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Sentenza

Sentenza del 12/11/2021 n. 34053 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Impugnazione di avviso di accertamento relativo al 2007 che attribuiva a S.A., in quanto socio al 50% di Fxxxxx s.r.l., un maggiore reddito da capitale per trasparenza, derivante da utili extracontabili della società (accertati a seguito di p.v.c. della G.d.F.). Centrale la questione della veridicità del bilancio rettificato dai soci subentranti e la legittimità dell'accertamento operato con metodo induttivo e con presunzioni semplici/supersemplici, nonché la presunzione di distribuzione pro quota degli utili in presenza di ristretta base azionaria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di S.A. per inammissibilità parziale (mancata autosufficienza del ricorso e cumulo non distinto di censure) e per infondatezza nelle censure di merito. Ha confermato la decisione della CTR che aveva accolto l'appello dell'Agenzia delle Entrate: l'accertamento induttivo relativo ai maggiori utili societari e la conseguente presunzione di attribuzione pro quota al socio sono legittimi. La Corte ha ritenuto che la veridicità del bilancio rettificato dai soci subentranti fosse, nella specie, non decisiva perché l'Ufficio aveva operato un accertamento con metodo induttivo puro, usando il bilancio come elemento di partenza per gli elementi positivi e calcolando forfettariamente gli elementi negativi; in caso di omessa dichiarazione la P.A. può usare presunzioni supersemplici e l'onere probatorio rimane in capo al contribuente che deve dimostrare che gli utili non sono stati distribuiti ma accantonati o reinvestiti. Conseguenza: ricorso rigettato e vittoria dell'Agenzia.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 38

    art. 38 (menzionato nel testo)

    Disciplina le presunzioni ai fini dell'accertamento tributario; la sentenza conferma che, in caso di omessa dichiarazione, possono essere utilizzate presunzioni anche prive dei requisiti di gravità, precisione e concordanza (presunzioni supersemplici).

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 41 (e art. 41-bis)

    art. 41 e art. 41-bis (menzionati nel testo)

    Prevedono i casi di determinazione induttiva del reddito e gli effetti dell'omessa presentazione della dichiarazione; autorizzano l'Ufficio a determinare il reddito anche con metodo induttivo puro quando le scritture o la dichiarazione sono inattendibili o mancanti.

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32

    art. 32 (menzionato nel testo)

    Citato nella contestazione iniziale relativa agli accertamenti a seguito di p.v.c.; utile per circostanziare poteri di verifica.

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39

    art. 39 (menzionato nel testo, con richiamo alla disciplina sulla presunzione di attribuzione)

    Riguarda l'estensione dell'accertamento societario ai soci; la Corte ha ritenuto applicabile la presunzione di attribuzione pro quota degli utili extracontabili ai soci di società a ristretta base azionaria.

  • Codice Civile, art. 2697

    art. 2697 c.c. (menzionato nei motivi)

    Regola l'onere della prova; la sentenza ricorda che l'onere di provare il contrario rispetto alle presunzioni induttive spetta al contribuente.

  • Codice Civile, artt. 2727 e 2729

    art. 2727 e 2729 c.c. (menzionati nei motivi)

    Attengono alle presunzioni e alla loro valenza probatoria; la Corte distingue tra presunzioni ordinarie (che richiedono gravità, precisione e concordanza) e presunzioni supersemplici ammesse in caso di omessa dichiarazione.

  • Codice Civile, art. 2468

    art. 2468 c.c. (menzionato nel motivo 7)

    Riguarda i rapporti tra soci e amministrazione della società; utilizzato per discutere la ripartizione degli utili tra gli effettivi soci nel periodo.

  • Codice di Procedura Civile, art. 116

    art. 116 c.p.c. (menzionato nei motivi)

    Regola la prova per testimoni e altri mezzi di prova; citato nei motivi relativi alla valutazione delle prove e alla corretta applicazione delle regole probatorie in sede di merito.

  • Codice di Procedura Civile, art. 360

    art. 360 c.p.c., comma 1 (menzionato nei motivi)

    Norma i motivi di ricorso in Cassazione; la Corte ha ritenuto inammissibili o infondati vari motivi per difetti di autosufficienza e per errata cumulazione delle censure.

  • Codice di Procedura Civile, art. 366

    art. 366 c.p.c., comma 1, n. 6 (menzionato nei motivi)

    Obbligo di autosufficienza del ricorso in Cassazione; la mancata allegazione degli atti essenziali ha determinato l'inammissibilità parziale delle censure.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1-quater

    art. 13 comma 1-quater (menzionato nella parte finale)

    Norma sul contributo unificato; la Corte ha dato atto dei presupposti per l'eventuale versamento supplementare dovuto dal ricorrente.

Massime di principio

  • Se la dichiarazione dei redditi è omessa, l'Amministrazione finanziaria può determinare il reddito anche con metodo induttivo puro e avvalersi di presunzioni supersemplici; in tale ipotesi l'onere di produzione di prove contrarie grava sul contribuente.
  • La presunzione di attribuzione pro quota degli utili extracontabili è legittima per società a ristretta base azionaria; i soci devono provare che gli utili sono stati accantonati o reinvestiti per sfuggire all'imputazione e tassazione pro quota.
  • La falsità successivamente accertata di un bilancio utilizzato dagli accertatori può risultare non decisiva se l'Ufficio ha operato un accertamento induttivo puro che ha usato il bilancio solo come elemento di partenza per gli elementi positivi e ha fatto ricorso a valutazioni forfettarie per gli elementi negativi.
  • In sede di cassazione è essenziale rispettare il principio di autosufficienza del ricorso (allegare gli atti principali quali avvisi di accertamento e p.v.c.) e non cumulare censure in modo non distinguibile; altrimenti le censure rischiano di essere dichiarate inammissibili.
  • La presunzione di distribuzione degli utili extracontabili opera, di norma, nello stesso periodo d'imposta in cui gli utili sono stati conseguiti, anche se il socio ha trasferito la quota successivamente; il contribuente può dimostrare diversamente con documentazione probante.

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