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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2919/2022 del 26/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per Cassazione del difensore dell'imputato (Avv. Massimo Caria) per violazione di legge e vizio della motivazione riguardo all'identificazione dello Zevolini quale autore materiale della presentazione all'incasso di titoli di provenienza illecita e dell'uso di documenti contraffatti; la difesa contestava la valutazione probatoria che avrebbe privilegiato la testimonianza della dipendente postale Sciortino Maria nonostante espressioni dubitative nella deposizione, e sosteneva che i testi Boni e Ciufo avevano svolto solo attività ricognitiva della foto, non una vera identificazione; inoltre si lamentava la mancata escussione degli operatori di sportello e prospettava l'ipotesi che terzi potessero aver utilizzato l'effigie dell'imputato, insistendo per l'assenza di prova circa la responsabilità per la spendita dei titoli.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto esaustiva la motivazione della Corte d'appello che ha valorizzato l'individuazione fotografica della teste Sciortino, la presenza della foto del ricorrente sui documenti contraffatti acquisiti agli atti e la identità del modus operandi nei diversi episodi come elementi convergenti a carico dell'imputato. Ha escluso che l'ipotesi difensiva di utilizzo della foto da parte di terzi abbia fondamento probatorio, qualificandola come mera congettura. Ha confermato l'estinzione per prescrizione dei reati di falso e truffa e ha rideterminato la pena per il reato di ricettazione aggravata e continuata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali, a una sanzione pecuniaria di euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende e alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa della parte civile I.N.A.I.L. liquidate in complessivi euro 2.500,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • D.L. n. 137/2020, art. 23, comma 8

    autorizza la trattazione del ricorso con contraddittorio cartolare (valutazione e decisione sulla base degli atti scritti senza udienza orale), modalità cui il Collegio ha dato atto

  • Delitti contestati: falso, truffa, ricettazione (codice penale e norme correlate)

    i reati sono quelli contestati in primo e secondo grado; la Corte d'appello ha dichiarato estinte per prescrizione le posizioni relative a falso e truffa e ha confermato/rideterminato la pena per la ricettazione aggravata e continuata sulla base della prova ritenuta sufficiente (identificazione fotografica, documenti contraffatti con foto e identità del modus operandi)

Massime di principio

  • L'individuazione fotografica da parte di un testimone può essere valutata come prova efficace se è corroborata da documenti e altri elementi fattuali coerenti (es. foto apposta sui documenti acquisiti, identità del modus operandi, serialità degli episodi).
  • La mera possibilità teorica che terzi abbiano potuto usare l'effigie dell'imputato è insufficiente a screditare la prova: l'alterna ipotesi difensiva richiede elementi concreti e riscontri per prevalere sulla valutazione logica del giudice.
  • La valutazione della credibilità dei testimoni e la ponderazione delle prove spettano in via principale ai giudici di merito; la Cassazione sindaca solo se vi è illogicità manifesta o palese contraddittorietà nella motivazione.
  • La mancata escussione di specifici testi non determina automaticamente l'assenza di prova se il compendio probatorio complessivo fornisce elementi convergenti e sufficienti a fondare la decisione.
  • La presenza di elementi documentali (documenti contraffatti acquisiti agli atti con foto corrispondente all'imputato) unita alla ripetizione dello stesso modus operandi in più episodi rafforza la possibilità di attribuire la responsabilità al medesimo autore.

Testo integrale

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