Sentenza n. 1092/2026 - Venezia, Sezione 3
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio serbato dal Comune sull’istanza di proroga della validità dell’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto NIN2033, con domanda di accertamento del silenzio-assenso e, in subordine, di condanna a provvedere
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente ha chiesto, in via principale, l’accertamento della formazione del silenzio-assenso sull’istanza di proroga della validità dell’autorizzazione alla realizzazione dell’impianto NIN2033, presentata al Comune il 2 dicembre 2025, nonché dell’inadempimento dell’amministrazione all’obbligo di provvedere. Ha inoltre chiesto, in via principale, l’accertamento della fondatezza dell’istanza e l’adozione del provvedimento in luogo dell’amministrazione, ovvero la condanna del Comune a provvedere entro un termine, con nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. In subordine, ha domandato il solo accertamento dell’illegittimità del silenzio e la condanna a provvedere.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Dopo la proposizione del ricorso, il Comune, con provvedimento del 23 aprile 2026, ha concesso la proroga dell’autorizzazione fino al 25 novembre 2026. Tale sopravvenienza ha eliminato l’interesse della ricorrente alla decisione sulle domande relative al silenzio, alla formazione del silenzio-assenso e all’obbligo di provvedere. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in considerazione della richiesta della ricorrente e della mancata costituzione delle amministrazioni intimate.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
es. art. 60 cod. proc. amm.
Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previa avvertenza alle parti nella camera di consiglio.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibile per sopravvenuta carenza d’interesse
È stato applicato perché il provvedimento comunale sopravvenuto ha soddisfatto l’interesse sostanziale perseguito dalla ricorrente, rendendo non più utile la decisione sulle domande proposte.
Massime di principio
- La sopravvenuta adozione, da parte dell’amministrazione, del provvedimento richiesto dal ricorrente determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse quando elimina l’utilità concreta e attuale della decisione giudiziale.
- Nel giudizio avverso il silenzio, l’adozione del provvedimento amministrativo richiesto durante il processo fa venir meno l’interesse alla pronuncia sull’obbligo di provvedere e sulla formazione del silenzio-assenso, salvo che residui uno specifico interesse alla decisione su ulteriori questioni non soddisfatte.
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