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Concentrazione

Provvedimento AGCM C12634 n. 31209 del 21/05/2024

BCC PAY/RAMO DI AZIENDA DI BANCO BPM

AGCMC12634

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’AGCM valuta l’acquisizione del controllo esclusivo da parte di BCC Pay, e indirettamente di FSI, di un ramo di azienda di Banco BPM attivo nella monetica, insieme al 100% di Tecmarket Servizi. L’operazione interessa il wholesale merchant acquiring, l’issuing di carte di pagamento, i circuiti di pagamento e i servizi di produzione/personalizzazione di carte smart. L’Autorità esclude criticità concorrenziali per le quote modeste e la presenza di numerosi concorrenti, e delibera di non avviare l’istruttoria.

BCC Pay / ramo di azienda di Banco BPM: acquisizione del controllo esclusivo del ramo monetica e di Tecmarket, autorizzata senza condizioni (non avvio istruttoria)

BCC Pay / ramo di azienda di Banco BPM

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato valuta l’acquisizione del controllo esclusivo, da parte di BCC Pay e indirettamente di FSI, di un ramo di azienda di Banco BPM attivo nella monetica, unitamente al 100% di Tecmarket Servizi S.p.A. Il provvedimento è adottato in fase di pre-notifica ex art. 16 L. 287/1990 e si conclude con la decisione di non avviare l’istruttoria.

Parti e asset coinvolti

BCC Pay è un Istituto di Moneta Elettronica attivo in:

  • merchant acquiring wholesale,
  • issuing di carte di pagamento,
  • card personalization.

La società è controllata indirettamente e in via esclusiva da FSI, che è anche attiva nei circuiti di pagamento tramite Bancomat. Oggetto dell’acquisizione sono:

  • il ramo di Banco BPM comprendente contratti, asset, personale e rapporti con terzi per issuing, acquiring POS e ATM e servizi IT;
  • il 100% di Tecmarket Servizi S.p.A., operante nel procurement e nella distribuzione di terminali POS e servizi tecnici/informatici connessi all’acquiring.

L’operazione si inserisce nel percorso strategico di sviluppo di BCC Pay nel settore della monetica, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo del gruppo sia nell’emissione e collocamento di carte sia nell’accettazione dei pagamenti presso gli esercenti.

Qualificazione giuridica e soglie

L’AGCM qualifica l’operazione come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), L. 287/1990, in quanto comporta l’acquisizione del controllo di un ramo d’impresa. Il caso non ricade nell’ambito del Reg. CE 139/2004 e resta soggetto alla disciplina nazionale. L’obbligo di comunicazione preventiva ex art. 16, comma 1, L. 287/1990 è integrato dal superamento delle soglie di fatturato richiamate nel provvedimento: oltre 567 milioni di euro complessivi in Italia e almeno due imprese interessate con fatturato nazionale superiore a 35 milioni di euro.

L’Autorità esclude che l’accordo di promozione e collocamento tra BCC Pay e Banco BPM possa considerarsi parte integrante dell’operazione o restrizione accessoria, in quanto prevede un vincolo di esclusiva non necessario alla realizzazione della concentrazione.

Mercati rilevanti

L’operazione interessa i seguenti mercati:

  • wholesale merchant acquiring e fornitura di POS e servizi collegati, con dimensione geografica sovranazionale;
  • issuing di carte di pagamento, distinto almeno tra carte di debito e di credito, con dimensione nazionale;
  • circuiti di pagamento, anch’essi distinti per tipologia di carta e di dimensione nazionale;
  • produzione e personalizzazione di carte di pagamento smart, per il quale il mercato merceologico viene lasciato aperto e la dimensione geografica è considerata sovranazionale.

Per il merchant acquiring l’Autorità richiama la distinzione consolidata tra wholesale e retail acquiring. Le attività coinvolte nel caso riguardano soprattutto il wholesale, mentre Banco BPM svolgeva alcune funzioni in-house, destinate a essere esternalizzate a BCC Pay.

Valutazione delle quote e degli effetti orizzontali

Sul mercato sovranazionale del wholesale merchant acquiring, BCC Pay detiene una quota del [1-5%] e i volumi della Target trasferiti a livello wholesale sono del [1-5%], con una posizione post-merger complessiva del [1-5%]. L’Autorità osserva la presenza di operatori importanti e qualificati, tra cui Crédit Mutuel, Global Payment/TSYS e Nexi.

Nel mercato dell’issuing, BCC Pay presenta quote molto limitate:

  • [1-5%] nelle carte di debito,
  • [5-10%] nelle carte di credito.

La Target ha quote analoghe, per cui la quota congiunta post-operazione risulta contenuta:

  • [5-10%] nelle carte di debito,
  • [10-15%] nelle carte di credito.

L’AGCM richiama la presenza di concorrenti significativi quali Intesa Sanpaolo, Unicredit, Poste Italiane e Nexi. Alla luce di tali dati, non si realizzano sovrapposizioni orizzontali idonee a creare criticità antitrust.

Effetti verticali e rapporti con Bancomat

Il provvedimento esamina i possibili effetti verticali fra:

  • circuiti di pagamento e issuing/acquiring,
  • issuing e produzione/personalizzazione di carte smart.

