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Sentenza

Sentenza n. 633/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sardegna (Sezione Seconda) n. 815/2022, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202305390

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Titoli comunali di accertamento di conformità edilizia relativi a vani, verande e ampliamenti realizzati in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, nonché i connessi verbali e atti della conferenza di servizi

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari confinanti)

Prevale il privato

La controversia

Gli appellanti hanno impugnato la sentenza del TAR Sardegna che aveva respinto il ricorso contro gli accertamenti di conformità comunali. Hanno dedotto: violazione degli artt. 7 e 10 l. 241/1990 per omessa partecipazione procedimentale del vicino; violazione della disciplina comunale sulle distanze, assumendo che le opere fossero collocate a circa 70 cm dal confine, a fronte di una distanza minima di 1,5 metri; violazione degli artt. 14 ss. l. 241/1990, contestando che il parere paesaggistico della Soprintendenza potesse ritenersi acquisito mediante silenzio-assenso per la mancata partecipazione alla conferenza di servizi; violazione dell’art. 167 d.lgs. 42/2004, poiché gli interventi avrebbero comportato la creazione di superfici utili e volumi aggiuntivi, non sanabili paesaggisticamente. Il Comune ha eccepito l’inammissibilità dell’appello per riproposizione dei motivi di primo grado e per carenza di interesse, eccezioni respinte dal Consiglio di Stato.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto le eccezioni di inammissibilità, ritenendo l’appello una critica effettiva e ragionata della sentenza di primo grado. Ha inoltre riconosciuto la legittimazione e l’interesse dei proprietari confinanti sulla base della vicinitas, senza necessità di dimostrare un pregiudizio specifico e ulteriore. Nel merito ha accolto l’appello per la violazione dell’art. 167, comma 4, d.lgs. 42/2004. È risultata pacifica la realizzazione di superfici utili e volumi aggiuntivi. Sebbene il Comune avesse sostenuto che si trattasse di vani tecnici, tale qualificazione costituisce un’eccezione alla regola di non sanabilità e richiede una rigorosa dimostrazione delle caratteristiche e della funzionalità tecnica dei volumi. L’amministrazione si è limitata ad affermazioni generiche, senza indicare quali impianti fossero ospitati nei vani né fornire elementi sufficienti a dimostrarne la natura tecnica. Il parere paesaggistico, anche se acquisito mediante silenzio-assenso, è pertanto illegittimo per mancanza dei presupposti sostanziali della compatibilità paesaggistica postuma. Le ulteriori censure sono state assorbite. La sentenza del TAR è stata riformata; sono stati accolti il ricorso di primo grado e l’appello, con annullamento degli accertamenti di conformità comunali, dei verbali della conferenza di servizi e degli atti presupposti. Il Comune e la controinteressata sono stati condannati in solido alle spese del doppio grado, liquidate in euro 8.000 oltre accessori; spese compensate nei confronti del Ministero della Cultura.

Norme richiamate

  • artt. 7 e 10 l. 241/1990

    Norme invocate dagli appellanti in tema di comunicazione di avvio e partecipazione procedimentale; la relativa censura è stata assorbita dopo l’accoglimento per la violazione dell’art. 167 d.lgs. 42/2004.

  • artt. 14 ss. l. 241/1990

    Norme sulla conferenza di servizi, richiamate in relazione all’acquisizione del parere paesaggistico mediante silenzio-assenso; la questione è stata assorbita.

  • art. 167, comma 4, d.lgs. 42/2004

    L'autorità amministrativa competente accerta la compatibilità paesaggistica … per i lavori, realizzati in assenza … dall'autorizzazione paesaggistica, che non abbiano determinato creazione di superfici utili o volumi ovvero aumento di quelli legittimamente realizzati

    La compatibilità paesaggistica postuma è esclusa per interventi che abbiano creato superfici utili o volumi aggiuntivi. L’eventuale qualificazione come vano tecnico, idonea a sottrarre l’opera al divieto, deve essere interpretata restrittivamente e provata rigorosamente quanto a caratteristiche e funzionalità.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.

Massime di principio

  • In materia di accertamento postumo della compatibilità paesaggistica, l’art. 167, comma 4, d.lgs. 42/2004 esclude la sanabilità degli interventi che abbiano determinato la creazione di superfici utili o volumi aggiuntivi, o l’aumento di quelli legittimamente realizzati.
  • La qualificazione di un manufatto come vano tecnico costituisce un’eccezione alla regola di non sanabilità delle superfici e dei volumi aggiuntivi e deve essere interpretata restrittivamente, richiedendo la rigorosa dimostrazione delle caratteristiche oggettive e della specifica funzionalità tecnica del vano.
  • Non è sufficiente, per dimostrare la natura tecnica di un volume aggiuntivo, una generica affermazione circa le sue ridotte dimensioni o la sua destinazione a impianti: l’amministrazione deve indicare e comprovare quali impianti siano ospitati e quale funzione tecnica il volume svolga rispetto al fabbricato principale.
  • L’acquisizione del parere paesaggistico mediante silenzio-assenso nella conferenza di servizi non supera la necessità che ricorrano i presupposti sostanziali previsti dall’art. 167, comma 4, d.lgs. 42/2004; il silenzio non può rendere sanabile un intervento oggettivamente escluso dalla compatibilità paesaggistica postuma.
  • Il proprietario confinante è legittimato a impugnare un titolo edilizio in presenza della vicinitas, ossia di uno stabile collegamento materiale con l’immobile interessato dai lavori, senza necessità di provare uno specifico e ulteriore pregiudizio.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAbusi edilizi e sanzioniSanatoria paesaggisticaAutorizzazione paesaggistica
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela del terzo

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