Cassazione Penale, Sentenza n. 15450/2023 del 13/04/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di condanna per gestione illecita di rifiuti (deposito non autorizzato di 300 m3 di terre e rocce da scavo). Hanno contestato la qualificazione del materiale come "rifiuto" piuttosto che "sottoprodotto", la corretta decorrenza del termine massimo per il deposito temporaneo (sostenendo che il termine di un anno dovesse decorrere dalla produzione delle terre a fine settembre 2017) e la valutazione delle prove (conflitto tra documenti e dichiarazioni testimoniali). Hanno inoltre censurato la motivazione e la misura della pena (ritenuta eccessiva e non adeguatamente motivata).
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso in tutte le sue parti. Ha ritenuto che il Tribunale di Lagonegro avesse correttamente valutato la documentazione dibattimentale (verbale di inizio lavori, dichiarazione dell'impresa del 10/7/2017) e dunque che le operazioni di scavo fossero iniziate già a luglio 2017, smentendo la ricostruzione testimonialmente proposta dai ricorrenti. La Corte ha poi confermato che, per quantitativi superiori a 30 m3, il deposito temporaneo è compatibile solo se la durata non supera il trimestre; nel caso di specie il deposito di 300 m3 si è protratto ben oltre tale termine e in luogo non funzionalmente collegato al sito di produzione, escludendo pertanto l'applicazione della disciplina derogatoria sul deposito temporaneo. È stata ritenuta corretta anche la qualificazione del materiale come rifiuto, atteso l'assenza di "piano di utilizzo" o di "dichiarazione di utilizzo" richiesti dal d.P.R. n. 120/2017. Infine la Corte ha considerato la pena (3.000 euro di ammenda per ciascuno) congrua e adeguatamente motivata, non suscettibile di censura in questa sede.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020
art. 23, comma 8, D.L. n. 137 del 2020
Riferimento procedurale per il trattamento del ricorso (modalità di trattazione).
art. 110 cod. pen.
Ricorso per il concorso di persone nel reato: i coniugi sono stati ritenuti corresponsabili come committenti/proprietari.
art. 256, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 152/2006
art. 256, comma 1, lett. a), d.lgs. n. 152 del 2006
Norma sanzionatoria sulla gestione illecita di rifiuti: il deposito senza autorizzazione costituisce reato.
art. 183, comma 1, lett. bb), d.lgs. n. 152/2006
art. 183, comma 1, lett. bb), d.lgs. n. 152 del 2006
Definizione legale di "deposito temporaneo"; la Corte ha richiamato i requisiti per la liceità del deposito temporaneo.
artt. 21 e 23, d.P.R. n. 120/2017
art. 21 e art. 23, d.P.R. n. 120 del 2017
Disciplinano il deposito temporaneo e la dichiarazione di utilizzo per le terre e rocce da scavo; rilevanti per stabilire termini e condizioni per qualificare il materiale come sottoprodotto o rifiuto.
art. 4, comma 2, d.P.R. n. 120/2017
art. 4, comma 2, d.P.R. n. 120 del 2017
Stabilisce i presupposti per la qualificazione delle terre e rocce da scavo come "sottoprodotti"; la Corte ha rilevato l'assenza del "piano di utilizzo" o della "dichiarazione di utilizzo".
art. 9, d.P.R. n. 120/2017
art. 9, d.P.R. n. 120 del 2017
Prevede il "piano di utilizzo" necessario per qualificare i materiali come sottoprodotti; la sua mancanza ha inciso sulla qualificazione come rifiuto.
art. 185, comma 1, lett. c), d.lgs. n. 152/2006
art. 185, comma 1, lett. c), d.lgs. n. 152 del 2006
Criteri per la qualificazione del materiale come rifiuto; la Corte ha ritenuto che non fosse certa l'integrale riutilizzazione del materiale nello stato naturale e nello stesso sito.
art. 533 cod. proc. pen.
Richiamato dalla difesa in relazione al vizio di motivazione/sul giudizio di responsabilità; la Corte ha ritenuto che la motivazione del Tribunale fosse esauriente e congrua rispetto all'adempimento dell'onere probatorio.
artt. 132 e 133 cod. pen.
artt. 132 e 133 cod. pen.
Norme sul regime sanzionatorio e sui criteri per la determinazione della pena; la Corte ha ritenuto la motivazione sulla pena adeguata e non manifestamente illogica, anche se non ha dettagliato tutti i criteri espressamente nel dispositivo.
Massime di principio
- Il deposito temporaneo di terre e rocce da scavo è una deroga e va interpretato restrittivamente: per quantitativi superiori a 30 m3 la giurisprudenza richiede che la durata non superi tre mesi affinché possa ritenersi "temporaneo".
- Il luogo del deposito deve essere il sito di produzione o un luogo funzionalmente collegato e nella disponibilità del produttore; il deposito in luogo diverso e non collegato tende a escludere la liceità del deposito temporaneo.
- La qualificazione delle terre e rocce come "sottoprodotto" richiede documentazione formale (es. "piano di utilizzo" o "dichiarazione di utilizzo"), la sola intenzione o dichiarazione verbale non è sufficiente per escludere la qualità di rifiuto.
- L'onere della prova circa la liceità del deposito temporaneo grava sul produttore dei rifiuti: in giudizio la documentazione prevale sulla mera testimonianza contraria quando risulti documentata l'effettiva produzione e gestione.
- Le contestazioni basate su ricostruzioni alternative dei fatti e su conflitti tra prova documentale e testimoniale vengono normalmente decise a favore della documentazione probatoria chiara; contestazioni generiche alla motivazione sono spesso inammissibili.
- Sulla misura della pena, se il giudice di merito motiva congruamente e la pena è vicina al minimo edittale, la Corte di legittimità opera un sindacato limitato e difficilmente modifica il trattamento sanzionatorio salvo vizi evidenti.
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