Poiché FSI controlla Bancomat e BCC Pay opera come issuer e acquirer, esiste un legame verticale tra i mercati. Tuttavia, l’AGCM ritiene che Bancomat non abbia, allo stato, né l’incentivo né la capacità di discriminare i concorrenti di BCC Pay o di alterare le condizioni di mercato. La motivazione valorizza la logica economica dei circuiti, che hanno interesse a massimizzare la diffusione sia sul versante issuing sia su quello acquiring, nonché il ridotto peso competitivo di BCC Pay.

Analoga conclusione viene raggiunta per il possibile legame verticale con la card personalization: la quota di BCC Pay nella produzione di carte smart è trascurabile, inferiore rispettivamente all’1% e al 5%, e la sua posizione nell’issuing resta comunque inferiore al 15%. L’Autorità non ravvisa quindi rischi di foreclosure o di sfruttamento di input essenziali.

Esito

L’AGCM conclude che l’operazione non è idonea a ostacolare in misura significativa la concorrenza effettiva nei mercati interessati e non comporta la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante. Conseguentemente, delibera di non avviare l’istruttoria ai sensi dell’art. 16, comma 4, L. 287/1990. L’accordo di promozione e collocamento resta riservato a una futura valutazione, ove ne ricorrano i presupposti.

Punti principali

Parti e struttura dell’operazione

BCC Pay, IMEL attivo in acquiring, issuing e card personalization, è controllata indirettamente e in via esclusiva da FSI; FSI è inoltre attiva nei circuiti di pagamento tramite Bancomat. L’operazione riguarda l’acquisizione del controllo esclusivo del ramo monetica di Banco BPM e del 100% di Tecmarket Servizi S.p.A., società attiva nel procurement e nella distribuzione di terminali POS e servizi tecnici/informatici connessi all’acquiring. Ad esito dell’operazione, BCC Pay continuerà a essere controllata indirettamente da FSI, che acquisirà anche il controllo indiretto della Target.

Notificazione e qualificazione giuridica

L’Autorità qualifica l’operazione come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lett. b), L. 287/1990, poiché comporta l’acquisizione del controllo di un ramo d’impresa. L’operazione non rientra nell’art. 1 del Reg. CE 139/2004 e soggiace all’obbligo di comunicazione preventiva ex art. 16, comma 1, L. 287/1990, in ragione del superamento delle soglie di fatturato: oltre 567 milioni di euro complessivi in Italia e almeno due imprese con fatturato nazionale superiore a 35 milioni di euro. L’AGCM precisa inoltre che l’accordo di promozione e collocamento tra BCC Pay e Banco BPM, contenente un vincolo di esclusiva, non è considerato parte integrante né restrizione accessoria.

Mercati interessati

L’operazione incide sui mercati del wholesale merchant acquiring e della fornitura di POS e servizi collegati, sui servizi di issuing delle carte di pagamento, sui circuiti di pagamento, nonché sui servizi di produzione e personalizzazione di carte di pagamento smart. Per il merchant acquiring l’Autorità richiama la distinzione tra mercato wholesale, di dimensione sovranazionale, e retail, di dimensione nazionale; per l’issuing il mercato è nazionale e può essere distinto tra carte di debito e di credito; per i circuiti di pagamento il mercato rilevante è nazionale e può anch’esso essere distinto per tipologia di carta. Per la produzione/personalizzazione di carte smart il mercato viene lasciato aperto, con dimensione geografica sovranazionale.

Valutazione concorrenziale e quote

Nel wholesale merchant acquiring BCC Pay detiene una quota del [1-5%] e i volumi della Target trasferiti al livello wholesale sono del [1-5%], con una quota post-merger trascurabile pari al [1-5%]. Nel mercato sono presenti operatori rilevanti come Crédit Mutuel, Global Payment/TSYS e Nexi. Nell’issuing BCC Pay ha quote contenute: [1-5%] nelle carte di debito e [5-10%] nelle carte di credito; la Target ha quote analoghe, determinando quote congiunte pari al [5-10%] nelle carte di debito e al [10-15%] nelle carte di credito. L’Autorità segnala la presenza di concorrenti forti come Intesa Sanpaolo, Unicredit, Poste Italiane e Nexi. Le quote di BCC Pay nella produzione/personalizzazione di carte smart sono trascurabili, inferiori rispettivamente all’1% e al 5% a seconda dell’ambito considerato.

Effetti verticali e conclusione

L’Autorità esamina i possibili legami verticali tra circuiti di pagamento, issuing, merchant acquiring e personalizzazione delle carte, tenendo conto che FSI controlla anche Bancomat. Conclude che non emergono incentivi o capacità di escludere concorrenti o alterare le dinamiche di mercato, sia per la logica economica del circuito sia per il posizionamento contenuto di BCC Pay. In particolare, non si ravvisano criticità né di foreclosure sui concorrenti di BCC Pay, né di sfruttamento degli input di personalizzazione. L’operazione non ostacola in misura significativa la concorrenza effettiva e non comporta costituzione o rafforzamento di posizione dominante; l’AGCM delibera quindi di non avviare l’istruttoria ex art. 16, comma 4, L. 287/1990.

Come è indicizzato

Materiecontrollo concentrazioniacquisizione del controllomerchant acquiringissuingcircuiti di pagamentomercato rilevante

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