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Ordinanza

Ordinanza n. 809/2026 - Roma, Sezione 1B

per l'annullamento -dell'Atto Dispositivo n. -OMISSIS- del 18.07.2023” adottato dal 1° Reggimento Aviazione dell'Esercito "-OMISSIS-" in pari data, notificato al ricorrente in data 20.07.2023, con il quale la Amministrazione disponeva “che al Col.-OMISSIS-, nato a -OMISSIS-, venga attribuito il premio antiesodo di € 16.2-OMISSIS-,39 (sedicimiladuecentosessantotto/39), oltre interessi legali decorrenti dal raggiungimento dei limiti di età per la cessazione dal servizio”; -di ogni altro atto o provvedimento presupposto, connesso o conseguente;

Giustizia amministrativa202314370

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: Atto dispositivo del 18 luglio 2023 con cui è stato attribuito al ricorrente un premio antiesodo di importo determinato dall'Amministrazione

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'atto dispositivo adottato da un Reggimento dell'Aviazione dell'Esercito e notificato il 20 luglio 2023, chiedendone l'annullamento insieme agli atti presupposti, connessi e conseguenti. Dal testo dell'ordinanza non risultano specificati i motivi di legittimità dedotti né le censure rivolte alla quantificazione o ai presupposti dell'attribuzione del premio antiesodo.

La decisione

Il TAR non ha definito il giudizio e non ha deciso sulla legittimità dell'atto impugnato. Ritenute necessarie, per esigenze di celerità, effettività e concentrazione del giudizio, ulteriori acquisizioni documentali, ha disposto incombenti istruttori ai sensi degli artt. 46, comma 2, e 65, comma 3, c.p.a., nonché dell'art. 2, comma 2, c.p.a. Ha ordinato al Ministero della Difesa di depositare entro 30 giorni dalla comunicazione dell'ordinanza il provvedimento impugnato, gli atti del procedimento e ogni ulteriore chiarimento o documento utile ai fini della decisione. Ha inoltre disposto la comunicazione dell'ordinanza e l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

Norme richiamate

  • art. 46, comma 2, c.p.a.

    Richiamato quale base normativa per la richiesta di deposito e acquisizione degli atti necessari alla decisione.

  • art. 65, comma 3, c.p.a.

    Richiamato quale fondamento del potere istruttorio esercitato dal giudice amministrativo.

  • art. 2, comma 2, c.p.a.

    Richiamato in relazione all'ordine rivolto all'Amministrazione di depositare il provvedimento, gli atti del procedimento e i chiarimenti utili.

  • art. 1 c.p.a.

    Richiamato in relazione alle esigenze di celerità, effettività e concentrazione del giudizio.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Posto a fondamento dell'oscuramento delle generalità a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla disciplina nazionale sulla protezione dei dati personali, a sostegno dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando gli atti e gli elementi già acquisiti non sono sufficienti per decidere il ricorso, il giudice amministrativo può ordinare all'amministrazione il deposito del provvedimento impugnato, degli atti del procedimento e di ogni chiarimento o documento utile, fissando un termine per l'adempimento.
  • L'esercizio dei poteri istruttori può essere giustificato da esigenze di celerità, effettività e concentrazione del giudizio, anche in funzione della piena conoscenza del materiale amministrativo rilevante.

Come è indicizzato

MaterieIstruttoria processuale
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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