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Sentenza

Sentenza n. 3055/2026 - Roma, Sezione 2Q

PER L'ACCERTAMENTO del diritto di accedere ai documenti amministrativi richiesti con istanza inviata a mezzo pec il 23 ottobre 2025; PER L'ANNULLAMENTO del provvedimento di diniego tacito venutosi a formare per effetto dell'inutile decorso del termine di trenta giorni ex art. 25 l. n. 241/1990; PER LA CONDANNA a consentire di prendere visione ed estrarre copia dei documenti richiesti;

Giustizia amministrativa202514884

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: diniego tacito formatosi sull'istanza di accesso del 23 ottobre 2025 relativa alla documentazione di una gara per lavori di rifacimento di un percorso pedonale

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (persona infortunata)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto, ai sensi dell'art. 116 c.p.a., domanda di accertamento del diritto di accesso e di annullamento del diniego tacito formatosi per il decorso del termine di trenta giorni previsto dall'art. 25 l. 241/1990, chiedendo anche la condanna dell'amministrazione all'ostensione. L'istanza, formulata ai sensi degli artt. 22 l. 241/1990, 5 d.lgs. 33/2013 e 35 d.lgs. 36/2023, riguardava documenti relativi a una procedura di gara indetta per lavori all'interno del Parco Archeologico del Colosseo, affidati alla società controinteressata, e in particolare al rifacimento del percorso pedonale presso il quale la ricorrente aveva subito un grave incidente il 31 agosto 2022. La documentazione era ritenuta rilevante per valutare un eventuale giudizio risarcitorio ai sensi dell'art. 2051 c.c., poiché avrebbe potuto fornire elementi sulla pericolosità del tratto, sulle condizioni ante operam e sui lavori eseguiti. La ricorrente sosteneva inoltre che la domanda fosse circoscritta al punto dell'incidente e che le parti contenenti informazioni tecniche o commerciali non essenziali potessero essere oscurate. L'amministrazione non aveva riscontrato l'istanza. La società controinteressata si è costituita dichiarando la propria estraneità alla pretesa risarcitoria e non opponendosi all'accesso.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha ritenuto l'istanza esaustivamente motivata, perché collegata a specifiche esigenze difensive connesse a un possibile giudizio risarcitorio. Ha riconosciuto l'interesse qualificato e differenziato della ricorrente ai sensi dell'art. 22, comma 1, lett. b), l. 241/1990, in ragione dell'infortunio verificatosi proprio nel tratto interessato dai lavori. Ha inoltre considerato la richiesta sufficientemente determinata e proporzionata, essendo limitata al punto dell'incidente e prevedendo l'espunzione delle informazioni tecniche, metodologiche, innovative o commerciali non necessarie alla tutela giudiziaria. Il giudice ha valorizzato anche la sicura esistenza dei documenti, richiamati nella determina a contrarre ma non presenti nella BDNCP. Ha quindi accertato il diritto di accesso, ordinando al Parco Archeologico del Colosseo di consentire visione ed estrazione di copia entro trenta giorni dalla notificazione della sentenza, previo eventuale pagamento dei diritti di segreteria. Il Ministero della cultura è stato condannato al pagamento di euro 1.500,00 oltre accessori; le spese sono state compensate nei confronti della società controinteressata, che non si era opposta all'ostensione.

Norme richiamate

  • art. 116 c.p.a.

    Disciplina il rito applicabile alle controversie in materia di accesso ai documenti amministrativi.

  • art. 22, comma 1, lett. b), l. 241/1990

    Richiede un interesse diretto, concreto e attuale, corrispondente a una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento richiesto; il TAR lo ha ravvisato nella posizione della persona infortunata che intende valutare un'azione risarcitoria.

  • art. 25 l. 241/1990

    Il decorso inutilmente del termine di trenta giorni sull'istanza di accesso determina il diniego tacito impugnabile.

  • art. 5 d.lgs. 33/2013

    È indicato quale base normativa dell'istanza di accesso, senza che la decisione sviluppi uno specifico esame dell'accesso civico.

  • art. 35 d.lgs. 36/2023

    È indicato quale base normativa dell'istanza relativa agli atti della procedura di gara; la decisione non ne svolge un'autonoma interpretazione.

  • art. 2051 c.c.

    Individua il possibile giudizio risarcitorio per il quale la documentazione è stata richiesta a fini difensivi.

Massime di principio

  • L'interesse all'accesso documentale è diretto, concreto e attuale quando il richiedente abbia subito un danno o un infortunio in relazione alla situazione cui si riferiscono i documenti e intenda utilizzarli per valutare o promuovere un'azione risarcitoria.
  • Un'istanza di accesso è adeguatamente motivata se indica il collegamento tra i documenti richiesti e le specifiche esigenze difensive, illustrando in modo plausibile quale utilità probatoria ciascuna categoria documentale potrebbe avere nel successivo giudizio.
  • La richiesta di accesso è sufficientemente determinata quando delimita con precisione l'area, il fatto e la documentazione di interesse, evitando una richiesta esplorativa o generalizzata; la limitazione territoriale e funzionale può ridurre il sacrificio degli interessi dei controinteressati.
  • La tutela dell'accesso difensivo può essere assicurata mediante l'oscuramento o l'espunzione delle parti contenenti segreti tecnici o commerciali e altre informazioni non essenziali, quando tali parti non siano necessarie alla tutela giudiziaria del richiedente.
  • L'amministrazione deve consentire l'accesso a documenti di cui sia comprovata la sicura esistenza e che siano nella sua disponibilità, anche se tali documenti non risultano pubblicati nella BDNCP.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleAccesso difensivoAccesso agli atti di garaDecisione e riti speciali
RamiAccesso e trasparenzaContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereTrasparenza e pubblicitàTutela del terzo

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