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Sentenza

Sentenza del 18/01/2017 n. 1103 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva annullato l'accertamento induttivo fondato principalmente sul consumo di vino e, secondo l'Ufficio, anche sul numero di tovaglioli inviati in lavanderia. Tali dati erano stati utilizzati per stimare il numero dei pasti serviti, i maggiori ricavi, il maggior reddito ai fini delle imposte dirette e dell'IRAP e la maggiore IVA dovuta. L'Agenzia sosteneva che il consumo di vino e il numero dei tovaglioli costituissero presunzioni gravi, precise e concordanti ai sensi del D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d), e degli artt. 2727 e 2729 c.c., lamentando inoltre un'insufficiente e contraddittoria motivazione della CTR.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ritenendo infondati entrambi i motivi. Ha chiarito che, in astratto, il consumo di vino e il numero dei tovaglioli possono essere utilizzati come indici presuntivi del numero dei pasti e dei ricavi. Tuttavia, la loro idoneità deve essere valutata concretamente dal giudice di merito. Nel caso specifico, la CTR aveva rilevato elementi oggettivi incompatibili con il calcolo dell'Ufficio: la presenza di vino sfuso, la necessità di considerare una media ponderata anziché aritmetica, il residuo di vino lasciato ai tavoli, l'incidenza molto ridotta delle bottiglie piccole e la vendita di bottiglie ai clienti. Questi elementi rendevano inattendibile la correlazione automatica tra vino acquistato, pasti serviti e ricavi. L'onere della prova gravava inizialmente sull'Ufficio e non si era verificato il trasferimento dell'onere di prova contraria al contribuente. Le spese sono state compensate, anche in considerazione della tardività del controricorso.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 39, comma 1, lett. d)

    Accertamento induttivo mediante presunzioni

    L'accertamento induttivo può fondarsi su presunzioni, ma gli elementi utilizzati devono essere concretamente attendibili e idonei a dimostrare maggiori ricavi o redditi.

  • Codice civile, art. 2727

    Le presunzioni sono le conseguenze che la legge o il giudice trae da un fatto noto per risalire a un fatto ignorato.

    Il consumo di vino o il numero di tovaglioli possono costituire fatti noti dai quali desumere il numero dei pasti, purché il collegamento logico sia adeguatamente dimostrato.

  • Codice civile, art. 2729

    Le presunzioni non stabilite dalla legge sono lasciate alla prudenza del giudice, il quale non deve ammettere che presunzioni gravi, precise e concordanti.

    Un singolo dato presuntivo o una correlazione meramente teorica non è sufficiente quando le caratteristiche concrete dell'attività ne riducono l'attendibilità. Gli indizi devono essere valutati nel loro complesso.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, nn. 3 e 5

    Ricorso per cassazione per violazione o falsa applicazione di norme di diritto e per vizio della motivazione

    La Corte di cassazione può controllare l'applicazione delle norme e la congruità della motivazione, ma non sostituisce la propria valutazione a quella del giudice di merito sugli elementi di prova, salvo motivazione illogica o insufficiente nei limiti consentiti.

  • Codice di procedura civile, art. 370

    Termini per il deposito del controricorso

    Il controricorso tardivo non è tempestivo; nel caso concreto, la tardività ha contribuito alla compensazione delle spese, senza incidere sull'esito favorevole della controversia.

Massime di principio

  • Gli accertamenti fiscali basati su consumi, acquisti o altri indici presuntivi sono astrattamente ammissibili, ma devono essere verificati alla luce delle concrete modalità di esercizio dell'attività.
  • Non è sufficiente applicare automaticamente una media statistica o una nota metodologica dell'Amministrazione finanziaria: occorre dimostrare che il parametro sia compatibile con le caratteristiche specifiche dell'impresa controllata.
  • Il consumo di una materia prima non coincide necessariamente con il numero delle prestazioni vendute, poiché possono esistere residui, sprechi, consumi interni, vendite autonome del prodotto, utilizzi per la preparazione dei cibi o differenze nelle abitudini della clientela.
  • La presenza di più indizi, come consumi e numero di tovaglioli, non li rende automaticamente gravi, precisi e concordanti: ciascun elemento deve essere attendibile e il loro collegamento deve essere logicamente dimostrato.
  • L'onere della prova resta inizialmente a carico dell'Amministrazione finanziaria. Solo quando gli elementi presuntivi risultano sufficientemente attendibili il contribuente è tenuto a fornire una prova contraria specifica.
  • In sede di legittimità la Corte di cassazione non rivaluta normalmente i fatti e le prove, ma verifica se la motivazione del giudice di merito sia coerente, non illogica e adeguatamente rapportata agli elementi oggettivi del caso.

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