Sentenza n. 380/2026 - Milano, Sezione 3
per l’annullamento del provvedimento emesso dallo sportello unico per l’immigrazione di -OMISSIS- in data 22/12/2021, notifica effettuata in data 11/07/2022.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: revoca del nulla osta per l’assunzione con contratto di soggiorno per lavoro subordinato domestico
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento dello Sportello unico per l’immigrazione che aveva revocato il nulla osta al lavoro subordinato domestico, rilasciato in suo favore il 9 luglio 2021 e revocato con atto del 22 dicembre 2021, notificato l’11 luglio 2022. Il testo non riporta il contenuto dei motivi di ricorso. Nelle more del giudizio, il ricorrente ha ottenuto un permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato e ha dichiarato il sopravvenuto venir meno dell’interesse alla prosecuzione del giudizio.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, rilevando che il ricorrente aveva espressamente dichiarato di non avere più interesse alla decisione e che il rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato aveva documentato il venir meno dell’utilità concreta della pronuncia. La decisione è stata adottata ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese sono state compensate, considerata la natura processuale della pronuncia e l’assenza di difese sostanziali dell’Amministrazione.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Consente di dichiarare improcedibile il ricorso quando, per sopravvenute ragioni, viene meno l’interesse alla decisione; nel caso concreto, il venir meno dell’interesse è stato riconosciuto sulla base della dichiarazione del ricorrente e del successivo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento della tutela dell’anonimato e dell’oscuramento delle generalità del ricorrente.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell’oscuramento delle generalità del ricorrente.
Massime di principio
- Il ricorso amministrativo è improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse quando, nelle more del giudizio, il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione e risulta documentato il venir meno dell’utilità concreta della pronuncia richiesta.
- Il rilascio, nelle more del giudizio, di un titolo amministrativo che assicura la posizione sostanziale perseguita dal ricorrente può determinare il sopravvenuto difetto di interesse all’annullamento dell’atto precedentemente impugnato.
- In presenza di una pronuncia meramente processuale e di assenza di difese sostanziali dell’amministrazione, le spese di giudizio possono essere compensate.
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