Cassazione Penale, Sentenza n. 39789/2025 del 10/12/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Castellano Stefano aveva chiesto, con istanza del 6 dicembre 2024, la restituzione di disponibilità liquide sottoposte a sequestro preventivo per equivalente fino a 229.364,44 euro disposte in relazione al capo N1) (poi divenuto capo S) della sentenza di incompetenza). Il GIP di Pescara aveva rifiutato di prendere cognizione dell'istanza richiamando una precedente sentenza del 4 aprile 2017 con declaratoria di incompetenza territoriale, creando una situazione di stasi procedurale; si è quindi sollevato il conflitto di competenza per stabilire quale ufficio dovesse decidere sulla restituzione.
La decisione
La Corte ha ritenuto ammissibile il conflitto e ha dichiarato competente il Tribunale di Chieti a decidere sull'istanza di restituzione. La decisione si fonda sul principio che, prima della pronuncia definitiva, il giudice cautelare può riesaminare il sequestro (con possibilità di appello cautelare ex art. 322-bis c.p.p.) ma non può essere fatto rivivere un giudice che si è dichiarato incompetente con sentenza passata in giudicato. Il criterio decisivo è la disponibilità materiale e giuridica degli atti: il giudice che procedeva (Tribunale di Chieti) al momento della proposizione della domanda è quello competente.
Norme richiamate
art. 32 cod. proc. pen.
Norma invocata quale base procedurale per la decisione sul conflitto di competenza; utilizzata per giustificare l'intervento decisorio della Corte sul conflitto tra organi giudiziari
art. 322-bis cod. proc. pen.
Riconosce la possibilità dell'appello cautelare avverso provvedimenti che rigettano o dichiarano inammissibili istanze relative a misure cautelari reali; conferma il potere del giudice cautelare di riesaminare il provvedimento di sequestro prima della pronuncia definitiva
Sez. 3, n. 6720 del 26/01/2021 (Semprucci)
Giurisprudenza richiamata in ordine alla possibilità di riesame del sequestro da parte del giudice cautelare e all'appellabilità cautelare ex art. 322-bis
Sez. 5, n. 47398 del 14/09/2017 (Gagliardi)
Principio secondo cui l'attribuzione della competenza funzionale dipende dalla disponibilità materiale e giuridica degli atti e viene meno con la loro trasmissione ad altro giudice
Sez. 3, n. 36532 del 12/05/2015 (Ciminiello)
Ulteriore conferma della regola che la competenza segue la disponibilità degli atti e non può essere 'riattivata' dopo una pronuncia di incompetenza divenuta definitiva
Massime di principio
- In caso di conflitto tra uffici che rifiutano di prendere cognizione di istanze relative a misure cautelari reali, è ammissibile la risoluzione del conflitto da parte dell'organo superiore ai sensi dell'art. 32 c.p.p.
- Prima della pronuncia definitiva che radica la competenza funzionale del giudice dell'esecuzione, il giudice cautelare conserva il potere di riesaminare i provvedimenti di sequestro; contro i rigetti o inammissibilità è esperibile l'appello cautelare ex art. 322-bis c.p.p.
- La competenza non può essere 'riacquisita' da un giudice che si è dichiarato incompetente con sentenza passata in giudicato: una volta definitiva la declaratoria di incompetenza, quella autorità non è più il giudice che procede.
- Il criterio pratico per individuare il giudice competente è la disponibilità materiale e giuridica degli atti al momento della proposizione della domanda: l'ufficio che materialmente detiene gli atti è quello competente a decidere sulle istanze incidentali (es. restituzione dei beni sequestrati).
- Nelle situazioni analoghe, il richiedente la restituzione dovrebbe proporre l'istanza presso l'ufficio che aveva la disponibilità degli atti al momento della presentazione, o, se si crea stasi per rifiuto ricorrente tra giudici, avviare o sollecitare la procedura di risoluzione del conflitto di competenza.
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