta di registro - Non dovuta - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Commissione tributaria provinciale ha accolto il ricorso dell’avvocato, annullando l’assoggettamento della sentenza all’imposta di registro e le relative sanzioni. È stato riconosciuto che l’esenzione non riguarda soltanto il procedimento penale in senso stretto, ma anche le attività giudiziali funzionali al recupero del compenso maturato per la difesa d’ufficio. Pertanto, la sentenza del Giudice di pace non era soggetta a imposta di registro.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

L’Agenzia delle Entrate aveva assoggettato a imposta di registro la sentenza del Giudice di pace relativa all’azione di recupero del compenso professionale dell’avvocato, ritenendo che, trattandosi di una pronuncia civile, non potesse beneficiare dell’esenzione prevista per gli atti connessi alla difesa penale d’ufficio. Il ricorrente sosteneva invece che il credito derivasse direttamente dall’attività di difesa penale d’ufficio e che l’esenzione dovesse estendersi anche agli atti giudiziari necessari per ottenere la liquidazione e il recupero del compenso.

Norme richiamate

  • Art. 32 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale

    La disposizione è stata interpretata nel senso che l’esenzione dagli oneri fiscali relativi agli atti giudiziari connessi alla difesa penale d’ufficio comprende anche le attività necessarie per consentire all’avvocato di ottenere la liquidazione e il recupero del proprio compenso.

  • Diritto costituzionale di difesa

    La difesa penale è un diritto riconosciuto a ogni persona. L’esenzione fiscale è quindi finalizzata a garantire concretamente la difesa dei non abbienti e deve essere interpretata in modo funzionale, includendo gli atti indispensabili al pagamento del difensore d’ufficio.

Massime di principio

  • Quando un credito professionale deriva da una difesa penale d’ufficio, l’esenzione fiscale prevista per gli atti connessi alla difesa può estendersi anche alle successive azioni giudiziali necessarie per ottenere la liquidazione o il recupero del compenso.
  • La natura formalmente civile della sentenza di recupero non è, da sola, sufficiente a escludere l’agevolazione: occorre verificare il collegamento funzionale tra l’azione e l’attività di difesa penale d’ufficio.
  • Le esenzioni devono essere interpretate considerando la loro finalità costituzionale: evitare che i costi fiscali compromettano l’effettività della difesa dei soggetti non abbienti.
  • Per applicare l’esenzione è essenziale documentare che il credito azionato provenga effettivamente da un incarico di difesa penale d’ufficio e che l’azione giudiziale sia diretta al recupero di quel compenso.

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