Sentenza del 02/02/2022 n. 3159 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguardava il diniego di condono ex L. n. 289/2002, art. 12: i contribuenti avevano versato la prima rata (80%) ma non il saldo di Euro 402,61, e l'Amministrazione aveva negato la definizione. CTP e CTR avevano ritenuto il condono perfezionato con la sola prima rata. L'Agenzia impugnava in Cassazione sostenendo che l'art. 12 richiede il pagamento integrale per il perfezionamento della sanatoria (violazione e falsa applicazione di L. n. 289/2002 artt. 12 e 16 e della L. n. 212/2000, art. 10) e censurando la decisione per fondarsi su circostanza non dedotta in giudizio. Inoltre i contribuenti avevano chiesto, incidentalmente, la definizione agevolata prevista dal D.L. n. 119/2018 (art. 6), domanda poi negata dall'Agenzia, che i contribuenti contestavano per vizi di notifica e per illegittima esclusione dalla definizione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso incidentale relativo al diniego della definizione agevolata ex D.L. n. 119/2018, art. 6, ritenendo che il diniego fosse legittimo (il provvedimento di diniego non è un "atto impositivo" e quindi non rientra nella definizione prevista dal D.L. 119/2018; è altresì esclusa la possibilità di un "condono di condono"). Quanto al ricorso principale dell'Agenzia, la Corte ha accolto il primo motivo (assorbito il secondo), ritenendo che la sanatoria ex art. 12 L. n. 289/2002 richieda il pagamento integrale per il perfezionamento: l'omesso pagamento delle rate successive alla prima (anche se la prima è stata versata) impedisce la definizione della lite. La sentenza della CTR è stata cassata e, decidendo nel merito ex art. 384 c.p.c., il ricorso dei contribuenti è stato rigettato. Spese di cassazione poste a carico dei contribuenti; spese dei gradi di merito compensate.
Norme richiamate
L. n. 289 del 2002, art. 12
richiamata integralmente nel testo
La Corte interpreta l'art. 12 come una forma di condono clemenziale la cui efficacia è condizionata al pagamento integrale dell'importo dovuto: il versamento della sola prima rata non perfeziona la sanatoria; l'omesso o ritardato pagamento delle rate successive esclude la definizione della lite.
D.L. n. 119 del 2018, art. 6
comma 1, comma 5, comma 6, comma 12
L'ambito di definibilità previsto dall'art. 6 riguarda controversie aventi ad oggetto atti impositivi. La Corte esclude che il diniego di condono costituisca "atto impositivo" suscettibile di definizione ai sensi di tale norma; inoltre è esclusa la possibilità di definire un 'condono già negato' (no al "condono di condono").
D.P.R. n. 602 del 1973, art. 14
richiamato nelle memorie di merito
La CTR aveva ritenuto che, in caso di mancato perfezionamento del condono, il recupero delle rate successive dovesse avvenire ai sensi dell'art. 14 DPR 602/1973; la Cassazione però ha prevalso sul principio sostanziale relativo all'efficacia condizionata della sanatoria ex art. 12 L. 289/2002.
Codice di Procedura Civile, art. 156
La Corte ricorda il principio secondo cui la proposizione tempestiva del ricorso sana la nullità della notifica per raggiungimento dello scopo: eventuali vizi formali nella notifica del diniego di definizione sono comunque sanati dalla tempestiva impugnazione.
Codice di Procedura Civile, art. 384
richiamato per decidere nel merito
La Corte ha deciso nel merito senza rinvio, ritenendo non necessari ulteriori accertamenti di fatto.
L. n. 212 del 2000, art. 10
richiamato nei motivi di cassazione
Richiamata dall'Amministrazione nella censura sulla corretta applicazione delle norme processuali in tema tributario; la Corte ha comunque accolto la censura principale riferita all'art. 12 L. 289/2002.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 7
richiamato nei motivi di cassazione
Richiamato in relazione alla contestazione di motivazione fondata su circostanza non dedotta; la Corte ha assorbito questo motivo dopo aver accolto il primo.
Massime di principio
- La sanatoria prevista dall'art. 12 L. n. 289/2002 è condizionata al pagamento integrale dell'importo dovuto: il versamento della sola prima rata non perfeziona la definizione e l'omesso o ritardato pagamento delle rate successive determina la decadenza dalla sanatoria.
- Non è ammesso un "condono di condono": una domanda di definizione agevolata successiva non può riguardare un precedente diniego di condono per lo stesso carico, salvo diversa disposizione normativa espressa.
- La definizione agevolata ai sensi del D.L. n. 119/2018, art. 6, si applica alle controversie relative ad atti impositivi; i provvedimenti amministrativi di diniego non sempre rientrano in tale nozione e possono essere esclusi dalla definizione.
- Eventuali vizi formali di notifica (mancata relata, notifiche allo studio professionale senza elezione di domicilio, ecc.) sono sanati se il destinatario ha comunque acquisito conoscenza dell'atto e ha proposto tempestivamente ricorso (art. 156 c.p.c.).
- In situazioni analoghe, il contribuente che intenda definire il contenzioso mediante sanatoria deve assicurarsi al perfezionamento del pagamento secondo i termini e le modalità previste dalla norma di condono; il comportamento imprudente o il mancato versamento delle rate successive non è compensato dalla buona fede.
- Se la questione è chiara e non richiede ulteriori accertamenti di fatto, la Corte di legittimità può cassare la sentenza e decidere direttamente nel merito ex art. 384 c.p.c.
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