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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 6264/2022 del 22/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza della Corte di appello di Roma che, in funzione di giudice dell'esecuzione, ha riconosciuto la continuazione tra reati da sentenze diverse e ha rideterminato la pena unica. Il ricorrente deduce violazione di legge e vizio di motivazione nel calcolo della pena, contestando in particolare il criterio adottato per le pene relative ai reati di resistenza a pubblico ufficiale e l'errato computo aritmetico complessivo (in particolare la quantificazione degli aumenti e l'applicazione della diminuente per il rito abbreviato).

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato errori nell'applicazione dei principi di calcolo della continuazione da parte del giudice dell'esecuzione (mancata corretta distinzione tra pena-base e aumenti per reati satellite, carenza motivazionale su criteri adottati e errore aritmetico nel computo finale). Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio alla Corte di appello di Roma, quale giudice dell'esecuzione, in diversa composizione collegiale, per nuovo giudizio conforme ai principi di diritto richiamati.

Norme richiamate

  • art. 619, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma procedurale evocata per la richiesta del Procuratore generale di rettifica della pena determinata nell'ordinanza impugnata (strumento di intervento in Cassazione sull'ordinanza dell'esecuzione).

  • art. 74 d.P.R. n. 309/1990

    Individuato come il reato "più grave" preso a base per il calcolo della pena unica (reato-fine rilevante nell'ambito degli stupefacenti).

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990

    Norma riferita a fattispecie meno grave tra quelle considerate; utilizzata nel ragionamento sulla struttura degli aumenti collegati ai reati satellite.

  • art. 81 cod. pen.

    Disciplina della continuazione: la Corte richiama il principio secondo cui il giudice dell'esecuzione deve scorporare i reati unificati in sede di cognizione, individuare il reato più grave e applicare aumenti per i reati satellite sulla pena determinata per il reato più grave; in particolare non può quantificare aumenti per i satellite in misura superiore a quella stabilita in sede di cognizione.

  • art. 442 cod. proc. pen.

    Riduzione premiale per il rito abbreviato: se il reato satellite è stato giudicato con rito abbreviato l'aumento ai sensi dell'art. 81 va sottratto o conteggiato tenendo conto della diminuente aritmeticamente predeterminata; il giudice dell'esecuzione deve indicare di averne tenuto conto.

  • sentenza Corte cost. n. 183 del 2013

    Richiamata in relazione all'obbligo di rinvio alla Corte di appello in diversa composizione collegiale per il nuovo giudizio dell'esecuzione.

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione, quando ridetermina la pena per continuazione tra condanne di distinti giudizi, deve scorporare i reati unificati in sede di cognizione e individuare il reato più grave come base per il nuovo calcolo.
  • Gli aumenti per i reati satellite vanno applicati sulla pena come determinata per il reato più grave; il giudice dell'esecuzione non può aumentare gli incrementi in misura superiore a quanto già fissato dal giudice della cognizione.
  • Se un reato satellite è stato giudicato con rito abbreviato, la diminuzione prevista per il rito va considerata nella quantificazione dell'aumento (arieitmeticamente) e il giudice dell'esecuzione deve esplicitare di averla applicata.
  • La motivazione dell'ordinanza di esecuzione deve rendere chiari i criteri e i calcoli adottati (anche con espressioni concise), soprattutto quando gli aumenti sono significativi rispetto a quelli già riconosciuti in sede di cognizione; omissioni o errori aritmetici comportano annullamento e rinvio.
  • In caso di errori nel computo aritmetico o nella qualificazione di quale pena sia aumento e quale pena-base, la Corte di cassazione annulla e rinvia per un nuovo giudizio dell'esecuzione.

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