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Sentenza

Sentenza n. 979/2026 - Roma, Sezione 1Q

per l'annullamento del provvedimento prot. 0043811 del 6.7.2023 di rigetto dell'istanza del ricorrente ex art. 42 bis del D.Lgs. n. 151 del 2001, nonché di tutti gli atti prodromici e/o presupposti, compreso il primo atto di diniego n. 333/SAA/II/239238 (comunicazione ex art. 10 bis l. 241/90) e ogni atto non conosciuto

Giustizia amministrativa202311661

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'istanza di assegnazione temporanea ex art. 42-bis d.lgs. 151/2001 presso una sottosezione della Polizia stradale vicina alla residenza familiare, unitamente al preavviso di rigetto

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (agente di polizia)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, agente della Polizia di Stato in servizio presso una sottosezione della Polizia stradale, ha chiesto l’assegnazione temporanea presso una sede vicina alla residenza della famiglia, dopo la nascita del figlio, deducendo esigenze di tutela della salute psicofisica del minore, di sostegno alla moglie e di conciliazione tra vita familiare e attività lavorativa. L’amministrazione ha respinto l’istanza richiamando esigenze organiche e di servizio della sede di appartenenza: carenza complessiva di sette unità, necessità di garantire pattuglie e servizi istituzionali, rilevanza degli snodi viari, fungibilità delle mansioni del dipendente e impossibilità di ripianare il posto lasciato libero. Il ricorrente ha denunciato violazione dell’art. 42-bis d.lgs. 151/2001, dell’art. 45, comma 31-bis, d.lgs. 95/2017, dell’art. 3 l. 241/1990, delle norme costituzionali a tutela della famiglia, della genitorialità e del minore, nonché delle fonti internazionali ed europee pertinenti. Ha dedotto difetto di motivazione, difetto di istruttoria, errore nei presupposti, travisamento, illogicità e carenza di concreta comparazione tra la situazione della sede di provenienza e quella della sede richiesta. Nel corso del giudizio ha inoltre chiesto l’accertamento del diritto al trasferimento e la condanna dell’amministrazione all’adozione del provvedimento, eventualmente mediante commissario ad acta.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato il diniego. L’art. 42-bis d.lgs. 151/2001 tutela un interesse primario di carattere generale, consistente nella protezione della famiglia e nell’esercizio delle funzioni genitoriali, con particolare attenzione all’interesse superiore del minore. Per gli appartenenti alla Polizia di Stato, l’art. 45, comma 31-bis, d.lgs. 95/2017 consente il diniego per motivate esigenze organiche o di servizio, ma non esonera l’amministrazione dall’obbligo di una motivazione concreta, specifica e verificabile. Nel caso esaminato il diniego si fondava su dati generici e non comparativi relativi alla sede di appartenenza. L’istruttoria giudiziale ha invece evidenziato che, nel ruolo degli assistenti e agenti cui apparteneva il ricorrente, la sede di provenienza disponeva di 36 unità a fronte di 28 previste, mentre la sede richiesta presentava una scopertura di circa il 70%, con 8 unità effettive rispetto alle 25 previste. L’amministrazione non aveva quindi considerato il ruolo specifico del dipendente, né confrontato le scoperture, le esigenze operative e le possibili soluzioni organizzative delle due sedi. Inoltre, pur avendo richiamato la fungibilità delle mansioni, non aveva spiegato concretamente perché il dipendente non fosse sostituibile o perché non fosse possibile organizzare diversamente i turni e i servizi. Il provvedimento non aveva adeguatamente considerato la distanza dalla famiglia, i bisogni del minore, la conciliazione tra vita lavorativa e familiare e la condivisione delle responsabilità genitoriali. Il TAR ha quindi ravvisato difetto di istruttoria e difetto di motivazione. È stata invece respinta la domanda di accertamento del diritto al trasferimento e di condanna specifica dell’amministrazione, poiché, una volta annullato il diniego, spetta all’amministrazione rieditare il potere senza che il giudice possa sostituirsi ad essa. Le spese sono state poste a carico dell’amministrazione resistente.

Norme richiamate

  • art. 42-bis d.lgs. 151/2001

    Il trasferimento temporaneo del dipendente pubblico, con figli minori fino a tre anni di età, può essere disposto presso una sede di servizio ubicata nella stessa provincia o regione nella quale è fissata la residenza della famiglia o nella quale l’altro genitore esercita la propria attività lavorativa.

