Sentenza n. 10919/2026 - Roma, Sezione 5Q
per l'annullamento previa sospensione cautelare: -del provvedimento del 25 settembre 2025 reso dall'Ambasciata d'Italia in India- New Dehli n. prot. D/5427/2025 di diniego del visto d'ingresso per lavoro subordinato; -di ogni altro atto connesso, presupposto e conseguente, ancorché non conosciuto.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di visto d'ingresso per lavoro subordinato adottato dall'Ambasciata d'Italia a New Delhi
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego del visto d'ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Nel corso del giudizio il Ministero ha comunicato l'avvenuto rilascio del visto richiesto.
La decisione
Il Tribunale, previo avviso alle parti della possibile definizione ai sensi dell'art. 60 c.p.a., ha dichiarato cessata la materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., rilevando che il sopravvenuto rilascio del visto aveva integralmente soddisfatto la pretesa azionata. Le spese sono state poste a carico dell'amministrazione in applicazione del criterio della soccombenza virtuale, con condanna del MAECI al pagamento di euro 1.000,00, oltre accessori e refusione del contributo unificato se versato.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
Il sopravvenuto rilascio del visto, con pieno soddisfacimento della pretesa fatta valere, giustifica la declaratoria di cessazione della materia del contendere.
art. 60 c.p.a.
La controversia è stata definita in camera di consiglio dopo l'avviso alle parti della possibile decisione con sentenza semplificata.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
La norma è stata richiamata quale base per disporre l'oscuramento delle generalità del ricorrente a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Le disposizioni sono state richiamate insieme alla normativa nazionale quale fondamento della tutela dei dati personali mediante oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando, nel corso del giudizio avente a oggetto il diniego di un visto d'ingresso, l'amministrazione rilascia il visto richiesto, determinando il pieno soddisfacimento della pretesa, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
- In caso di cessazione della materia del contendere per sopravvenuto soddisfacimento della pretesa, le spese possono essere regolate secondo il criterio della soccombenza virtuale, ponendole a carico dell'amministrazione il cui provvedimento era stato impugnato.
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