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Sentenza

Sentenza n. 3687/2026 - Roma, Sezione 1T

Ricorso ai sensi dell'art 117 cpa avverso il silenzio-inadempimento serbato dalla Prefettura di Roma sull'istanza di fissazione di un appuntamento per la sottoscrizione del contratto di soggiorno nell'ambito della procedura flussi, necessario al conseguente rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato, nonché per l'accertamento dell'obbligo della Prefettura di Roma di provvedere in relazione alla medesima istanza di fissazione di un appuntamento con conseguente conclusione del procedimento con la sottoscrizione del contratto di soggiorno.

Giustizia amministrativa202515254

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento della Prefettura di Roma sull'istanza di fissazione di un appuntamento per la sottoscrizione del contratto di soggiorno nella procedura flussi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. contro il silenzio-inadempimento serbato dalla Prefettura di Roma sull'istanza diretta a ottenere la fissazione di un appuntamento per la sottoscrizione del contratto di soggiorno, necessaria al successivo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro subordinato. Ha chiesto l'accertamento dell'obbligo dell'amministrazione di provvedere sull'istanza e di concludere il procedimento mediante la sottoscrizione del contratto di soggiorno. Nel corso del giudizio, l'amministrazione ha revocato il nulla osta al lavoro subordinato precedentemente rilasciato al ricorrente e ha definito negativamente l'istanza presentata dal datore di lavoro.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che l'amministrazione, con atto del 12 febbraio 2026, aveva revocato il nulla osta al lavoro subordinato e definito negativamente l'istanza del datore di lavoro. Tali sopravvenienze hanno eliminato l'interesse del ricorrente a ottenere la fissazione dell'appuntamento e la conclusione positiva del procedimento mediante la sottoscrizione del contratto di soggiorno. Le spese di giudizio sono state compensate in ragione della definizione in rito della controversia.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione e la richiesta di accertamento dell'obbligo di provvedere.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nel definire il giudizio con sentenza in rito.

Massime di principio

  • Il ricorso avverso il silenzio-inadempimento diviene improcedibile quando, nelle more del giudizio, l'amministrazione adotti atti che definiscano il procedimento e facciano venir meno l'interesse concreto e attuale del ricorrente alla decisione sull'obbligo di provvedere.
  • La revoca del nulla osta al lavoro subordinato e la definizione negativa dell'istanza presupposta eliminano l'interesse a ottenere la fissazione dell'appuntamento per la sottoscrizione del contratto di soggiorno, quando tale appuntamento costituisce un passaggio necessario per il successivo rilascio del titolo di soggiorno.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando il giudizio viene definito in rito per una sopravvenuta carenza di interesse.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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