    La disposizione tutela la famiglia, la genitorialità e l’interesse del minore; l’assegnazione temporanea è soggetta alla valutazione delle esigenze organizzative e di servizio, ma il diniego deve essere adeguatamente motivato.

  • art. 45, comma 31-bis, d.lgs. 95/2017

    Il diniego è consentito per motivate esigenze organiche o di servizio.

    La norma speciale applicabile agli appartenenti alle Forze di polizia non elimina l’obbligo di motivazione precisa e documentata; le esigenze organiche o di servizio devono essere concrete, riferite al ruolo del dipendente e valutate anche in rapporto alla sede richiesta.

  • art. 3 l. 241/1990

    Il provvedimento di diniego deve esplicitare il percorso logico-giuridico seguito e consentire il controllo sulla ragionevolezza della prevalenza accordata alle esigenze dell’amministrazione rispetto alla tutela familiare.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    La disposizione è richiamata quale disciplina del preavviso di rigetto, previamente comunicato al ricorrente.

  • art. 29 Cost.

    Concorre a fondare la tutela costituzionale della famiglia perseguita dall’art. 42-bis d.lgs. 151/2001.

  • art. 30 Cost.

    Concorre a fondare la tutela dell’esercizio delle responsabilità genitoriali.

  • art. 31 Cost.

    Concorre a fondare la protezione della maternità, della paternità e dell’infanzia.

  • art. 32 Cost.

    È richiamato tra i parametri costituzionali dedotti dal ricorrente.

  • art. 97 Cost.

    È richiamato tra i parametri costituzionali dedotti dal ricorrente in relazione al buon andamento dell’amministrazione.

  • art. 3 Convenzione di New York sui diritti del fanciullo

    In tutte le decisioni relative ai fanciulli ... l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente.

    L’interesse superiore del minore deve ricevere considerazione preminente anche nelle decisioni amministrative relative all’assegnazione temporanea del genitore.

  • art. 24 Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

    È richiamato tra le norme dedotte dal ricorrente a tutela dell’interesse del minore.

  • Direttiva (UE) 2019/1158

    È valorizzata quale fonte europea diretta a favorire l’equilibrio tra attività professionale e vita familiare, la condivisione delle responsabilità di cura e la parità di genere.

  • d.lgs. 30 giugno 2022, n. 105

    È richiamato quale atto di recepimento della direttiva sul work-life balance e quale elemento sistematico a sostegno della conciliazione tra vita lavorativa e familiare.

Massime di principio

  • Nel procedimento di assegnazione temporanea ex art. 42-bis d.lgs. 151/2001, il diniego fondato su esigenze organiche o di servizio deve essere sorretto da una motivazione concreta, specifica e documentata; non sono sufficienti formule generiche sulla carenza di organico o sui compiti istituzionali dell’ufficio.
  • La valutazione delle esigenze dell’amministrazione deve essere riferita al ruolo effettivamente ricoperto dal dipendente e deve comparare la situazione della sede di provenienza con quella della sede richiesta, considerando le rispettive dotazioni organiche, le scoperture percentuali, le esigenze operative e le possibili soluzioni alternative.
  • La fungibilità delle mansioni non esonera l’amministrazione dall’obbligo di motivare il diniego: se essa invoca la sostituibilità del dipendente, deve spiegare concretamente perché tale sostituzione o una diversa organizzazione dei turni non consentano l’assegnazione temporanea.
  • Nel bilanciamento previsto dall’art. 42-bis d.lgs. 151/2001, l’amministrazione deve considerare in modo effettivo e individualizzato la tutela della famiglia, l’interesse superiore del minore, la distanza tra sede di servizio e residenza familiare e le esigenze di conciliazione e condivisione delle responsabilità genitoriali.
  • L’annullamento del diniego per difetto di istruttoria e motivazione non comporta automaticamente l’accertamento del diritto del dipendente all’assegnazione temporanea, quando residui una valutazione amministrativa: l’amministrazione deve riesercitare il potere nel rispetto dei vincoli conformativi derivanti dalla sentenza, senza sostituzione del giudice nelle scelte organizzative.

Come è indicizzato

MaterieTrasferimenti e impiegoMotivazione del provvedimento
RamiForze armate e forze di poliziaProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaPonderazione degli interessi e interesse pubblicoDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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