Cassazione Civile, Sentenza n. 10408/2026 del 20/04/2026
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte d'Appello che aveva rifiutato di accertare il suo diritto all'assunzione con chiamata diretta ai sensi dell'art. 1, comma 2, l. n. 407/1998 (qualità di figlio orfano di vittima della criminalità organizzata) perché aveva ritenuto preclusa l'assunzione dall'avvenuto superamento della quota di riserva dell'1% prevista dall'art. 18, comma 2, l. n. 68/1999 in relazione alle assunzioni già effettuate dall'ente; il ricorrente sosteneva invece che il quarto periodo del comma 2 dell'art. 1 l. n. 407/1998 esclude espressamente l'applicabilità della quota di riserva di cui all'art. 18 l. n. 68/1999 per la sua categoria e che, perciò, sussisteva un diritto soggettivo pieno all'assunzione, con invocazione altresì dell'art. 1 l. n. 25/2011 (interpretazione autentica)
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che l'art. 1, comma 2, l. n. 407/1998 esclude l'applicabilità della quota di riserva dell'1% prevista dall'art. 18, comma 2, l. n. 68/1999 per i figli unici superstiti/figli orfani di vittime della criminalità organizzata, e che la norma di interpretazione autentica (l. n. 25/2011) non abroga tale esclusione ma impone solo il rispetto, da parte delle amministrazioni pubbliche, dei limiti delle assunzioni consentite per l'anno di riferimento; ne consegue che il superamento della quota percentuale non preclude di per sé il riconoscimento del diritto all'assunzione per la categoria in questione. La sentenza impugnata è stata cassata e la causa rinviata alla Corte d'Appello di Reggio Calabria, in diversa composizione, per un nuovo esame conformemente al principio di diritto enunciato e per verificare l'esistenza delle condizioni richieste dall'art. 35 d.lgs. n. 165/2001 per la chiamata diretta
Norme richiamate
legge n. 407/1998, art. 1, comma 2
La disposizione riconosce ai figli unici superstiti/figli orfani di vittime della criminalità organizzata il diritto al collocamento obbligatorio con precedenza rispetto ad altre categorie e, al quarto periodo del comma 2, esclude espressamente l'applicabilità della quota di riserva prevista dall'art. 18, comma 2, della l. n. 68/1999; tale esclusione configura un diritto soggettivo pieno all'assunzione che non è limitato dalla quota dell'1% prevista dall'art. 18 l. n. 68/1999
legge n. 68/1999, art. 18, comma 2 e art. 3
L'art. 18, comma 2, fissa una quota percentuale (1%) in favore di specifiche categorie di superstiti in rapporto all'organico delle imprese; l'art. 3 disciplina le quote di riserva per le categorie protette. La Corte ha distinto la disciplina delle quote di riserva (art. 3) dalla specifica esclusione prevista per gli orfani di vittime della criminalità organizzata in l. n. 407/1998, ritenendo che l'art. 18 non possa operare a limitare il diritto riconosciuto dalla l. n. 407/1998
legge n. 25/2011, art. 1 (interpretazione autentica)
La norma di interpretazione autentica precisa che il superamento della quota di riserva di cui all'art. 18, comma 2, l. n. 68/1999 deve comunque avvenire nel rispetto dei limiti delle assunzioni consentite per l'anno di riferimento dalle amministrazioni pubbliche; la Corte ha interpretato questa disposizione come non idonea a ripristinare l'applicabilità della quota di riserva all'esclusa categoria, ma come un vincolo procedurale relativo ai limiti annuali di spesa/assunzione
decreto legislativo n. 165/2001, art. 35, comma 2
L'art. 35 disciplina le modalità di assunzione obbligatoria, prevedendo la chiamata diretta nominativa per determinate categorie protette; la Corte ha rimandato la verifica concreta all'autorità di merito affinché accerti se sussistano le condizioni previste da tale disposizione per procedere alla chiamata diretta
Massime di principio
- Quando una legge speciale (qui l. n. 407/1998) riconosce un diritto di collocamento obbligatorio per una categoria precisa e ne esclude espressamente l'applicazione di una quota di riserva prevista da altra normativa, l'esclusione prevale e il beneficiario ha un diritto soggettivo pieno all'assunzione salvo il rispetto dei limiti normativi più generali (es. limiti annuali di assunzione)
- La norma di interpretazione autentica (l. n. 25/2011) che disciplina il superamento della quota di riserva deve essere letta come condizionamento ai limiti annuali di assunzione e non come reintroduttiva della quota di riserva nei confronti di una categoria espressamente esclusa da una norma speciale
- Per la categoria degli invalidi/disabili restano comunque applicabili le norme sul collocamento obbligatorio e sulle quote di riserva previste dalla l. n. 68/1999; tali regole non sono automaticamente estese ad altre categorie escluse dalla stessa legge
- In casi analoghi, l'amministrazione pubblica che intenda procedere a chiamata diretta deve verificare e dimostrare il rispetto delle condizioni previste dall'art. 35 d.lgs. n. 165/2001 (requisiti, compatibilità con limiti di assunzione annuali, corrette modalità procedurali)
- Il superamento formale della soglia percentuale dell'1% non costituisce di per sé un ostacolo insormontabile all'assunzione degli aventi diritto riconosciuti da norma speciale; occorre valutare la disciplina speciale e i limiti complessivi di dotazione organica e di fabbisogno di personale per l'anno di riferimento
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