Sentenza n. 2715/2026 - Roma, Sezione 4
per l'annullamento della sollecitazione alla domanda di partecipazione per l’affidamento del “Servizio di distribuzione delle attività commerciali e ristorative da intendersi come somministrazione al pubblico e la vendita di bevande, alimenti e altri prodotti anche non alimentari” da svolgersi nei Lotti nn. 520, 521, 522, 523, 524, 525 (Tabella A) pubblicata da Autostrade per l’Italia S.p.A in data 15 aprile 2025; ove occorrer possa, della delibera dell’Autorità dei Trasporti – ART n. 1 dell’11 gennaio 2023 a conclusione del procedimento avviato con delibera n. 77/2021, unitamente all’Allegato A e al relativo Annesso 1 nonché alla relazione istruttoria e alla relazione sull’analisi di impatto della regolazione; ove occorrer possa, del decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – MIT e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – MASE del 5 luglio 2024 n. 181 unitamente agli allegati Piano di ristrutturazione della rete delle aree di servizio presenti sui sedimi autostradali e Documento di analisi procedurale; di tutti gli atti presupposti, connessi, collegati e/o consequenziali, antecedenti e/o successivi, ancorché non conosciuti.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sollecitazione alla domanda di partecipazione per l'affidamento delle subconcessioni relative ai servizi commerciali e di ristorazione nei lotti autostradali indicati, nonché, in via derivata, gli atti presupposti regolatori e ministeriali
Esito
Favorevole al resistente (stazione appaltante)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'impresa ricorrente ha impugnato la sollecitazione alla domanda di partecipazione pubblicata dalla società concessionaria autostradale per l'affidamento, mediante procedura a evidenza pubblica, delle subconcessioni relative alla distribuzione di attività commerciali e ristorative. Il ricorso era fondato essenzialmente su vizi di illegittimità derivata della sollecitazione, asseritamente conseguenti all'illegittimità della delibera dell'Autorità di regolazione dei trasporti n. 1/2023 e del decreto interministeriale n. 181/2024, richiamati e recepiti nell'atto impugnato. Nel corso del giudizio il Consiglio di Stato, con sentenza n. 9699 del 2025, ha respinto l'appello contro la sentenza del TAR Piemonte n. 412 del 2024, confermando la legittimità delle misure previste dalla delibera dell'Autorità di regolazione dei trasporti. Successivamente la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione del ricorso e ha chiesto la declaratoria di improcedibilità, con compensazione delle spese.
La decisione
Il TAR ha preso atto della dichiarazione della ricorrente e della sopravvenuta carenza di interesse, determinata anche dall'intervenuta conferma, da parte del Consiglio di Stato, della legittimità delle misure contenute nella delibera dell'Autorità di regolazione dei trasporti presupposta alla sollecitazione. Il ricorso è stato quindi dichiarato improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esame nel merito dei vizi dedotti. Le spese di lite sono state compensate in ragione della definizione in rito.
Massime di principio
- La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, dichiarata dalla parte ricorrente e rilevata dal giudice, determina l'improcedibilità del ricorso quando non residui un'utilità concreta e attuale conseguibile mediante la pronuncia di merito.
- La sopravvenuta conferma giudiziale della legittimità di un atto presupposto può concorrere a far venir meno l'interesse alla prosecuzione dell'impugnazione dell'atto consequenziale fondata esclusivamente su vizi derivati.
- Quando il giudizio è definito per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non è tenuto a esaminare nel merito i vizi di legittimità dedotti contro l'atto impugnato.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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