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Sentenza

Sentenza n. 6521/2026 - Roma, Sezione 3B

per l'annullamento del decreto del Ministro dell''Interno in data -OMISSIS- notificato in data -OMISSIS- di rigetto dell’istanza di cittadinanza italiana prot. n. -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202004555

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto del Ministro dell'Interno di rigetto dell'istanza di cittadinanza italiana per naturalizzazione

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedente cittadinanza)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego di cittadinanza fondato su informazioni dei servizi di sicurezza relative alla sua presunta partecipazione, nel 2014, a iniziative di un'associazione interculturale ritenuta riconducibile a un movimento separatista curdo, nonché al suo presunto ruolo di responsabile locale dell'organizzazione e al coinvolgimento in attività di finanziamento del movimento. Dalla documentazione riservata acquisita in giudizio è emerso il fondamento informativo del diniego. Il ricorrente ha dedotto l'illogicità e la contraddittorietà dell'azione amministrativa, evidenziando di avere ottenuto lo status di rifugiato, il ricongiungimento familiare e permessi di soggiorno per lavoro autonomo, di risiedere stabilmente in Italia da circa venti anni, di avere costituito una famiglia, di avere svolto attività lavorativa regolare e di non avere mai creato problemi di ordine pubblico o sicurezza. Ha inoltre contestato la mancata adeguata considerazione, nella valutazione complessiva, degli elementi favorevoli già noti all'amministrazione.

La decisione

Il ricorso è stato accolto nei limiti dell'ordine di riesame. Il TAR ha ritenuto fondato il vizio di illogicità e contraddittorietà dell'azione amministrativa, poiché le ragioni di sicurezza nazionale poste a fondamento del diniego risultavano in conflitto con precedenti valutazioni della stessa amministrazione: riconoscimento dello status di rifugiato, ricongiungimento familiare, rilascio di permessi di soggiorno per lavoro autonomo e tollerata stabile residenza in Italia per circa venti anni senza rilievi di ordine pubblico o sicurezza. Tali elementi avrebbero dovuto essere considerati mediante una corretta istruttoria e una valutazione complessiva della posizione del richiedente. Il giudice non ha sostituito la propria valutazione a quella amministrativa sulla sussistenza delle ragioni di sicurezza nazionale, ma ha imposto un nuovo esame della domanda. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Posto a fondamento dell'ordine di oscuramento delle generalità e dei dati sensibili in caso di diffusione del provvedimento.

  • art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale ulteriore fondamento dell'oscuramento dei dati personali particolari.

  • art. 2-septies d.lgs. 196/2003

    Richiamato, nella versione modificata dal d.lgs. 101/2018, a sostegno dell'ordine di oscuramento dei dati sensibili.

Massime di principio

  • Nel procedimento di concessione della cittadinanza per naturalizzazione, le ragioni di sicurezza nazionale possono prevalere sull'interesse del richiedente, ma il diniego deve fondarsi su una valutazione complessiva, logicamente coerente e adeguatamente istruita della sua posizione.
  • Sussiste illogicità e contraddittorietà dell'azione amministrativa quando un diniego di cittadinanza fondato su ragioni di sicurezza non considera adeguatamente precedenti valutazioni favorevoli della stessa amministrazione, quali il riconoscimento dello status di rifugiato, il ricongiungimento familiare, il rilascio di titoli di soggiorno per lavoro e una lunga residenza stabile senza rilievi di ordine pubblico.
  • L'annullamento del diniego di cittadinanza per difetto di coerenza e di corretta valutazione istruttoria comporta il riesame della domanda da parte dell'amministrazione, senza attribuire al giudice il potere di sostituirsi alla valutazione amministrativa in materia di sicurezza nazionale.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaMotivazione del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiEccesso di potereDifetto di istruttoriaDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

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