Cassazione Penale, Sentenza n. 33562/2023 del 01/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Gli imputati impugnavano la sentenza d'appello che li aveva ritenuti promotori/organizzatori di un'associazione per delinquere finalizzata a truffe ai danni di produttori di latte, contestando: (1) il calcolo della prescrizione del reato associativo (dies a quo e sospensioni per emergenza COVID-19); (2) l'acquisizione al dibattimento della consulenza del dott. Marra, deceduto, senza contraddittorio e senza perizia d'ufficio; (3) l'assenza dei requisiti dell'associazione per delinquere (numero minimo di partecipanti, programmazione indeterminata di delitti, effettiva operatività della società); (4) il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, la determinazione della pena e la quantificazione delle statuizioni civili.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili per manifesta infondatezza e genericità. Ha ritenuto che: la prescrizione non era maturata prima della pronuncia impugnata (la sentenza d'appello è del 27/05/2022); la consulenza del dott. Marra non è stata decisiva per la condanna e la sua acquisizione era legittima alla luce delle norme processuali in caso di morte del consulente; la prova dell'esistenza dell'associazione è stata adeguatamente motivata sulla base della serialità dei reati-fine, dell'organizzazione societaria e delle modalità operative comuni; le censure sulle attenuanti, pena e risarcimento sono genericamente formulate e non superano il vaglio di legittimità. Conseguentemente i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
art. 507 cod. proc. pen.
Consente l'acquisizione al fascicolo del dibattimento di prove decisive raccolte in fase di indagine; interpretato in combinato disposto con l'art. 512 per giustificare l'acquisizione di atti/deposizioni la cui ripetizione è divenuta impossibile.
art. 512 cod. proc. pen.
Prevede la lettura delle scritture o delle memorie quando la ripetizione della prova è impossibile (es. morte del consulente); la Corte ha ritenuto legittima l'acquisizione della consulenza del dott. Marra in tali condizioni.
art. 234 cod. proc. pen.
Regola l'acquisizione dei documenti al dibattimento; i giudici hanno ritenuto che i documenti allegati alla consulenza erano acquisibili ex art. 234 e non decisivi nella motivazione della condanna.
art. 133 cod. pen.
Disciplina le circostanze attenuanti generiche; la Corte ha confermato che il giudice di merito può valutare anche un solo elemento rilevante per negare le attenuanti, purché motivato.
art. 125, comma 3, cod. pen.
In tema di motivazione della pena il giudice può usare espressioni quali "pena congrua" quando la determinazione non si discosta significativamente dai minimi edittali; ciò è ritenuto conforme al principio di motivazione.
Corte Costituzionale, sentenza n. 140/2021
Richiamata dai ricorrenti in relazione alla disciplina sulla sospensione dei termini processuali durante l'emergenza COVID-19; la Cassazione ha invece confermato il calcolo dei termini fatto dalla Corte territoriale o ha ritenuto la questione non sufficiente a determinare la prescrizione anteriore alla sentenza.
Massime di principio
- Il calcolo della prescrizione va effettuato con attenzione ai dies a quo e ai periodi di sospensione: censure sulla prescrizione devono dimostrare che il termine è maturato prima della sentenza impugnata e non bastano conteggi alternativi generici.
- La relazione di un consulente nominato dalla P.M. può essere acquisita in dibattimento se la ripetizione è divenuta impossibile (es. morte del consulente); l'acquisizione è lecita se i contenuti non sono decisivi o se i documenti allegati sono già acquisibili ex art. 234 c.p.p.
- Per integrare l'associazione per delinquere non è necessario provare un programma criminale formalizzato: la serialità dei reati-fine, modalità operative comuni e l'uso di un organismo societario come strumento possono dimostrare l'esistenza del sodalizio.
- Le censure in Cassazione devono essere specifiche e confrontare puntualmente la motivazione impugnata; argomenti generici o richieste di nuovo esame di merito sono inammissibili.
- Il giudice di merito può rifiutare le attenuanti generiche anche valutando un solo elemento rilevante (personalità del reo, gravità del reato, modalità esecutive); la valutazione soggettiva ben motivata è difficilmente rivedibile in sede di legittimità.
- La determinazione della pena vicina ai minimi edittali ammette formule di motivazione sintetiche ("pena congrua", "aumento congruo") purché complessivamente comprensibile e non arbitrarie.
- Le impugnazioni che mirano a far escludere responsabilità associativa devono dimostrare l'assenza di elementi strutturali (organizzazione, divisione dei ruoli, durata e serialità delle condotte); la semplice breve durata della società non esclude automaticamente il reato associativo.
- Le spese e sanzioni per ricorsi manifestamente infondati possono essere irrogate alla parte ricorrente; valutare la fondatezza prima di proporre ricorso in Cassazione è importante per evitare sanzioni economiche.
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