Cassazione Civile, Sentenza n. 2136/2025 del 29/01/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Autostrade impugnava l'avviso di accertamento T.O.S.A.P. relativo al 2012 per l'occupazione del soprassuolo comunale tramite un viadotto autostradale, sostenendo che l'occupazione fosse di fatto attribuibile allo Stato (per pianificazione e convenzioni con ANAS/MIT) e quindi esente, ovvero comunque non assoggettabile a T.O.S.A.P. in quanto l'opera rientrerebbe nel demanio statale o nella gestione pubblicistica; in subordine invocava l'esenzione di cui all'art.49, lett. a) d.lgs. 507/1993 e deduceva l'irrilevanza della natura privatistica della concessionaria.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha confermato che, in assenza del decreto di esproprio/trasferimento formale del demanio, la titolarità delle strade e dell'area sovrastante è rimasta in capo al Comune; l'occupazione del sovrasuolo da parte della concessionaria va qualificata come occupazione (anche di fatto) ai sensi degli artt. 38 e 39 d.lgs. 507/1993; la tassa è dovuta dal concessionario che dispone e gestisce l'opera in regime di autonomia economica e non spetta l'esenzione ex art.49 lett. a) perché l'occupazione non è stata posta in essere direttamente dallo Stato. La richiesta di rimessione alle Sezioni Unite e di rinvio pregiudiziale alla CGUE è stata ritenuta infondata. Sono state poste a carico della ricorrente le spese e gli eventuali versamenti previsti.
Norme richiamate
d.lgs. 15.11.1993, n.507 (T.O.S.A.P.)
art. 38, art. 39, art. 49 comma 1 lett. a) ed e)
L'art.38 e 39 definiscono il presupposto impositivo nell'occupazione, anche soprastante o sottostante il suolo, e individuano il soggetto passivo nell'occupante (anche in assenza di concessione). L'art.49 lett.a) esonera solo le occupazioni poste in essere direttamente dallo Stato/enti pubblici; non si applica quando l'occupazione è esercitata dal concessionario in autonomia. La lett.e) può prevedere esenzioni solo se l'impianto è destinato alla devoluzione gratuita al comune come previsto dagli atti concessori.
legge 21 maggio 1955, n.463; legge 24 luglio 1961, n.729; legge 28 marzo 1968, n.385
richiamate in relazione alla pianificazione e approvazione dei tracciati autostradali
La pianificazione statale e la dichiarazione di pubblica utilità non producono ipso iure il trasferimento della proprietà/demanialità al Stato: occorre la procedura espropriativa e il relativo decreto; in assenza di ciò permane la titolarità comunale e il potere impositivo.
codice civile
art. 822 c.c., art. 840 c.c.
L'art.822 e la giurisprudenza collegata individuano la presunzione relativa di demanialità delle strade e delle aree contigue; l'art.840 estende la proprietà anche agli spazi sovrastanti e sottostanti, rilevanti per il regime di demanio comunale.
d.lgs. 12 aprile 2006, n.163
Regola la concessione per esecuzione lavori pubblici e la gestione economico-funzionale dell'opera da parte del concessionario; la Corte ne trae conferma della autonomia economica del concessionario e della conseguente applicabilità del tributo nei suoi confronti.
d.P.R. 8 giugno 2001, n.327
richiamato in tema di disciplina espropriativa
Regolamenta la materia espropriativa e demaniale; l'omesso decreto di esproprio è decisivo per stabilire che l'area è rimasta demanio comunale.
d.lgs. n.285/1992 (Codice della Strada)
Richiami normativi sulla tutela delle fasce di rispetto intorno alle autostrade, ma non impeditivi dell'assoggettamento a tassa dell'occupazione sovrastante quando l'area resta demanio comunale.
Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea (TFUE)
art. 49, art. 56, art. 63, art. 345
La Corte ha ritenuto che non sussistessero profili tali da rendere necessario il rinvio pregiudiziale: il regime fiscale nazionale che nega l'esenzione ai concessionari non appare in contrasto con i principi UE invocati, e l'eventuale questione aiuti di Stato non emerge nel caso concreto.
Massime di principio
- L'occupazione del soprassuolo sovrastante strade comunali da parte di un concessionario autostradale integra il presupposto della T.O.S.A.P. anche in assenza di un titolo concessorio comunale, e il soggetto passivo è il concessionario che gestisce l'opera.
- La mera programmazione o dichiarazione di pubblica utilità da parte dello Stato non trasferisce automaticamente la proprietà/demanialità all'ente statale: è necessaria la procedura espropriativa e il relativo decreto; in assenza di ciò permane il potere impositivo comunale.
- L'esenzione prevista dall'art.49 lett.a) d.lgs. 507/1993 richiede che l'occupazione sia posta in essere direttamente dallo Stato o dagli enti pubblici espressamente indicati; la qualifica privatistica o la natura commerciale del concessionario escludono l'esenzione.
- La qualità di 'in house' o il controllo pubblico non trasformano automaticamente il concessionario nella 'longa manus' dello Stato ai fini dell'esenzione tributaria: rileva la sostanziale autonomia economica e l'effettiva gestione dell'opera.
- Le questioni di diritto dell'Unione (competenze pregiudiziali o profili di aiuti di Stato) devono essere rimessi alla CGUE solo se sussistono dubbi rilevanti e non manifestamente infondati; nei casi analoghi la Corte nazionale può decidere senza rinvio quando la soluzione è già consolidata.
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