Cassazione Penale, Sentenza n. 39403/2025 del 05/12/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione avverso la decisione della Corte territoriale che aveva dichiarato inammissibile, per tardività, l'appello proposto da Cristian Ventimiglia avverso la sentenza del Tribunale di Piacenza. Il difensore ha dedotto che, ai sensi dell'allora vigente art. 583 c.p.p., l'impugnazione trasmessa a mezzo raccomandata si considera proposta nella data di spedizione della raccomandata e non in quella di arrivo in cancelleria; la raccomandata risultava spedita il 17/02/2018, quindi entro il termine per proporre appello (stabilito dal conteggio dei termini collegati al deposito della sentenza e delle motivazioni, con scadenza il 21/02/2018), mentre la cancelleria ha registrato il pervenimento il 21/02/2018. La difesa ha altresì dedotto la possibile estinzione del reato per prescrizione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso. Ha accolto il principio secondo cui, per le impugnazioni trasmesse a mezzo raccomandata, rileva la data di spedizione (art. 583 c.p.p. all'epoca vigente) e non quella di arrivo in cancelleria; sicché l'appello, spedito il 17/02/2018, è da ritenersi tempestivo rispetto alla scadenza del 21/02/2018. Di conseguenza la sentenza della Corte d'Appello di Bologna che aveva dichiarato l'appello inammissibile per tardività è stata annullata. La Corte di Cassazione ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di Appello di Bologna per l'ulteriore corso, perché valuti anche l'eventuale sopravvenienza di cause di proscioglimento e le ricadute sulla parte civile.
Norme richiamate
art. 583 c.p.p.
l'impugnazione si considera proposta nella data di spedizione della raccomandata o del telegramma (comma 2)
All'epoca della proposizione dell'impugnazione, la norma prevedeva che la data rilevante per la tempestività fosse quella di spedizione della raccomandata/telegramma; pertanto, se la spedizione avviene entro il termine, l'impugnazione è tempestiva anche se la ricezione in cancelleria avviene successivamente
art. 585, comma 2 c.p.p.
termine per proporre impugnazione di quarantacinque giorni decorrenti dalla scadenza del termine fissato per il deposito della sentenza
Ha stabilito il criterio di decorrenza del termine di impugnazione nel caso di deposito della sentenza con motivazione differita: il termine di 45 giorni decorre dalla scadenza del termine concesso per la motivazione
d.lgs. n. 150 del 2022
abrogazione dell'art. 583 c.p.p. (effettuata successivamente alla proposizione dell'impugnazione)
La Corte applica la normativa vigente al momento della proposizione dell'impugnazione (principio del tempus regit actum): l'abrogazione successiva non incide sul giudizio di tempestività delle impugnazioni già trasmesse
Massime di principio
- Quando la legge prevede espressamente che l'impugnazione trasmessa a mezzo raccomandata o telegramma si considera proposta alla data di spedizione, rileva il timbro postale/elemento probatorio attestante la data di spedizione, non la data di arrivo in cancelleria
- In caso di contestazione della tempestività, è fondamentale conservare e produrre la documentazione postale (busta, ricevuta di invio, timbro postale) che attesti la data di spedizione
- Va applicata la normativa vigente al momento della proposizione dell'atto (principio del tempus regit actum); eventuali abrogazioni successive non retroagiscono per svantaggiare la parte che ha agito secondo la legge previgente
- Se la tempestività dell'impugnazione è riconosciuta, il giudice di merito dovrà comunque esaminare eventuali cause sopravvenute di estinzione del reato (es. prescrizione) e le relative conseguenze rispetto alla posizione della parte civile
- Il travisamento di un fatto processuale comprovato documentalmente può costituire motivo di cassazione: il difensore deve indicare e documentare chiaramente l'errore materiale o interpretativo della corte di merito
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