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Risoluzione

Risoluzione n. 287 del 11/10/2007

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’Agenzia conferma che i lavori di restauro e ristrutturazione del teatro comunale rientrano tra quelli agevolati con IVA al 10% e precisa che lo stesso trattamento può estendersi ai rapporti tra consorziati e società consortile, se le prestazioni sono connesse all’appalto principale. Esclude, invece, l’agevolazione per le prestazioni di progettazione rese autonomamente.

Applicazione dell’aliquota IVA del 10% ai rapporti di appalto e consortili per lavori di restauro e ristrutturazione

Applicazione dell’IVA agevolata nei lavori di restauro e ristrutturazione

La risoluzione esamina un interpello relativo all’applicazione dell’art. 16 del D.P.R. n. 633/1972 in un appalto pubblico per la progettazione esecutiva e l’esecuzione di lavori di restauro e ristrutturazione di un teatro comunale. Il documento chiarisce quando possa applicarsi l’aliquota IVA del 10% sia nel rapporto principale di appalto, sia nei rapporti interni tra consorziati e società consortile.

Fatti sottoposti all’interpello

Il Comune ha aggiudicato la gara a più soggetti: ALFA S.r.l., BETA S.r.l., GAMMA S.r.l. e a un professionista architetto. Il contratto è stato stipulato tramite un’ATI con mandato con rappresentanza nei confronti dell’ente appaltante. Inoltre, due imprese del raggruppamento hanno costituito una società consortile a responsabilità limitata, denominata DELTA S.c.a r.l., ai sensi dell’art. 96 del D.P.R. 21 dicembre 1999.

Le imprese appaltatrici emettono fattura verso il Comune per la quota di lavori di rispettiva competenza, applicando l’aliquota IVA del 10% richiamando il n. 127-quaterdecies della Parte III della Tabella allegata al decreto IVA, poiché le opere rientrerebbero negli interventi di cui alle lettere c), d) ed e) dell’art. 31, comma 1, della legge n. 457/1978. La società consortile, a sua volta, fattura ai consorziati per l’esecuzione parziale delle opere edili, con successivo riaddebito pro quota.

Il quesito riguarda la possibilità per la società consortile di applicare nelle fatture emesse ai consorziati il medesimo trattamento IVA agevolato già utilizzato nei confronti dell’ente appaltante.

Posizione prospettata dall’istante

Secondo l’istante, l’ambito oggettivo della norma agevolativa consentirebbe di applicare l’aliquota IVA del 10% sia nei rapporti tra ente appaltante e appaltatori, sia nei rapporti tra i consorziati-appaltatori e la società consortile. L’agevolazione dovrebbe quindi seguire la natura dei lavori, indipendentemente dalla specifica struttura dei rapporti interni al raggruppamento.

Valutazioni dell’Agenzia sulle opere e sull’appalto principale

L’Agenzia rileva che dalla documentazione emerge un’autorizzazione dell’autorità competente alla realizzazione di lavori di restauro e ristrutturazione del teatro comunale. Tali interventi vengono ricondotti alle lettere c) e d) dell’art. 31, comma 1, della legge n. 457 del 1978, per le quali il n. 127-quaterdecies della Parte III della Tabella IVA prevede l’aliquota del 10%.

Ne consegue che i presupposti per l’applicazione dell’aliquota agevolata risultano integrati nell’ambito dell’appalto principale tra l’ente appaltante e i soggetti appaltatori.

Limiti all’agevolazione per le prestazioni di progettazione

La risoluzione precisa che il trattamento IVA agevolato non si applica alle prestazioni di progettazione, salvo il caso in cui esse non siano rese autonomamente ma siano ricomprese nell’unico contratto di appalto avente ad oggetto la complessiva realizzazione dell’opera. In tal senso viene richiamata la risoluzione n. 168 del 24 dicembre 1999.

Trattamento IVA dei rapporti consortili

Per i rapporti tra società consortile e consorziati, l’Agenzia richiama la risoluzione n. 229 del 21 agosto 2007, che affronta una fattispecie analoga. Viene precisato che per individuare il trattamento IVA delle somme addebitate dalla società consortile ai consorziati occorre verificare la natura giuridica del rapporto:

  • se il rapporto è riconducibile a un mandato senza rappresentanza, si applica il medesimo trattamento fiscale previsto nel rapporto tra mandatario e terzo, ai sensi dell’art. 3, comma 3, terzo periodo, del decreto IVA;
  • se invece il rapporto consiste in una generica obbligazione di fare, si applica l’aliquota propria del bene o dell’opera realizzata dalla società consortile.

L’Agenzia richiama inoltre il principio della circolare n. 19 del 1 marzo 2001, par. 2.2.12, secondo cui l’agevolazione IVA prevista per l’appalto principale può estendersi anche ai subappalti relativi a parte dei lavori di costruzione del bene oggetto dell’appalto. Tale principio viene ritenuto applicabile anche ai rapporti consortili.

Conclusione dell’Amministrazione finanziaria

L’Agenzia conclude che, in presenza di rapporti di natura consortile, l’aliquota IVA ridotta applicabile nel rapporto principale di appalto tra ente appaltante e consorziati può trovare applicazione anche nel rapporto tra consorziati e società consortile, poiché l’attività di quest’ultima concorre al risultato finale delle opere oggetto dell’appalto principale. La risposta è resa ai sensi dell’art. 4, comma 1, ultimo periodo del D.M. 26 aprile 2001, n. 209.

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