Cassazione Penale, Sentenza n. 18660/2022 del 11/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti erano accusati di truffa aggravata in concorso per avere, mediante artifizi e raggiri, indotto Montorsi Pierluigi, legale rappresentante di una SRL, a consegnare loro merce alimentare di rilevante valore senza corrispondere il prezzo. La vicenda comprendeva due consegne effettive e una terza tentata sventata dai Carabinieri. Bianchi sosteneva di essersi limitato ad accompagnare Celentano e di essere in buona fede; Celentano sosteneva che si trattava di una controversia commerciale (contestazioni di qualità, nota di credito, richiesta di pagamento con assegno post-datato) e non di un raggiro.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi e ha confermato le sentenze di merito che avevano ritenuto i due imputati colpevoli di truffa aggravata. La Corte ha ritenuto congrua e non manifestamente illogica la motivazione della Corte d'appello, ha escluso la possibilità di un riesame dei fatti in sede di legittimità e ha ritenuto integrata l'aggravante per danno patrimoniale di rilevante entità (valore complessivo delle fatture inevase attestato in circa €13.500). I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a versare €3.000 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 533 cod. proc. pen.
Invocato dai ricorrenti come vizio di motivazione; la Corte ha ritenuto che non sussistesse un vizio formale o una mancanza di motivazione tale da giustificare l'annullamento e che le censure tentavano invece un nuovo giudizio di fatto.
legge 20 febbraio 2006 n. 46
Richiamata per il principio che la Corte di Cassazione è giudice della motivazione e non del fatto: la riforma limita il sindacato di merito in cassazione, consentendo la censura solo per mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione.
Giurisprudenza: Cass. Sez. 6, n. 13809 del 17/03/2015
Cita il principio consolidato secondo cui non sono deducibili in cassazione censure che chiedono una diversa valutazione del materiale probatorio; la Corte non può sostituirsi al giudice del merito nella valutazione della persuasività delle prove.
Massime di principio
- In cassazione non si ottiene successo limitandosi a chiedere una diversa valutazione delle prove: bisogna dimostrare mancanza, manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione
- Le contestazioni che riproducono pedissequamente i motivi di merito sono generalmente inammissibili; è necessario segnalare un errore giuridico o un vizio formale nella motivazione
- Comportamenti come la firma sulla ricevuta di ritiro della merce e circostanze oggettive (es. luogo di consegna diverso dalla sede dichiarata) possono essere ritenuti elementi idonei a dimostrare la consapevolezza del concorrente nella truffa
- Per far valere che si tratta di una controversia commerciale (e non di truffa) occorre documentare chiaramente il rapporto commerciale, le contestazioni di qualità, le note di credito e gli accordi di pagamento; mere affermazioni non sono sufficienti
- L'entità del danno patrimoniale concreto (valore delle fatture inevase) può integrare l'aggravante e incidere sulla qualificazione del reato
- Il diniego delle attenuanti generiche e il trattamento sanzionatorio possono essere motivati dalla reiterazione della condotta e da precedenti penali specifici; dimostrare il contrario richiede elementi probatori chiari
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