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Sentenza

Sentenza n. 416/2026 - Campobasso, Sezione 1

per l'annullamento - della Determinazione Dirigenziale della Regione Molise, Area terza - Servizio Difesa del Suolo, Demanio, Opere Idrauliche e Marittime – Idrico Integrato n. 6375/2024 datata 18 novembre 2024 di diniego all'istanza di variante alla concessione di piccola derivazione di acqua pubblica dal Fiume Cavaliere ai sensi del R.D 11/12/1933 n.1775 e successive modifiche, a scopo di produzione di energia elettrica, presentata da ISPE ENERGIE s.r.l. con prot. 42469/2022; - previa l'ostensione della Nota prot. n. 20764/2024 con cui “il Responsabile dell'Ufficio Autorità Idraulica, Dighe, Grandi derivazioni [avrebbe] rilasciato il nulla osta sfavorevole motivato alla realizzazione dell'impianto idroelettrico di cui trattasi”; - nonché per la condanna della Regione al risarcimento del danno subito da ISPE ENERGIE s.r.l.;

Giustizia amministrativa202500020

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Molise, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Diniego della variante sostanziale alla concessione di derivazione dal fiume Cavaliere per la realizzazione di un impianto idroelettrico di potenza nominale media pari a 981 kW; richiesta di ostensione della nota interna richiamata a fondamento del diniego e domanda risarcitoria

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (regione)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato la determinazione regionale n. 6375/2024 del 18 novembre 2024, che aveva respinto l’istanza presentata il 7 marzo 2022 per una variante sostanziale alla concessione di derivazione dal fiume Cavaliere, nei territori di Macchia d’Isernia e Isernia, destinata alla produzione di energia elettrica mediante un impianto da 981 kW. Il diniego richiamava una nota interna con nulla osta idraulico sfavorevole, motivato con l’incompatibilità dell’intervento rispetto alle aree che sarebbero state occupate dalle piene dopo il completamento della diga di laminazione in località Fossatella; la società lamentava che la nota non le fosse stata ostesa. I motivi dedotti riguardavano: violazione degli artt. 2 e 20 della l. 241/1990, eccesso di potere, sviamento e difetto di motivazione; irragionevolezza, illogicità manifesta e contraddittorietà dell’azione amministrativa, anche rispetto ad altri atti, nonché assenza di motivazione; sviamento, travisamento ed erronea valutazione dei fatti, violazione della proporzionalità e delle regole sul giusto procedimento; motivazione assente o apparente. La ricorrente ha inoltre chiesto l’ostensione della nota interna e il risarcimento dei danni conseguenti all’asserita illegittimità del diniego. La Regione ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice amministrativo in favore del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche e ha contestato nel merito il ricorso.

La decisione

Il TAR ha accolto l’eccezione di difetto di giurisdizione e ha dichiarato inammissibile il ricorso, senza esaminare i motivi di merito, la domanda di ostensione o quella risarcitoria. La controversia riguarda direttamente l’utilizzazione di acque pubbliche, poiché il diniego concerne una variante sostanziale della concessione di derivazione destinata ad alimentare un impianto idroelettrico; essa rientra quindi nella cognizione diretta in unico grado del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche ai sensi dell’art. 143, comma 1, r.d. 1775/1933. Il giudizio può essere riassunto davanti a tale Tribunale, ai fini della translatio iudicii, entro tre mesi dal passaggio in giudicato della sentenza. Spese compensate per la complessità delle questioni.

Norme richiamate

  • art. 143, comma 1, r.d. 1775/1933

    Orbene, secondo l'uniforme giurisprudenza formatasi su tale disposizione (cfr. Cass. Civ., Sez. Un., ord. n. 2710/2020), già recepita da questo stesso Tribunale (T.A.R. Molise, sentenza n. 481 del 2022): - “spetta alla giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, in sede di cognizione diretta in unico grado, ogni controversia sugli atti amministrativi in materia di acque pubbliche, da intendersi come quelli idonei, quand'anche non promananti da pubbliche amministrazioni istituzionalmente preposte alla cura degli interessi in materia, ad incidere in maniera immediata e diretta sul regime delle acque e del relativo demanio”;

    La giurisdizione diretta del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche comprende le controversie sugli atti amministrativi che incidono in modo immediato e diretto sul regime delle acque o sul demanio idrico, indipendentemente dall’amministrazione che li ha emanati.

  • art. 11 c.p.a.

    Per quanto precede, il ricorso deve quindi essere dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione del Giudice amministrativo in favore del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, innanzi al quale la causa potrà essere riassunta ai fini della traslatio judicii ex art. 11 cod. proc. amm. entro il termine perentorio di tre mesi dal passaggio in giudicato della presente sentenza.

    Dichiarato il difetto di giurisdizione, la causa può essere riassunta davanti al giudice indicato come munito di giurisdizione entro il termine perentorio di tre mesi dal passaggio in giudicato della sentenza.

Massime di principio

  • La giurisdizione diretta in unico grado del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche sussiste quando l’atto amministrativo impugnato è idoneo a incidere in maniera immediata e diretta sul regime delle acque pubbliche o sull’assetto e la struttura dei beni del demanio idrico; non è necessario che l’atto provenga da un’amministrazione istituzionalmente preposta alla tutela di tali interessi.
  • La controversia sul diniego di una variante sostanziale a una concessione di derivazione d’acqua pubblica, richiesta per alimentare un impianto idroelettrico, attiene direttamente all’utilizzazione delle acque pubbliche e rientra nella giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche.
  • La giurisdizione generale del giudice amministrativo resta invece radicata per atti inseriti solo strumentalmente in procedimenti che riguardano le acque pubbliche, quando l’incidenza sul regime delle acque sia indiretta, riflessa od occasionale, come per atti relativi al rispetto delle regole procedurali di affidamento di concessioni o appalti.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizione e riparto
RamiProcesso amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizione

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