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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43744/2024 del 29/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Milano che ha confermato responsabilità e condanne per ricettazione di pezzi di autovetture (diversi capi B.*). Le doglianze principali sono: omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione circa l'elemento soggettivo (dolo) della ricettazione; carenza della prova dell'elemento oggettivo (identificazione dei pezzi e provenienza delittuosa); richiesta di riqualificazione in incauto acquisto (art. 712 c.p.) per assenza di consapevolezza; travisamento della prova (es. uso di vettura troppo piccola per il trasporto, interpretazione dei tracciati GPS); omissione di valutazione di circostanze attenuanti generiche; e vizio nella quantificazione degli aumenti di pena per continuazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi: il ricorso a firma dell'avv. Romualdi per Colombo è stato dichiarato infondato e respinto; il ricorso di Tramontano è stato dichiarato inammissibile (manifestamente infondato). La Cassazione ha ritenuto congrua e sufficiente la motivazione della Corte territoriale, che ha valutato globalmente elementi indiziari (conversazioni intercettate, tracciati GPS, celle telefoniche, modalità di occultamento, natura dei fornitori) idonei a dimostrare la consapevolezza della provenienza furtiva. Sono confermate le condanne per ricettazione e le rideterminazioni della pena operate in appello; a carico di Colombo è stata disposta la condanna al pagamento delle spese processuali del giudizio di legittimità; analoga condanna per Tramontano in caso di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen. (ricettazione)

    Il dolo specifico della ricettazione (consapevolezza della provenienza delittuosa o accettazione del rischio) può essere provato anche per via indiziaria; non è necessario ricostruire in tutti i dettagli il furto presupposto, è sufficiente individuare la tipologia del reato presupposto mediante prove logiche e caratteristiche del bene

  • art. 712 cod. pen. (incauto acquisto)

    Distinto dalla ricettazione per il diverso elemento psicologico: si tratta di colpa (mera mancanza di diligenza) e non di dolo. Per qualificare il fatto come incauto acquisto bisogna escludere la consapevolezza della provenienza illecita

  • art. 606 cod. proc. pen. (lett. b) ed e) )

    Le censure di cassazione devono riguardare violazioni di legge o omessa/contraddittoria motivazione; la Corte ha ritenuto che la motivazione dei giudici di merito fosse adeguata e non affetta da manifesta illogicità

  • art. 533 e art. 192, comma 2, cod. proc. pen. (processo indiziario / onere motivazionale)

    In processo indiziario ogni elemento va valutato nella sua certezza e intrinseca valenza; la prova può emergere da una valutazione globale e sinergica di elementi precisi, gravi e concordanti, come fatto dalla Corte territoriale

  • art. 81 cod. pen. (continuazione)

    Per l'aumento di pena per continuazione il giudice deve applicare i criteri di art. 133; quando l'aumento è modesto e la pena finale non distante dal minimo, è sufficiente una motivazione sintetica di congruità

  • art. 133 cod. pen. (criteri di applicazione della pena)

    Usato per giustificare la congruità della pena complessiva e degli aumenti per continuazione; la Corte ha ritenuto adeguata la motivazione in termini generici

  • art. 110 cod. pen. (concorso di persone nel reato)

    La Corte ha osservato che la responsabilità di più soggetti per beni differenti o per fatti con oggetto non identico non configura necessariamente duplicazione o errore di contestazione in assenza di elementi che dimostrino la identità materiale della stessa res

  • art. 62-bis cod. pen. (circostanze attenuanti generiche)

    Dopo la modifica normativa non è più sufficiente la sola incensuratezza per ottenere la diminuente: occorrono elementi di segno positivo che giustifichino la mitigazione; la Corte ha ritenuto le argomentazioni difensive generiche e insufficienti

  • art. 611 cod. proc. pen. e norme emergenziali (richiesta trattazione orale)

    Richiamate le norme procedurali che regolano la trattazione orale; in uno dei ricorsi l'istanza era stata presentata ma poi rinunciata

Massime di principio

  • In casi di ricettazione la prova del dolo può essere fornita con elementi indiziari concatenati (conversazioni intercettate, tracciati GPS, celle telefoniche, modalità di occultamento, rapporto con fornitori notoriamente dediti al furto); la mancanza di ritrovamento fisico dell'oggetto non è di per sé decisiva
  • La differenza tra ricettazione e incauto acquisto è essenzialmente soggettiva: per riqualificare in incauto acquisto è necessario dimostrare l'assenza di consapevolezza della provenienza illecita; mere spiegazioni generiche o la professione del soggetto (es. meccanico) non bastano se i fatti indicano altrimenti
  • Nel processo indiziario il giudice deve valutare singolarmente e poi globalmente gli indizi: elementi isolati ambigui possono, considerati congiuntamente e se precisi, gravi e concordanti, raggiungere il grado di prova richiesto
  • Per le attenuanti generiche non è più sufficiente richiamare l'assenza di precedenti; occorrono circostanze positive concrete e specifiche per giustificare una diminuente
  • In Cassazione rilevano errori di diritto o vizi motivazionali gravi e manifesti; doglianze meramente prospettiche o basate su rivalutazione dei fatti sono difficilmente accolte se la motivazione di merito è articolata e aderente alle risultanze probatorie
  • La procedibilità (es. querela per il furto presupposto) è requisito processuale non sostanziale: la sua mancanza non elimina la valutabilità della provenienza furtiva ai fini della ricettazione

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