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Sentenza

Sentenza n. 624/2026 - Torino, Sezione 1

per l’annullamento - del provvedimento del -OMISSIS- prot. n. -OMISSIS- (notificato il 21/05/2025), a mezzo del quale il Questore della Provincia di Torino ha respinto l’istanza proposta da -ricorrente- in data 29/11/2023, diretta alla conversione del permesso di soggiorno per protezione temporanea ex art. 20 d.lgs. 286/1998, precedentemente rilasciatogli, in permesso di soggiorno per lavoro subordinato; - di ogni altro atto e/o provvedimento connesso e/o presupposto e/o consequenziale, ancorché non conosciuto;

Giustizia amministrativa202501397

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della conversione del permesso di soggiorno per protezione temporanea in permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento con cui il Questore di Torino aveva respinto l’istanza presentata il 29 novembre 2023 per la conversione del permesso di soggiorno per protezione temporanea, rilasciato ai sensi dell’art. 20 d.lgs. 286/1998, in permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Il TAR aveva accolto la domanda cautelare e sospeso gli effetti esecutivi del diniego, ai fini del riesame dell’istanza. Prima dell’udienza di merito, l’Amministrazione ha depositato il provvedimento con cui la Questura ha revocato in autotutela l’atto impugnato, unitamente a una relazione informativa nella quale dichiarava che sarebbe stato rinnovato il permesso di soggiorno del ricorrente.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a., ritenendo che la revoca in autotutela del diniego e il prospettato rinnovo del titolo di soggiorno avessero integralmente soddisfatto l’interesse dedotto in giudizio e fatto venir meno la posizione di contrasto tra le parti. Le spese sono state integralmente compensate, in ragione della peculiarità della vicenda e del comportamento dell’Amministrazione, con salvezza del rimborso al ricorrente del contributo unificato eventualmente versato alle condizioni di legge.

Norme richiamate

  • art. 20 d.lgs. 286/1998

    Individua il titolo di soggiorno per protezione temporanea precedentemente rilasciato al ricorrente.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente al giudice di dichiarare cessata la materia del contendere quando la pretesa del ricorrente risulta integralmente soddisfatta in corso di giudizio.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il presupposto per l’oscuramento delle generalità del ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quale ulteriore base normativa per la tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • La revoca in autotutela del provvedimento impugnato, accompagnata dall’effettiva o prospettata adozione dell’atto satisfattivo richiesto, determina la cessazione della materia del contendere quando comporta l’integrale soddisfazione dell’interesse dedotto in giudizio e il venir meno della posizione di contrasto tra le parti.
  • La dichiarazione di cessata materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. presuppone una sopravvenienza amministrativa idonea a realizzare concretamente il bene della vita perseguito dal ricorrente, non il solo venir meno formale dell’atto impugnato.
  • La peculiarità della vicenda e il comportamento dell’amministrazione possono giustificare la compensazione integrale delle spese, fermo il rimborso del contributo unificato eventualmente versato quando ne ricorrano le condizioni di legge.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoAutotutelaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaSopravvenuta carenza di interesse

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