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Sentenza

Sentenza n. 9173/2026 - Roma, Sezione 3B

per l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Tivoli - Sez. Lavoro n. 106/2025 (causa n. 2701/2024 RG)

Giustizia amministrativa202514671

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III bisSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Tivoli - Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla retribuzione professionale docenti per l'anno scolastico 2017/2018 e condannato il Ministero al pagamento di euro 756,17 oltre accessori

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza alla sentenza definitiva del Tribunale di Tivoli - Sezione Lavoro n. 106/2025, lamentando che il Ministero non avesse eseguito il giudicato neppure dopo la notificazione della sentenza in forma esecutiva. In particolare, il titolo giudiziale riconosceva il diritto della docente a percepire la retribuzione professionale per l'anno scolastico 2017/2018 e condannava il Ministero al pagamento di euro 756,17 oltre accessori. Il Ministero si è costituito con atto di stile, senza eccepire l'avvenuto adempimento e senza fornire giustificazioni sull'inerzia.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'Amministrazione non aveva dimostrato di aver adempiuto alle obbligazioni derivanti dal giudicato né aveva giustificato la propria inerzia. Ha quindi ordinato al Ministero di dare esecuzione alla sentenza del giudice del lavoro entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della decisione. Per l'eventuale ulteriore inerzia, ha nominato quale Commissario ad acta il Direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale per il Lazio, con facoltà di delega e senza compenso, incaricandolo di provvedere entro 120 giorni dalla scadenza del termine assegnato al Ministero, previa richiesta della ricorrente. È stata invece respinta la domanda di applicazione delle astreintes, ritenuta non equa nel caso concreto anche in considerazione del tempo trascorso dal passaggio in giudicato. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese del giudizio, liquidate in euro 300,00 oltre accessori di legge, con distrazione in favore dei procuratori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di ordinare l'esecuzione del giudicato e di nominare, in caso di persistente inerzia, un Commissario ad acta.

  • art. 115 c.p.a.

    Non espressamente richiamato nel testo; nessuna interpretazione specifica è ricavabile.

  • art. 55/2014

    I parametri del decreto ministeriale sono stati utilizzati per la liquidazione delle spese del giudizio, in relazione alla natura essenzialmente esecutiva della controversia e con riferimento ai parametri per l'esecuzione mobiliare.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, quando l'amministrazione non dimostra l'avvenuto adempimento degli obblighi derivanti dal giudicato e non fornisce una giustificazione dell'inerzia, il giudice deve ordinare l'esecuzione del titolo entro un termine assegnato.
  • In caso di persistente inadempimento dell'amministrazione, il giudice dell'ottemperanza può nominare un Commissario ad acta, prevedendo che questi intervenga dopo la scadenza del termine assegnato all'amministrazione e previa richiesta della parte interessata.
  • La nomina del Commissario ad acta può essere disposta senza compenso e con facoltà di delega, ove tali modalità siano ritenute funzionali all'esecuzione del giudicato.
  • La richiesta di astreinte non deve essere accolta quando, secondo una valutazione equitativa del caso concreto, l'applicazione della misura non risulti giustificata, anche in ragione del tempo trascorso dal passaggio in giudicato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEfficacia ed esecutorietàTutela cautelare

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